Vauro Senesi - La scatola dei calzini perduti - Ed. Piemme
Ofelia – Cristina Betti - Faligi Editore
Ofelia nasce nella notte della morte di Mussolini, sarà forse l’evento burrascoso che segnerà la sua vita? Diviene bambina in un magico mondo ovattato, fatto di campi coltivati da ogni genere di verdura ed una fattoria costellata di tutti gli affetti necessari a sostituire la mancanza di un padre, maledetto dalla madre sin dalle prime righe del romanzo. Ma la vita non tarderà a fargli sentire il vero peso della realtà, delle responsabilità, dell’età adulta e del coraggio delle proprie azioni.
Ofelia sceglierà Emì come suo sposo e con lui diventerà donna.
Sono molti i temi trattati a volte distrattamente e fra le righe, e altri quelli descritti apertamente e sviscerati nel cuore delle sensazioni e delle emozioni.
Si parla della forza di tre donne che, depredate della fiducia nel genere maschile, riescono in modo diverso ed in tempi diversi a cavarsela con le loro forze, il loro lavoro e la loro emancipazione.
Si parla di donne, ma non vengono lasciati in disparte gli uomini con la forza di tener testa ai loro caparbi caratteri, con la forza di scavarsi un posto nei loro cuori e con la forza permettere nuove forme di unione, uomini con tempre d’acciaio se si parla dell’infanzia di Ofelia e uomini con tempre quasi femminee nell’età adulta, ai quali spesso dovrà provveder lei.
In Ofelia vengono mostrate anche le debolezze che possono portar una persona verso baratri che sembrano senza fine, siano essi uomini o donne, le debolezze non hanno sesso.
Sono molti i personaggi che si avvicendano nel romanzo e pochi vengono dimenticati fra le righe, tutti, con le loro esistenze lasciano una traccia nel lettore, traccia che verrà seguita sino all’ultima pagina.
Ogni personaggio risveglia sentimenti ed emozioni che fanno parte della realtà non è un romanzo d’amore o di avventura, è un romanzo che rappresenta ogni risvolto del genere umano, lodevole o spregevole che sia, rappresenta la realtà.
L’aborto, il divorzio, la violenza familiare sono solo alcune delle realtà che dovrà affrontare, ma la vita è fatta anche di puri e sinceri affetti in grado di superare ostacoli a volte insormontabili ed accompagnarci in ogni difficoltoso passo della vita.
Nel centro di Londra, “Ez” Murphy trova lavoro come custode in un gabinetto pubblico. Il capo, Josiah Reynolds, e il collega Jason, come lui neri e giamaicani, gli spiegano che il problema principale del gabinetto sono gli incontri erotici clandestini. Ognuno dei tre tira in ballo le proprie assunzioni morali: Ez, un devoto avventista, rimane turbato dalla notizia, Jason, un rasta, attribuisce il tutto all’innata corruzione dei bianchi, Reynolds, più pragmatico, si preoccupa di impedire gli incontri, temendo di perdere il lavoro. Ma proprio il loro zelo moralista provoca il tracollo dei proventi del gabinetto e ne rende necessaria la chiusura…
Una manovra da 45,5 miliardi di euro in due anni che si va aggiungere agli oltre 70 miliardi di euro della manovra di Luglio . Qualche tassa nuova, un minimoo di coraggio (ma parziale) col taglio delle provincie, botte ai dipendenti …dal sito dell’ANSA in sintesi tutte le misure del decreto anti-crisi varato dal consiglio dei ministri.
- VALE 45,5 MLD. Per il 2012 sono 20 e per il 2013 25,5. Si aggiungono alla manovra di luglio. Qualche impatto è previsto anche per il 2011.
- TFR. Pagamento con due anni di ritardo dell’indennità di buonuscita dei lavoratori pubblici. Dovrebbe riguardare solo le uscite per anzianità e non quelle per vecchiaia.
- TREDICESIME. Occorrerà verificare se la misura sarà confermata: i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilità.
- ROBIN HOOD TAX. Sarà applicata per le società del settore energetico.
- PROVINCE. Dovrebbero essere tagliate quelle sotto i 300.00 abitanti ma la norma sarà applicata solo dopo il censimento.
- COMUNI. Sotto i mille abitanti saranno gestiti solo dal sindaco.
- POLTRONE. Tra Regioni, Province e Comuni ne saranno tagliate 50.000.
