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Fanida, approccio alla vita…

Pubblico un racconto che ho trovato su un vecchio pc, neanche corretto, ma ho voglia di condividerlo per paura che anche questo finisca chissà dove, senza che nessuno l’abbia mai letto…

Col tempo lo curerò, per ora è li che giace in attesa di essere scoperto

La storia attuale di una ragazza, di origine arabe, nata in Italia, ma non italiana

La sua adolescenza, fra pregiudizi e sensibilità, in questa difficile fase evolutiva in cui le cose possono apparire insormontabili se non vengono sfogate su un diario….

E’ un romanzo a puntate scritto di getto è la mia prima esperienza di racconto on line, spero di ritrovare riscontro e di appassionarvi con questa storia.

Buona lettura

Miryam

Firenze, settembre 2008

Inizio del nuovo anno scolastico, nuova scuola e compagni, nuova vita…

Anche oggi le solite battute, a scuola i miei compagni non fanno altro che prendermi in giro per le mie origini, lo chiamano bullismo ed esiste.

Io e qualche altro siamo sempre al centro degli scherzetti di un gruppo di prepotenti, che non accettano per amici chi non ha origini toscane e considerano intrusi chi ha i genitori stranieri.

Sono di origine marocchina, i miei si sono trasferiti in Italia vent’anni fa, eppure sono ancora visti come immigrati.

Anche nel condominio dove abito da qualche mese ci guardano con diffidenza e curiosità, soggetti da osservare da lontano.

Siamo quattro figli, il più grande, Samir, lavora ai mercati generali, Hanan, lavora in un supermercato, ed io, Fanida e mia sorella Ilam studiamo ancora. Siamo nate in Italia e ci consideriamo italiane, della terra dei miei genitori non so molto, ci sono stata da piccina –

Non parlo bene l’arabo e non sono musulmana.

Non posso identificarmi come marocchina, né come italiana, il mio nome, la mia pelle non lo permettono ma mi sento italiana.

Non trovo differenze rispetto ai miei compagni, non capisco cosa n va in me o in loro?

Anche in piscina mi sento osservata… non è facile far finta di niente.

Lunedi

La giornata inizia con la scena di una vecchina che tira a se la borsa vedendomi salire sull’autobus, non credevo ai miei occhi, sarà la nonna di uno dei miei compagni?

Sto iniziando ora a rendermi conto di quanto sia diffusa la diffidenza.

Da piccina ricevevo molti complimenti, se ci ripenso sembravano quelli che si fanno ad un’animale raro, forse esagero perché mi fa rabbia.

Anche le mie amiche prima di invitarmi a pranzo fanno domande su ciò che mangio e che abitudini ho a tavola.

Pensano che mangiamo con le mani e tutti in un piatto, usanza araba che i miei genitori hanno perso da tempo, fra l’altro è iniziato il Ramadan e tutti sono scandalizzati se mangio nell’intervallo..

lo sono comunque se gli dici che è tuo padre ad osservarlo.

Non accettano le differenze e come se avessi un’etichetta per cui devo comportarmi in un certo modo e ciò che discosta dal loro prototipo è una mia forma di imitazione.

Ho 15 anni e frequento le scuole secondarie, ero contenta di questa nuova esperienza,di cambiare scuola, conoscere compagni nuovi e materie interessanti, sono ancora i primi giorni e spero che, in classe, le cose cambino con il tempo, per ora non riesco ad essere attenta, mi sento strana, chiusa in me stessa e non lego con gli altri.

Non so di chi posso fidarmi con chi potrò studiare un giorno, per ora l’unica ragazza che mi sorride è Penina una bella romena, che vive in Italia da poco e parla male italiano. Ha 17 anni ma sembra più grande e anche lei subisce lo scherno dei fiorentini puri.

Durante le lezioni ride spesso, gli altri la guardano sbalorditi per il suo modo di fare, è prepotente e non si fa calpestare da Lorenzo ed il suo gruppo. Nell’intervallo gli ha quasi messo le mani addosso per difendersi dall’ennesimo scherzo, ha trovato ,infatti, tutto il banco con scritte a matita che le davano della zingara e un campo rom disegnato su un foglio attaccato alla sua sedia.

I prof. hanno fatto una ramanzina a tutta la classe di 10 minuti, che si è conclusa con un falso buonismo su quanto sia utile accettare e aiutare chi sta peggio. Anche loro hanno pregiudizi e non hanno preso provvedimenti.

