Mentre il Consiglio comunale approva il Piano strutturale - il consiglio ha votato la delibera con 27 voti favorevoli (Pd, SeL, IdV, Valdo Spini), 10 contrari (De Zordo, Grassi, PdL), 2 astenuti (Fli) fonte - sul Manifesto Paolo Berdini commenta il Piano strutturale definito “volumi zero”

Un sindaco molto critico le cui scelte sono molto criticate dai comitati per la difesa del territorio: promette “consumo di suolo zero”. Ma peggiora il vecchio piano. Il manifesto, 22 giugno 2011

Le prime mosse di Matteo Renzi appena eletto sindaco di Firenze furono molto efficaci. In molte dichiarazioni affermò che la sua città non doveva consumare più neppure un metro quadrato di territorio: era già sufficiente la grande periferia metropolitana. Poi criticò la svendita del patrimonio pubblico voluta dal governo affermando che nelle caserme localizzate nel centro della città sarebbero sorte case pubbliche invece di alberghi a cinque stelle. Chiuse infine al transito delle auto piazza del Duomo, restituendola alla città.

E il suo atteggiamento era tanto più importante per quante ombre erano rimaste sull’immagine della precedente giunta comunale: dal pranzo del sindaco Domenici con Ligresti e Della Valle in cui confessava di preferire il cemento all’ipotesi del parco della piana; dal nuovo piano urbanistico che aggrediva le meravigliose colline tutelate da tanti amministratori e urbanisti del passato; dallo scandalo della scuola dei Marescialli; la cricca degli architetti “pigliatutto”. Sembrava dunque che Renzi, facendo tesoro della bocciatura del piano strutturale volesse voltare pagina. Ma evidentemente il cemento armato deve avere il suo fascino se nel breve volgere di due anni, il sindaco vuol fare approvare dal consiglio comunale un piano strutturale della città che non è a “crescita zero”.

Già in questi due anni la società civile e il valido gruppo che ruota intorno a Ornella De Zordo, consigliera comunale già protagonista nella lotta contro gli scempi urbanistici e ambientali della passata amministrazione, avevano svelato che anche nella nuova stesura di quel piano c’erano scempi ben mimetizzati a prima vista. C’era ancora la possibilità di aggredire le colline realizzando di attività sportive o sanitarie; la cementificazione della pianura verso Prato; l’accordo con le Ferrovie dello Stato per l’inutile tunnel dell’alta velocità in cambio di enormi cubature. Ma la pressione della società civile era riuscita ad attenuare i danni del piano ereditato dai precedenti cementificatori. Nelle osservazioni dei comitati e del gruppo “perunaltracittà” si denuncia la costruzione di qualche milione di metri cubi di cemento solo in parte localizzato in aree industriali dismesse. Il resto è un’ulteriore sciagurata fase di espansione urbana.

Il sindaco Renzi vuole far approvare oggi dal consiglio comunale un piano ancora peggiore di quello di Domenici. E’ già stato infatti approvato anche un “provvedimento dirigenziale” che consente l’attuazione in deroga dei piani di recupero urbano presentati fin quì. Renzi, insomma, con una mano approva e con l’altra apre a una nuova fase di deroghe e contrattazioni!

Se non ci saranno ripensamenti, in due anni si è mestamente consumata la parabola del sindaco decisionista legato alla sua città. I segnali premonitori di quanto stava per accadere li abbiamo visti pochi giorni fa, quando Renzi si è schierato contro il referendum per l’acqua pubblica. Quando argomentava a favore della privatizzazione (la Toscana e Firenze sono aree di conquista della romana Acea) aveva lo stesso piglio che userà oggi, per convincere il consiglio comunale a votare un provvedimento che renderà ancora più invivibile Firenze.

Firenze non merita di diventare un immenso campo di speculazioni come la scuola dei Marescialli.

