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In questi giorni è stato ricordato il venticinquennale della chiusura dell’inceneritore alle porte di Firenze, in località San Donnino, con un incontro organizzato dalla Fratellanza Popolare di san Donnino ed il Coordinamento dei comitati della Piana FI-PO-PT.

E’ stato il primo degli incontri che porterà a Settembre tutta la comunità della Piana ad iniziative volte per non dimenticare la LEZIONE DI DEMOCRAZIA di allora considerando che gli attuali amministratori obbligano la cittadinanza ad assistere all’apertura o all’ampliamento di tre nuovi inceneritori nell’area fiorentina (Località Testi a Greve in Chianti, località Selvapiana a Pontassieve e località Case Passerini a Firenze) nonostante la presenza di altri 8 impianti in Toscana.

 

Scarica in PDF la storia dell’impianto di San Donnino, non per imporre un’idea, ma per permettere di decidere con un”informazione in più.


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Per comprendere come l’inquinamento incide sulla nostra salute, dobbiamo mettere in atto metodologie che non hanno la scientificità epidemiologica, ma che ci permettono di confermare in maniera un po’ empirica le nostre ipotesi.

Un esempio è la raccolta di dati, svolta in maniera spontanea da alcuni movimenti locali e quella di gruppi di medici di famiglia di una determinata zona guidati da un coordinatore scientifico allo scopo di redigere un semplice questionario sulle patologie, comprese quelle respiratorie e neoplastiche, da fare compilare ai propri assistiti. Si può così ottenere una “fotografia” dell’attuale stato di salute di una fetta importante della popolazione di quel luogo. Non si tratterà certamente di un’indagine epidemiologica in senso stretto e non potremo dimostrare il “nesso di casualità”, ovvero di dipendenza tra inquinamento ambientale e tumori. Ciò non esclude che non si debba applicare il “Principio di Precauzione”, specie in zone altamente inquinate (presenza di discariche non controllate, di inceneritori, di industrie che lavorano sostanze tossiche). In queste zone ristrette se emerge un’alta incidenza di patologie respiratorie o neoplastiche, pensare che la componente ambientale sia fortemente rappresentata non è demagogico.

Ci sono zone ad alto rischio per la presenza di discariche, dove si è trovato di tutto, compresi grossi quantitativi di amianto
abbandonato a terra, che può frantumarsi e polverizzarsi, andando nell’aria e ricadendo al suolo in luoghi lontani seguendo il flusso dei venti locali. Ci sono zone con le falde acquifere inquinate da residui tossici; senza nessuna bonifica queste falde resteranno sempre inquinate, dai pozzi locali l’acqua viene utilizzata per l’agricoltura e, assorbita dai vegetali insieme agli inquinanti in essa contenuti, entra nel ciclo vitale dell’uomo provocando mutazioni.
 

In queste zone spesso le ASL hanno un registro tumori aggiornato ad alcuni anni prima, questo impedisce di arrivare alla dimostrazione di un nesso di casualità. Quindi se le indagini condotte dai medici e dai volontari, che abitano in quelle zone, denunciano la presenza di un’alta incidenza di queste patologie tumorali e/o respiratorie, non dovrebbe prevalere il principio di precauzione? Questo invece si scontra con l’indifferenza degli Amministratori locali oppure, ancora peggio, con la complicità criminale di chi ha permesso che il territorio venisse inquinato e per questo ha continuato a dare fiducia ad una classe politica che ha tenuto gli occhi chiusi per non vedere e le mani ben aperte per poter prendere.

Dobbiamo riprendere in mano la gestione dell’ambiente, dalle “piccole” cose come i giardini pubblici, le piste ciclabili, i comportamenti virtuosi, fino alla bonifica dei siti altamente inquinati ed inquinanti. Le lotte ambientali ed ecologiche devono dare voce ad una scienza portatrice di fatti oggettivi e dimostrabili, che non può essere oggetto di speculazioni politiche, ma uno strumento utilizzato da persone con le giuste competenze. Solo così daremo credibilità e concretezza a queste lotte e potremo riacquistare un senso di appartenenza e di amore per la propria Terra.

È in questo percorso che i medici per l’ambiente dell’ISDE svolgeranno il loro cammino, fornendo le loro competenze scientifiche e le idee per il cambiamento.

* nota: traduzione testo canzone

Difendere l’ambiente in cui viviamo, lottare per una giusta politica energetica, scardinare l’illusione che l’emergenza rifiuti si risolva con i termovalorizzatori (comunemente chiamati inceneritori), considerare l’acqua un bene primario e non una merce.