Penina sa bene chi è stato, le battute che riceve ogni giorno no le lasciano dubbi, anche io lo so, non aveva senso accusarli, siamo solo due su 25 alunni, meglio per ora aspettare.

Martedi

Oggi ho provato a sedermi con Penina ma è troppo distratta e non mi lascia seguire, spero che non si offendi se domani torno al mio posto. Inoltre sembra che ci siamo ghettizzate da sole invece dobbiamo dimostrare ai compagni che non siamo differenti da loro. Nell’intervallo, Penina mi ha parlato della suafamiglia, sono 6 fratelli e uno in arrivo.

Ha detto che la sua mamma farà quanti figli quanto ne manda Dio, ora non è che ne sappia molto però ho già sentito parlare di come si fanno i bambini e mi sa che anche lei sa qualcosa, ma gli anticoncezionali non li ha mai sentiti nominare.

Quest’estate, al parco, fra ragazze se n’è parlato un po’ , siamo anche andate su internet per capire meglio, mi sa che se non vuoi figli puoi anche scegliere, però non ne conosco i metodi. Maria che è un po’ più grande, ha 18 anni, ci detto molte cose in merito, senza entrare troppo nei particolari.

Mercoledì

Sono curiosa di conoscere le origini di Penina, che è molto contenta e parla di continuo di se e della sua gente, raccontandomi anche cose poco gradite.

Mi ha detto che loro si sposano presto, fanno tanti figli e stanno in casa.

In Italia vanno in giro da una Caritas all’altra per vestiti ed aiuti vari, raccolgono molta roba e la spediscono a casa, dove tanti altri parenti hanno bisogno.

Un romeno con un grande furgone fa il carico e va su e giù dalla Romania, viene pagato un tot per ogni scatola spedita. Ha potuto così mandare dei giochi alla sua cuginetta ammalata, non mi ha saputo dire che tipo di malattia abbia, dice che lì è comune avere un braccio o una gamba sottile, che non funziona bene, la poliomielite.

Penina ha già il ragazzo, i suoi genitori non vogliono le due famiglie hanno litigato, forse scapperà di casa con lui così potrà sposarsi. Stiamo diventando amiche e mi racconta molte cose, non è affatto riservata e penso che le direbbe anche in autobus…

Io sono più chiusa, parlo poco, lei sembra già grande e pensa a cose che non mi sono mai sfiorate per la mente.

Non ho il fidanzato e non mi interessa nessuno, sono curiosa e voglio uscire spesso ma non per i ragazzi.

I miei genitori mi permettono di andare in centro solo con mia sorella, non è divertente, i suoi amici sono noiosi e mi trattano come una bimba, nessuno mi prende sul serio.

Giovedi

Oggi ho rivisto le mie vecchie compagne, vivono vicino casa mia ma con tutti i compiti che bisogna fare non riusciamo a beccarci.

Irene ha trovato il fidanzato, che è anche venuto al parco con noi, è carino e simpatico sono contenta per loro ma penso che inizieranno ad uscire per conto loro e la vedrò pochissimo.

Marta è sempre uguale, cicciottella e un po’ maschietto, anche i suoi compagni non sono molto simpatici, non ho avuto il coraggio di raccontargli che subisco del razzismo, con loro non è mai successo, forse perché ci conosciamo da sempre.

Nel gruppo c’è anche Maria, di origini meridionali, che sfodera ogni tanto qualche termine dialettale, orgogliosa di non essere capita, le ho detto di Penina e ha risposto che da quando ci sono i romeni anche i meridionali sono considerati italiani, abbiamo riso e continuato altri discorsi da ragazze.

Ora vado a letto domani ho un compito e spero di riuscire a prendere un buon voto.

Venerdì

Penina era davanti al cancello, ma non è entrata a scuola, non voleva fare il compito mi ha detto che non ha potuto studiare, a casa ha troppo da fare e i fratellini fanno troppo rumore.

Il compito è andato bene, penso di aver fatto un bel lavoro, speriamo…..

Nell’intervallo, mi si sono avvicinate due compagne, per avere informazioni, circa due problemi che non erano riuscite a fare e mi hanno chiesto se uno di questi giorni si studia insieme in biblioteca.