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«In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi si trovano una logica, una giustificazione, per il solo fatto di esistere (…). Dopo un po’, tutto fa parte del paesaggio. C’è. Esiste. Nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza (…). Bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla., a difenderla. E’ importante, la bellezza: da quella scende giù tutto il resto!»

Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio) in “I cento passi”
di Marco Tullio Giordana (2000)

Lunedì il Sindaco Renzi, con delega all’urbanistica, presentando il programma dei “cento luoghi” ha lanciato gli slogan “non un metro cubo di cemento in più” e “Firenze città dei fiori”.

Come potete vedere dalla foto (sotto), Mercoledì 30 Giugno mattina ai piedi della Collina di Bellosguardo, su un’area di vincolo paesaggistico sancito da decreto ministeriale del 1951 e dal Pit Toscano con valenza dal 2009, di Piano Paesaggistico adottato, l’impresa Giudici Lorenzo ha iniziato a colare cemento.

Immediate le segnalazioni di comitati e associazioni ambientaliste, che invitano tutti i cittadini di buona volontà a inviare messaggi di protesta alle autorità: “Dov’è il nuovo dirigente all’Urbanistica del Comune dott. Palladino? -domandano dai Comitati dei Cittadini di Firenze- Dov’è la presidente della commissione urbanistica Titta Meucci? Dov’è il presidente del Quartiere 4? Dov’è il presidente della commisisone territorio del Q4? Dov’è la Soprintendente ai beni storici artistici e del paesaggio di Firenze? Se nessuno risponde a queste domande speriamo solo che, ancora una volta, si muova la Procura della Repubblica, visto che la politica non è in grado di fronteggiare gli appetiti speculativi”.

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Nei precedenti post un altro luogo dove far fiorire fiori finti.

Il mostro cementificatore continua ad allungare i suoi tentacoli e a vomitare bava grigia sulla città di Firenze.

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MoVimento5stelle

Nonostante il l’ennesimo tentativo di avvio di percorso partecipativo del Piano strutturale di Firenze, utilizzando tra l’altro un pallone aereostatico per fotografare la città, nonostante il Sindaco annunci 100 piazze da rivalutare (dopo i cento punti della campagna elettorale) nella città di Firenze continua la sua opera il mostro cementificatore che vomita cemento nonostante le resistenze dei cittadini

Riceviamo da ITALIA NOSTRA-CITTADINI AREA FIORENTINA e COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE con la preghiera di massima diffusione

Vandali in casa oggi

ovvero

un’altra area verde di pregio sacrificata alla speculazione privata


L’ area verde detta “Quadrilatero verde” posta nel Q4 sta per essere cancellata.

Al posto di questo giardino, una grande colata di cemento “interrata” (due autorimesse non pertinenziali per complessivi 181 box auto a vendita libera) ricoperta da un giardino pensile donato all’Amministrazione comunale dal privato.

Tutto questo nonostante:

- una pluriennale mobilitazione dei cittadini fin dall’inizio del procedimento;.

- una petizione popolare sottoscritta da oltre 3000 cittadini al Sindaco di Firenze dichiarata ammissibile;

- l’inserimento al 10° posto della classifica nazionale dell’edizione 2009 dei “Luoghi del cuore” promossa dal FAI.

Dal 2003 a oggi gli amministratori di questa città e del Quartiere 4 sono rimasti completamente sordi nei confronti delle richieste dei cittadini, in nome di presunte difficoltà finanziarie dell’amministrazione e hanno di fatto ascoltato e avallato solo le richieste speculative del proprietario; infatti:

- hanno fatto decadere la possibilità di esproprio per motivi di pubblica utilità già deliberata con atto di giunta n. 01051 del 30.12.2002;

- hanno avallato e stanno autorizzando le richieste di concessione edilizia per la realizzazione di un parcheggio interrato non pertinenziale;

- si è permesso disinvoltamente e contro le richieste di migliaia di cittadini che un’area classificata dal PRG vigente a verde pubblico e a impianti sportivi si renda di fatto edificabile.