Difendere questi principi è populista? Fa apparire come ambientalisti o ecologisti che vanno controcorrente e che non conoscono le leggi economiche che governano la globalizzazione?

Chi afferma questo limita la sua analisi alla superficie e non comprende che la soluzione politica ed economica del nostro futuro passa obbligatoriamente attraverso la risoluzione immediata dei conflitti legati alle mutazioni climatiche. Per la maggior parte dovute a scelte scellerate di politici ed economisti che hanno pensato al profitto immediato e non al bene comune.

Per comprendere quanto affermo, dobbiamo partire dalle operazioni che l’ONU ha messo in agenda con il nome di “Environmental Peacekeeping” . una forza d’intervento sotto il controllo del Consiglio di Sicurezza, una sorta di Caschi Blu, capace di operare sul terreno in funzione di interposizione tra le parti in lotta, in situazioni di “conflitto ambientale”.

È ormai convinzione comune che nei prossimi anni il 40% delle guerre che insorgeranno tra gli Stati, saranno collegate alle risorse naturali.

 

Pensiamo ai conflitti in atto per il controllo dei fiumi o per il possesso delle miniere e dei giacimenti petroliferi.

Pensiamo a quei piccoli Paesi sparsi nell’Oceano Pacifico e Indiano, minacciati dall’innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale. Stefhen Marcus, presidente del Nauru, un piccolo stato insulare dell’Oceania, è arrivato ad affermare che: “I cambiamenti climatici rappresentano un pericolo per la pace internazionale”.

Queste mutazioni climatiche sono diventate una maledizione per milioni di persone che vivono nella fascia sub sahariana. Nella totale indifferenza dei media, stanno avvenendo migrazioni bibliche, dovute alla mancanza di acqua e cibo, divenuti insufficienti per il sostentamento. In seguito ai cambiamenti climatici si sta innalzando la linea dell’equatore e questo comporta un ingigantirsi delle zone aride del continente africano. Le previsioni più ottimistiche prevedono la mancanza di piogge fino ad Ottobre 2011. I somali che oltrepassano il confine con il Kenia sono ca. 1.500 al giorno, quattro volte in più di quelli provocati dalla guerra civile negli anni ’90. Quelli che arrivano nei campi profughi sono già fortunati, anche se una percentuale alta di questi muore negli ospedali da campo in seguito alla disidratazione, e la maggioranza di questi ultimi sono bambini. In kenia questo flusso migratorio ha raggiunto le 450mila unità, in maggioranza donne e bambini, che si trovano da anni nei campi profughi di Dadaab.

Per contro l’Europa che va in crisi per alcuni barconi che sbarcano a Lampedusa, in seguito ai conflitti armati che coinvolgono la Libia, come pensa di difendersi quando i flussi migratori dovuti ai cambiamenti climatici porteranno milioni di affamati dalle coste africane verso l’Italia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra? A quel punto parlare di tematiche ambientali non sarà più tanto populista, non riguarderà più un’elite di ecologisti new-age.

 

Trovare le soluzioni adesso non è demagogia, è indispensabile ed è la vera sfida per tutti gli economisti ed i politici dei Paesi occidentali !!

I cambiamenti climatici sono la più grande minaccia globale nei confronti della salute del XXI secolo” [Institute of Global Health dell’University College di Londra - Lancet 2009]

* Traduzione testo canzone del video
Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,
quando il mondo deve tornare unito
C’è gente che muore
ed è tempo di aiutare la vita, il più grande regalo del mondo.
Non possiamo andare avanti fingendo di giorno in giorno
che qualcuno, da qualche parte, presto cambi le cose.
Tutti noi siamo parte della grande famiglia di Dio
e, lo sai, in verità l’amore e tutto quello di cui abbiamo bisogno.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io

Manda loro il tuo cuore
così sapranno che qualcuno vuol loro bene
e le loro vite saranno più forti e libere.
Come Dio ci mostrò, mutando la pietra in pane,
così tutti noi dovremmo dare una mano soccorritrice.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io

Quando sei triste e stanco, sembra non ci sia alcuna speranza,
ma, se tu hai fiducia, non possiamo essere sconfitti.
Rendiamoci conto che le cose potranno cambiare solo
quando saremo uniti come una cosa sola.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io

Diffondi il volantino attraverso i tuoi contatti per chiedere agli amministratori locali e regionali scelte di buon senso, logiche, razionali ed economiche !