Bene non sono mai andata in biblioteca e sono contenta di fare nuove amicizie. Sembrano simpatiche e molto aperte, sono Vanessa e Chiara, carine, una è molto alta e qualcuno la chiama giraffa, lei ci rimane male ogni volta.

Non capisco perché i ragazzi per sembrare simpatici devono offendere gli altri, sono crudeli e cercano i punti deboli su cui attaccare, mi fanno rabbia e anche pena. Stasera vengono degli amici a cena, marocchini con i loro figli che hanno quasi la mia età, mamma sembra agitata per i preparativi, deve essere tutto perfetto e mi ha chiesto di non mettere la solita felpa, infatti caro diario ti scrivo ora e di furia perché devo andare a scegliere cosa indossare sotto la sua supervisione “che pa–”…OPS!!!…ma dopo cena ti racconterò com’è andata. .…

E’stato noioso,gli amici dei miei genitori sembra vivono ancora in Marocco, abbiamo mangiato prestissimo pieno ramadan, tutti da un piatto, con le mani, era forse una profezia?

Il servito era un dono che i miei ricevettero al matrimonio e si è conclusa con dolci al miele e tè alla menta.

I due ragazzi non alzavano mai lo sguardo verso me o mia sorella Ilam, ma parlavano con i miei fratelli maggiori.

Sembrava uno scherzo mamma indossava un vecchio vestito che fa ancora la sua figura, pensavo lo conservasse per ricordo, insomma siamo stati il prototipo di una famiglia araba, il Marocco a casa mia senza internet.

Hanno già fissato un’altra cena e quando sono andati via i miei non hanno dato nessuna spiegazione, come se avessimo sempre vissuto in quel modo, forse sono nostalgici?

Sabato

L’atteggiamento dei miei genitori è ancora un po’ strano, mi hanno fatto troppe domande su ciò che penso di Ibrahim, incuriositi o cosa?

Anche le mie sorelle li guardano con sospetto ma non ne abbiamo ancora parlato, buh!

A scuola solite il gruppetto di Lorenzo continua con le sue battutine e durante l’intervallo si moltiplicano gli schermi, si aggirano liberi anche altri bulli delle classi superiori…

Ho scoperto che Lorenzo ha un fratello nella 5 classe, che racconta spesso di vacanze da sogno e viaggi di famiglia all’estero o in località rinomate.

Ha già il motorino e suo fratello la macchina, la sua vita per quel po’ che ho sentito è simile ad una fiction, tutto è possibile e nessun problema economico, anche la sua mamma sembra uscita da una telenovela: bionda truccata ingioiellata e vestita in tiro.

L’ho vista la mattina che Lorenzo l’ha pregata di portargli il libro di matematica che aveva dimenticato. Ha salutato il suo piccolo come se fosse un principino tutta premurosa scusandosi per il ritardo, due chiacchiere col prof. di turno e poi di corsa aveva un appuntamento dal parrucchiere a Prato.

Non mi lascio impressionare dalle apparenze, visto che subisco giudizi ogni giorno per i miei tratti somatici, ma sembrava quasi finta e nel complesso penso che li soprannominerò “la famiglia del mulino bianco”.

Lorenzo ogni tanto litiga con Manuel e Diego che sono i ragazzi dell’ultimo banco, parlano di politica come se fossero grandi, probabilmente è un argomento molto discusso in famiglia.

Lorenzo è di destra,il babbo penso sia un imprenditore mentre Manuel e Diego sono di sinistra, figli del popolo, si appellano ai diritti di uguaglianza e giustizia sociale.

Frequentano già un centro sociale e si occupano di riciclo di bici usate.

Sono due realtà che non conosco, a casa mia non è mai importata la politica di un paese che non li ha mai del tutto adottati e mio padre dice spesso che in Italia tutti parlano ma nessuno fa niente. Vorrei visitare un centro sociale ma non avrei il permesso dei genitori, aspetterò l’occasione giusta.

Chiara e Vanessa ci sono state hanno detto che non era male, Chiara è un po’ schizzinosa e non gli piacciono i cani che vagano liberi in questi posti. Vanessa li trova adorabili ed è attratta dai ragazzi rasta quindi spera di tornarci, mi hanno detto che ci sono spesso concerti gratis, proverò a saperne di più.

Lunedi

Il fine settimana è stato interessante, in centro ho incontrato Manuel che mi ha invitata ad una festa per sabato prossimo, era in giro a dare volantini e l’ho anche aiutato. Mi sono divertita, mi sentivo parte di un gruppo che non conosco nemmeno, abbiamo finito prima del previsto e siamo andati a bere in Santo Spirito, la piazza era piena di ragazzi più grandi e molti lo conoscevano.