- Addirittura, con l’ultima deliberazione di giunta n. 2010/G /00236 del 15/06/2026 che approva il progetto del privato, si è richiesto da parte dell’Amministrazione comunale della monetizzazione dei posti auto pubblici previsti in queste operazioni.

Per documentarsi meglio su questa scandalosa vicenda e capire che cosa si intenda realmente per “urbanistica contrattata” e “partecipazione”, si rimanda all’allegato che contiene la presentazione della petizione popolare presentata al sindaco Domenici il 22 giugno 2007 da oltre tremila cittadini. Tale petizione, nonostante sia stata riconosciuta ammissibile dal Presidente del Consiglio comunale, ha prodotto soltanto un’audizione in Commissione urbanistica consiliare, allora presieduta da Antongiulio Barbaro, che l’ha archiviata definitivamente.

Continueremo a indignarci e a testimoniare chi è stato responsabile della colata di cemento che le generazioni future troveranno in un’area una volta di terreno vergine e già formata a giardino, e per questo chiamata dai cittadini “Quadrilatero verde”; chi è stato il responsabile delle tonnellate di cemento e tondino degli scheletri obsoleti di box auto venduti a caro prezzo ai loro antenati distruggendo un giardino già esistente.

(continua…)

Luca Savino è un simpatizzante del MoVimento 5 Stelle e si batte per contrastare l’abusivismo edilizio che sta distruggendo Ischia.

Qualche giorno fa ha collaborato alla realizzazione di un video per denunciare gli scempi compiuti sull’isola, con particolare riferimento a un complesso residenziale di Forio.

Mentre si trovava su di una banchina di ormeggio per salutare un amico comandante, è stato vittima di una aggressione che gli è costata la telecamera e contusioni con una prognosi di qualche giorno.

Il partito del cemento teme i cittadini informati con l’elmetto!

Il blog propone il filmato, la Rete non si ferma. L’informazione li cancellerà!

Fonte

Vedi anche il mostro cementificatore fonda il partito del cemento

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Indignatevi, rapidamente, non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso: il territorio … chiamate a raccolta tutti
L Mercalli

fonte

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Si continua nel totale abbandono di spazi a Firenze e dintorni senza alcuna intenzione di recupero, oppure si demolisce (in piena sindrome da grandi opere) abbattendo contemporaneamente le regole più elementari della tutela del patrimonio storico,artistico ed ambientale, mentre il “mostro cementificatore” continua a vomitare la sua bava grigia sulla città ….

Accerchiati da un futuro di cemento senza colori tra tunnel TAV, inceneritore, Piana di Castello, Poggetto , ex Panificio Militare e zona circostante …. Firenze come sarà ?!

I post precedenti della (purtroppo) lunga serie del “mostro cementificatore”.

A proposito di recupero “Spazi docili” ha effettuato una ricognizione lungo la provinciale 130, nota anche come strada dei “Colli Alti” in direzione Monte Morello per documentare l’area e l’immobile ex-ospedale Banti.

Lo stato dell’edificio si può evincere dalle stesse immagini che seguono, ma nonostante il degrado e l’evidente abbandono della struttura al cancello sono presenti dei vigilanti (?) che sembrerebbero presidiare costantemente l’intera area.

Dopo la visita all’ex-ospedale Sd è tornato in una zona già più volte presa in esame, ossia il quartiere di San Lorenzo, per registrare lo stato si salute di Sant’Orsola. Il magico tappeto rosso è ancora al suo posto dietro la cancellata arrugginita, attorno sono evidenti delle “installazioni di street art” per segnalare tombini mancanti e si notano faretti per singola finestra dell’intera parete di via Taddea, forse per illuminare una strada che di notte potrebbe prestarsi a vari usi non sempre legali e piacevoli per gli abitanti del quartiere o per i turisti di passaggio.

fonte

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