 

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Leggo sul giornale la notizia che la provincia di Pisa chiede un aumento di 2 € (due Euro) a tonnellata, per smaltire i rifiuti dei fiorenti nella discarica di Peccioli. Richiesta fatta dall’assessore al’ambiente di Pisa, Valter Picchi, adducendo come motivazione il prolungamento dell’export dei rifiuti verso Peccioli dal 2012 al 2014. In risposta a questa richiesta, l’Amministratore Delegato di Quadrifoglio, Livio Giannotti, ha affermato: “non pagheremo un soldo di più, e siamo pronti a lasciare i rifiuti per strada … queste sono richieste a cui non possiamo sottostare ”.

Parole forti che hanno impaurito gli assessori di tutte le Province vicine, tanto che anche quella di Arezzo, titolare della discarica di Casa Rota ha deciso di avanzare la stessa richiesta di un aumento di 2€ a tonnellata. Queste richieste se accettate porterebbero ad un pesante aumento della bolletta per i cittadini di Firenze e Prato. L’articolo conclude con la considerazione che Firenze non potrà sottrarsi a questo “balzello” in quanto è nota la sua auto insufficienza per lo smaltimento dei rifiuti dovuta all’assenza di un termovalorizzatore (leggi inceneritore) e di discariche adeguate, visto che quella di Firenzuola (unica nel territorio provinciale) resta chiusa per tutto il periodo invernale, vista l’impossibilità dei camion di raggiungerla per la neve.

Tutto questo sembra risuonare come un invito a fare discariche nel nostro territorio e soprattutto nel dare il via a questo utilissimo inceneritore nel territorio della Piana tra i comuni di Sesto Fiorentino, Campi e Firenze. Alternativa: pagare di più per lo smaltimento dei rifiuti sulle nostre bollette o fare la fine di Napoli.

 

Per queste eccellenti menti dei “giovani rottamatori”, la sola soluzione è quella nuovissima e avveniristica dell’inceneritore. In una situazione simile, perché non prendere lo spunto per fare una politica di vera sensibilizzazione alla riduzione della produzione dei rifiuti, attivare il ciclo virtuoso del riciclo, avviare una raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale, incentivare la differenziazione dei rifiuti con riduzioni tariffarie per chi ne produce meno ed innalzamento per coloro che ne producono di più?

No tutte queste sono cose demagogiche, meglio costruire un inceneritore che porta lavoro a imprese edili della zona, in crisi per qualche vicenda di corruzione. Una volta in funzione, porterà soldi alla Provincia di Firenze invece che a quella di Pisa, i cittadini pagheranno lo stesso una bolletta più alta, ma vuoi mettere la soddisfazione di non dare i nostri soldi ai pisani?

Infine, il risultato più importante: centinaia di studi europei confermano i gravi danni alla salute provocati dagli inceneritori, anche di ultima generazione; avremo così un aumento delle malattie respiratorie, cardiocircolatorie e soprattutto di neoplasie nella fascia di età tra 0 e 15 anni. Con tanto materiale umano su cui fare ricerca è probabile che nuove terapie per queste patologie vengano scoperte da un gruppo di ricercatori fiorentini, volàno per il nostro prestigio e per l’incentivazione del turismo sanitario verso la nostra città.

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Sei sicuro che il problema dell’incenerimento dei rifuti non ti tocca ?
Sei sicuro di abitare lontano dagli inceneritori e dai problemi sanitari che ne derivano ?
Il vento che porta la diossina derivante dall’incenerimento dei rifiuti è l’unica “forma democatica”, arriva a tutti !

Informati GIOVEDi’ 9 GIUGNO 2011 ore 21.00 incontro pubblico

“Io differenzio, tu ricilci e in Valdisieve…si brucia!”

presso Il CINEMA ACCADEMIA DI PONTASSIEVE (Via Montanelli, n. 33)

Parteciperanno:
Domenico Iannacone, Giornalista/Reporter di RAI3 e coautore di PRESADIRETTA
Patrizia Gentilini, Oncoematologa ISDE Forlì - Ass. Medici per l’Ambiente
Simone Larini, Architetto Consulente Ambientale - creatore del sito www.inforifiuti.com
Coordina:
Mariarita Signorini, Consigliere Nazionale di ITALIA NOSTRA Onlus

Volantino


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