- VOLI IN ECONOMICA PER PARLAMENTARI. Stop alla business class per parlamentari, amministratori pubblici, dipendenti dello Stato, componenti di enti ed organismi.
- DELEGA ASSISTENZA-FISCO IN 2011. Il risparmio sul 2012 sarà di 4 miliardi di euro - TAGLI MINISTERI. Vengono anticipati. Salvi: sanità, scuola, ricerca, cultura e 5 per mille.
- FESTIVITA’. Quelle laiche verranno accorpate alla domenica.
- SIGARETTE. Previsti interventi su giochi, accise e tabacchi.
- RENDITE AL 20%. La misura vale circa 2 miliardi di euro. Esclusi i titoli di Stato che restano tassati al 12,5%.
- SERVIZI PUBBLICI LOCALI. Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni.
- AUTONOMI. La misura non è stata annunciata ma era contenuta in una bozza di testo in entrata al cdm e consisterebbe in un aumento della quota Irpef per gli autonomi, a partire dall’attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro.
- PENSIONI DONNE. Verrebbe anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’età pensionabile delle donne nel settore privato.
- SCONTRINI. Tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro con comunicazione all’Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali è prevista l’applicazione dell’Iva. E’ inoltre previsto l’inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell’attività, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
- CONTRIBUTO SOLIDARIETA‘. Viene esteso ai dipendenti privati la misura già in vigore per i dipendenti pubblici e per i pensionati: prelievo del 5% della parte di reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% della parte eccedente i 150.000. Per i parlamentari dovrebbe raddoppiare al 10 e 20%.
- MINISTERI. Previsto un taglio di 6 miliardi di euro nel 2012 e 2,5 nel 2013.
- ENTI LOCALI. Verranno ridotti 6 miliardi di trasferimenti nel 2012 e 3,5 nel 2013. Per le regioni il peso della riduzione dei fondi è pari a 1 miliardo di euro.
Tagliare i prezzi del 10% e rimettere in moto l’economia locale. Sembra fantascienza. E invece è l’obiettivo dello Scec, uno strumento che permette ad artigiani, commercianti o piccole imprese, di creare una rete di solidarietà e cercare di resistere alla crisi accettando di guadagnare qualcosa di meno.
Lo Scec ha l’aspetto di una banconota, con tagli che vanno da 0,50 a 50. L’acronimo sta per “Sconto che cammina” e a inventarlo è stato un gruppo di economisti, consulenti di impresa e imprenditori che si sono riuniti nell’associazione Arcipelago Scec.
Presente a Napoli come nella provincia di Milano, lo Scec non è una moneta vera e propria, anche se il valore di una sua unità corrisponde a un euro. Si tratta di un buono, distribuito inizialmente alle famiglie, che permette di avere uno sconto dal 10 al 30% nei negozi che decidono di accettarlo. Non bisogna pagare nulla per averlo e, soprattutto, non è convertibile in euro.
Raccontata così, può sembrare una forma di fidelizzazione, come le tessere punti del supermercato. Lo Scec invece non punta solo a ridurre i prezzi: «Si crea anche una rete locale di persone e famiglie che usano questo buono, e di imprese e aziende che naturalmente lo accettano. Con la veste innocua di uno sconto, si crea la possibilità di trattenere sul territorio la ricchezza, ed evitare così il drenaggio finanziario della grande distribuzione, che assorbe il reddito del territorio per non reinvestirlo, se non in minima parte, su questo», spiega Pierluigi Paoletti, uno dei fondatori dell’associazione ed ex consulente creditizio con una laurea in legge e specializzazione in finanza.
Per aderire al progetto basta poco: ci si iscrive gratis (anche se donazioni sono benvenute) tramite il sito (www.scecservice.org) al proprio “arcipelago” regionale di riferimento, ovvero alla rete di piccole comunità locali, dette “isole”. Si ottengono i primi 100 Scec utilizzabili presso gli esercizi o i professionisti che aderiscono al progetto. Quando si acquista qualcosa si paga così una parte in Scec, corrispondente alla percentuale di sconto, invece che in euro. In pratica, se si vuole comprare un vestito che costa 100 euro e lo sconto è del 10%, si pagheranno 90 euro e i restanti dieci in Scec. Una volta finiti se ne possono richiedere altri e sarà l’isola regionale a decidere, assieme all’arcipelago, se emetterne di nuovi.
Cinema, falegnami, alimentari, pizzerie, tappezzieri, commercialisti, caseifici, gioiellieri che ricevono Scec invece di euro, possono spenderli solo nei negozi che aderiscono alla rete locale, cercando di costruire un ciclo virtuoso che rafforzi i legami all’interno della comunità, quasi un social network economico che rilanci anche le produzioni locali di qualità. Come se dopo lo slow food debba venire lo slow cost.
Per descrivere meglio le dimensioni del fenomeno: l’associazione conta già 16.500 soci che hanno la possibilità di spendere i loro buoni in oltre duemila aziende sparse in dodici regioni in Italia. Il valore degli Scec in circolazione, a oggi, corrisponde a circa 3,78 milioni di euro.
Il punto di forza di questi buoni rischia però di essere anche un limite. Per funzionare occorre partire da una massa critica di famiglie e commercianti che crei relazioni: se a Napoli è stato un successo, la realtà stenta a decollare in una città come Milano.
Il gruppo inizia a lavorare a un progetto di monete locali o “complementari” già da prima del 2005. Il punto di partenza sono gli esperimenti di Svizzera, Germania e Inghilterra. In Italia, però, la legge non le consente. Diventa necessario inventare un nuovo strumento. Nascono così diversi progetti che germogliano in realtà piccole e grandi dove riesce a scattare la coesione sociale: il Selese a Verona, il Kro a Crotone, o il Tyrus a Terni, o ancora l’Ecoroma ad Acilia e a Napoli con circa 600 aderenti tra professionisti, artigiani e imprese.
«Ci siamo ingegnati con serietà negli studi che stavamo compiendo per trovare un elemento che non andasse a intaccare le norme fiscali e di emissione monetaria», aggiunge Paoletti. «Quello che abbiamo fatto è stato elaborare un meccanismo conosciutissimo per sfruttarlo a fini sociali anziché commerciali».
Nel 2008 nasce l’associazione che unisce in una rete tutte queste esperienze locali. Che funziona, finché la Guardia di Finanza non decide di capire di cosa si tratti e, soprattutto, perché un’associazione culturale sia impegnata in una attività che somiglia molto all’emissione di moneta. A luglio 2010, l’Agenzia delle Entrate dà finalmente parere positivo sancendo la legittimità legale. Per i commercianti, lo Scec corrisponde a uno “sconto incondizionato” (un esempio a caso, un buono acquisto da due euro per il detersivo piatti) e come tale va contabilizzato. La differenza rispetto ai buoni sconto tradizionali è che può essere riutilizzato.
Timori di falsificazione non ce ne sono: le banconote sono numerate e stampate con meccanismi di sicurezza, esiste il conto online e comunque sono buoni sconto. Per essere usati si deve comunque comprare qualcosa.
Il passo successivo del sistema Scec è quello di cercare di coinvolgere le amministrazioni locali, come a Monteveglio (Bologna) dove stanno lavorando col comune. «Gli enti locali non saranno più in grado di erogare servizi se non aumentandone il costo. Basta pensare alle mense scolastiche: con l’adozione da parte dell’ente locale si aiutano le famiglie che potrebbero pagare una parte della quota in Scec. A loro volta le amministrazioni possono mettere la loro accettazione come requisito nei bandi». Se le amministrazioni lo facessero, precisa Paoletti, potrebbero usarli o con i fornitori oppure per gli aiuti economici alle famiglie in difficoltà.
L’associazione cerca collaborazioni anche con le scuole. A Cutro, in provincia di Crotone, sta cercando di portare avanti il progetto di un emporio, gestito da una cooperativa, che parte dal lavoro di studezione cerca collaborazioni anche con le scuolenti dell’Istituto agrario. Il suo compito sarà vendere prodotti locali, dopo averli lavorati, dividendo i profitti con i coltivatori stessi.
Per scelta e per le caratteristiche intrinseche del progetto, la grande distribuzione resta esclusa dal circuito. L’associazione, spiegano, cerca di non essere troppo restrittiva. «Una volta abbiamo rifiutato un’agenzia scommesse nel salernitano che aveva chiesto di entrare», sorride Paoletti.
L’obiettivo finale resta quello di coinvolgere i cosiddetti indifferenti e soprattutto di cercare di instaurare buone pratiche, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del territorio, per riuscire così a trasformare una comunità nel patrimonio di se stessa.
Riceviamo dal Prof. Altieri, Agroecologo, la sua intervista al blog del Giornale.it
Ringrazio Marco L. che, nel commentare il post dedicato al superpomodoro, mi ha fatto conoscere Giuseppe Altieri, l’agroecologo che da anni sta conducendo una battaglia a favore del cibo vero (e dunque sano).
Altieri insegna Fitopatologia, Entomologia e Agroecologia all’istituto Agrario di Todi, fa ricerca allo studio Agernova (servizi avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca) di Massa Martana in provincia di Perugia e coordina l’accademia di esperti contro l’alimentazione Ogm. Non solo: da vent’anni promuove ricorsi nei tribunali e nelle corti dei conti di mezza Italia. SENTITE PERCHE’:
Le Regioni potrebbero disporre da 600 a 900 euro a ettaro (fondi Ue) per trasformare le attuali coltivazioni – intrise di pesticidi – in agricoltura biologica. In più sui prodotti ortofrutticoli che assorbono la maggior parte dei pesticidi su superfici contenute si può arrivare anche a 2.000 euro a ettaro (come ha fatto l’Austria per gli ortaggi). MA NON LO FANNO(ci sarebbero anche 500 euro a bovino per rendere bio gli allevamenti!)
Spiega Altieri: “Dal 2007 al 2013 sono a disposizione per l’Italia 20 miliardi di euro ma fino ad oggi, di questa cifra, è stato speso solo il 26%. (Fonte: ministero Agricoltura) . Se i soldi non vengono utilizzati andranno automaticamente ad altri Paesi nel periodo 2014-2020. Non ce lo possiamo permettere! ”.
Il professor Altieri ha calcolato che queste risorse basterebbero a RENDERE BIOLOGICI TUTTI I TERRENI AGRICOLI ITALIANI (oggi lo sono solo l’8%) perché le Regioni non usano questo denaro?
“Colpa del grande imbroglio dell’agricoltura integrata – illustra Altieri – ossia quel sistema che sulla carta prevede il ricorso alla chimica solo quando strettamente necessario ma di fatto permette di largheggiare nell’impiego di additivi e pesticidi di sintesi. Così, con questo escamotage (ogni Regione presenta la ricetta chimica che vuole chiamandola “disciplinare di agricoltura integrata”, non rispettando le linee guida europee) i soldi destinati al biologico vengono impiegati per comprare pesticidi”.
Altieri si sta battendo perché la competenza in materia di agro-ambiente torni in mano al ministero e non sia più delegata alle varie Regioni: “Curare l’ambiente eliminando gli inquinanti chimici dai cibi significa preservare la salute degli italiani. Dovrebbe occuparsene il ministero come prevede la Costituzione: poche regole sane e valide per tutti, senza politica di mezzo. Non solo: i venditori di pesticidi potrebbero guadagnare (anche di più) vendendo prodotti naturali e insetti utili al biologico”.
Fra le battaglie di Altieri c’è anche il “Nuovo regolamento europeo dell’agricoltura biologica” approvato il primo gennaio 2009 e valido per 2 anni”, “un pastrocchio giuridico che parla di soglia di tolleranza a proposito degli Ogm nei prodotti bio, peraltro senza l’obbligo di scriverlo sull’etichetta – spiega Altieri – Ma la nostra legge dice tutt’altro. E cioè che i consumatori hanno diritto a essere informati. Ho appena partecipato (il 26 luglio) al seminario “Genomica e biotecnologia applicate all’agricoltura” e ho avuto il piacere di sentire che il ministro alle Politiche Agricole, Saverio Romano, è contrario agli Ogm”.
QUALCHE NUMERO
- Il 30% dei pesticidi europei è in Italia, ci sono 118 varietà presenti nelle acque potabili (Fonti: Ispra, Arpa, Agrisole)
- In Italia ci sono 19 milioni di bovini, ne basterebbero 3 in regime biologico (perché ciascun italiano abbia 500 gr di carne a settimana a testa), non si importerebbero tonnellate di Ogm e mangimi.
- In Italia i tumori aumentano del 3,2 % nei primi 12 mesi di vita. Il cancro è trasmesso ai neonati dalle madri (Fonte Isde, associazione medici per l’ambiente)
Aggiungo: nel documentarmi su Altieri mi sono imbattuta nel pensiero dello scienziato Michele Trimarchi (fondatore della Neuropsicofisiologia) che a proposito dei geni modificati mette in guardia: “Con Ogm si viola il processo evolutivo di millenni, si crea un inquinamento che si riproduce in modo incontrollato, si scatenano effetti che non si conoscono in anticipo… ”. Altro che scorie nucleari…
Sintesi: Se la natura è avvelenata lo diventano anche i corpi, se i cibi sono industriali e infarciti di chimica non serviranno a nutrirci (ma a intossicarci).
E perché dovremmo ingerire una quantità di schifezze (fra pesticidi, disinfettanti, antibiotici, ormoni, Ogm) stabilita da una soglia di tolleranza? NON VI VIENE VOGLIA DI RIBELLARVI ?
Difendere l’ambiente in cui viviamo, lottare per una giusta politica energetica, scardinare l’illusione che l’emergenza rifiuti si risolva con i termovalorizzatori (comunemente chiamati inceneritori), considerare l’acqua un bene primario e non una merce.
Difendere questi principi è populista? Fa apparire come ambientalisti o ecologisti che vanno controcorrente e che non conoscono le leggi economiche che governano la globalizzazione?
Chi afferma questo limita la sua analisi alla superficie e non comprende che la soluzione politica ed economica del nostro futuro passa obbligatoriamente attraverso la risoluzione immediata dei conflitti legati alle mutazioni climatiche. Per la maggior parte dovute a scelte scellerate di politici ed economisti che hanno pensato al profitto immediato e non al bene comune.
Per comprendere quanto affermo, dobbiamo partire dalle operazioni che l’ONU ha messo in agenda con il nome di “Environmental Peacekeeping” . una forza d’intervento sotto il controllo del Consiglio di Sicurezza, una sorta di Caschi Blu, capace di operare sul terreno in funzione di interposizione tra le parti in lotta, in situazioni di “conflitto ambientale”.
È ormai convinzione comune che nei prossimi anni il 40% delle guerre che insorgeranno tra gli Stati, saranno collegate alle risorse naturali.
Pensiamo ai conflitti in atto per il controllo dei fiumi o per il possesso delle miniere e dei giacimenti petroliferi.
Pensiamo a quei piccoli Paesi sparsi nell’Oceano Pacifico e Indiano, minacciati dall’innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale. Stefhen Marcus, presidente del Nauru, un piccolo stato insulare dell’Oceania, è arrivato ad affermare che: “I cambiamenti climatici rappresentano un pericolo per la pace internazionale”.
Queste mutazioni climatiche sono diventate una maledizione per milioni di persone che vivono nella fascia sub sahariana. Nella totale indifferenza dei media, stanno avvenendo migrazioni bibliche, dovute alla mancanza di acqua e cibo, divenuti insufficienti per il sostentamento. In seguito ai cambiamenti climatici si sta innalzando la linea dell’equatore e questo comporta un ingigantirsi delle zone aride del continente africano. Le previsioni più ottimistiche prevedono la mancanza di piogge fino ad Ottobre 2011. I somali che oltrepassano il confine con il Kenia sono ca. 1.500 al giorno, quattro volte in più di quelli provocati dalla guerra civile negli anni ’90. Quelli che arrivano nei campi profughi sono già fortunati, anche se una percentuale alta di questi muore negli ospedali da campo in seguito alla disidratazione, e la maggioranza di questi ultimi sono bambini. In kenia questo flusso migratorio ha raggiunto le 450mila unità, in maggioranza donne e bambini, che si trovano da anni nei campi profughi di Dadaab.
Per contro l’Europa che va in crisi per alcuni barconi che sbarcano a Lampedusa, in seguito ai conflitti armati che coinvolgono la Libia, come pensa di difendersi quando i flussi migratori dovuti ai cambiamenti climatici porteranno milioni di affamati dalle coste africane verso l’Italia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra? A quel punto parlare di tematiche ambientali non sarà più tanto populista, non riguarderà più un’elite di ecologisti new-age.
Trovare le soluzioni adesso non è demagogia, è indispensabile ed è la vera sfida per tutti gli economisti ed i politici dei Paesi occidentali !!
I cambiamenti climatici sono la più grande minaccia globale nei confronti della salute del XXI secolo” [Institute of Global Health dell’University College di Londra - Lancet 2009]
* Traduzione testo canzone del video
Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,
quando il mondo deve tornare unito
C’è gente che muore
ed è tempo di aiutare la vita, il più grande regalo del mondo.
Non possiamo andare avanti fingendo di giorno in giorno
che qualcuno, da qualche parte, presto cambi le cose.
Tutti noi siamo parte della grande famiglia di Dio
e, lo sai, in verità l’amore e tutto quello di cui abbiamo bisogno.
Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io
Manda loro il tuo cuore
così sapranno che qualcuno vuol loro bene
e le loro vite saranno più forti e libere.
Come Dio ci mostrò, mutando la pietra in pane,
così tutti noi dovremmo dare una mano soccorritrice.
Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io
Quando sei triste e stanco, sembra non ci sia alcuna speranza,
ma, se tu hai fiducia, non possiamo essere sconfitti.
Rendiamoci conto che le cose potranno cambiare solo
quando saremo uniti come una cosa sola.
Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
E’ una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori, tu ed io
Il 22 Aprile, per il 41° anno, è la giornata della terra: l’ EARTH DAY, in un anno in cui sono successi terribili disastri, soprattutto dovuti alla pazzia umana
Curiosamente quest’anno coincide con il periodo di Pasqua (precisamente per i cattolici è il Venerdi’ nero, di penitenza) con tutte le simbologie che ne possono derivare.
Le iniziative in giro per il mondo sono già iniziate, dai concerti alle proposte di ridurre lo spreco di acqua e plastica, ma è indispensabile decidersi ad un cambiamento personale di stile di vita, per carità senza rinunciare alle potenzialità che la vita moderna puo’ offrirci.
Che ne dite di iniziare dagli acquisti attraverso la filosofia dei G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidali e Sostenibilii) ? Costoso ed impegnativo ? Sicuri ? Provate ne rimmarrete soddisfatti !
L’estate si avvicina ed il tempo delle vacanze pure. Ecco quindi l’idea di turismo sostenbile: in bicicletta, negli agriturismo … la salute migliorerà statene certi.
Ma le idee per un cambiamento sono molteplici, alcune anche simpatiche come l’autoproduzione da farsi in compagnia di parenti ed amici.
A Firenze - noi del MoVimento 5 stelle insieme ad altri amici - ci stiamo provando e prossimamente vi faremo vedere i primi risultati (produzione di saponette, detersivi per piatti, lo spruzzino lava superfici ecc…)
Nel frattempo continuate con il sano cambiamento:
- Bevete l’acqua del rubinetto, utilizzate una borraccia da riempire al posto delle bottigliette da mezzo litro usa-e-getta … a proposito ricordatevi di ANDARE A VOTARE IL 12 e 13 GIUGNO;
- procuratevi del Kefir, invece dei fermenti lattici, yoghurtiere e quant’altro. Risparmierete energia elettrica e soldi al supermarket che di questi tempi non guasta;
- Cercate i riduttori di flusso per consumare la metà dell’acqua rispetto a un comune rubinetto;
- Installate le lampadine a led per illuminare, consumando ancora meno di quelle definite “a basso consumo”;
- Passate ai fazzoletti da naso in cotone, invece di quelli usa e getta;
- Ricordatevi sempre la busta della spesa in cotone, invece di quella di plastica;
- Le signore si procurino la Mooncup, per evitare di consumare circa 300 kg di assorbenti nel periodo fertile di ogni donna;
- I maschietti invece evitino di farsi la barba con i rasoi o le testine usa e getta ed imparino l’uso del buon antico e sempre utile rasoio con le lamette inox intercambiabili
- Procuratevi pannolini lavabili, per risparmiare più di 6 milioni di pannolini gettati ogni giorno in Italia;
- Utilizzate un vecchio pezzo di tessuto o calze di nylon rotte per spolverare e pulire casa;
- Create gli elastici da guanti di gomma bucati;
- Procuratevi una ciabatta con interruttore, per evitare che gli apparecchi elettronici restino in stand-by;
- Sostituite lo spazzolino da denti con uno con manico riutilizzabile;
- Create bloc-notes fatti di fogli di carta riciclati, stampati da un lato, quelli che in ufficio buttate sempre via;
- Utilizzate una bacinella per raccogliere l’acqua usata nel lavandino e scaricare il WC;
- Al posto dei deodoranti industriali utilizzate un cristallo di allume di potassio, è anche più sano;
- i tappi di sugheri e di plastica possono essere donati e di conseguenza recuperati. Ne avevamo già scritto ;
- una torcia a ricarica manuale, per non buttare batterie;
Alcune di queste idee sono state prese dalla rete, voi ne avete altre ?
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