Mi ha presentato tante persone socievoli e delle ragazze vestite…a modo loro… erano bellissime.

Si chiamano fra di loro Sisters, sono ballerine di danza araba, oh almeno ci provano, così dicono,mi hanno anche inviata a provare…

Sara è magrissima e si muove come una farfalla, indossava dei jeans e una blusa blu, con una fascia in testa e i pantaloni negli stivaletti.

Miryam ha un bel sorriso e un modo di fare prorompente con dei pantaloni larghissimi, alla turca, colorati e una maglia rosa aderente.

Velia sembra africana, con un turbante e tanti bracciali d’osso e Rossella biondina, alta portava delle scarpe coloratissime peruviane e una camicia larga a fiori. Insomma, belle con uno stile personale ognuno sembrava che avesse preso dall’armadio la prima cosa a tiro, senza trucco né tacchi erano più affascinanti di molte altre ragazze viste in giro rileccate dalla testa ai piedi.

Anche loro frequentano l’Emerson, è così che si chiama il centro sociale e andranno alla festa sabato.

Non riuscirò mai a convincere mia sorella Hanan ad andarci, appartiene alle rileccate, si trucca anche per fare la spesa, mio fratello si sveglia presto anche la domenica e pensa a trovare moglie e Ilam, lasciamo perdere e poi non può uscire da sola con me, dovrò escogitare qualcosa.

Martedi

Ho parlato con Chiara e Vanessa e sarebbero interessate alla festa, forse se s’inventa che c’è una serata in pizzeria fra compagni ci potrò andare. Vanessa e Chiara hanno già usato scuse simili magari potrò farlo anche io una volta.

Manuel oggi era molto affettuoso le ragazze dicono che gli piaccio, lui è carino.

Penina non si è più vista i prof hanno convocato il preside, spero non si sia messa nei guai.

Forse è scappata con il suo amore, vorrei saperne di più, dovrò chiedere alla ragazza romena del terzo, le ho viste spesso insieme.

Domani c’è la cena tanto attesa dai miei genitori e oggi mamma mi ha chiesto di andare a scegliere delle stoffe, ha piacere a cucirmi un bel vestito per l’occasione, mi domando perché non andiamo a comprare qualcosa di confezionato e perché tutte queste attenzioni.

In un solo giorno pensa di farmi un vestito forse è impazzita oppure si avvicina alla menopausa?

Come dice Maria per la sua mamma, che superata una certa età ha degli sbalzi di umore, comunque ora vado sta chiamando con insistenza…

E’ oramai Sera, tanti giri e finalmente ha scelto le stoffe, io ero li solo come statua, ha già preso le misure e incominciato a cucire dei pantaloni larghi e lunghi con sopra un camicione che mi avvolge, fortunatamente mi lascia muovere le braccia, mi domando tante cose e non ho risposte, ho scoperto che gli amici di famiglia sono molto ricchi, forse è questo che imbarazza la mamma le nostre umili origini, che sicuramente conoscono provengono dallo stesso paese.

Domani cercherò di conoscere Ibrahim almeno potrò sapere cosa c’è sotto.

Mercoledì

Al bar stamane parlavano del problema immigrazione e per l’appunto sono entrata io, naturalmente ho avuto lo sguardo di tutti addosso ma fortunatamente è entrato Manuel e con qualche battuta mi ha distratto dal resto, siamo andati insieme a scuola.

Penina è tornata e nell’intervallo mi ha raccontato che non è potuta venire a scuola perché i genitori hanno capito che stava per scappare e l’hanno rinchiusa in casa. Non mi ha detto di esser stata picchiata ma ha una vistosa fascia su un polso e un livido su una guancia. Ho cercato di capire come mai, ma cambiava puntualmente discorso, inventandomi sempre scuse diverse.

Vanessa e Chiara non hanno molta simpatia per lei e nell’intervallo si sono defilate senza dire nulla.

Ero troppo curiosa e ho continuato a fare domande su che tipo di rapporto abbia con i genitori, mi sa che il padre è molto maschilista e tratta lei e le sue sorelle come stracci mentre i fratelli sono sovrani in casa.

Una sua amica si è già sposata ed aspetta un bimbo e non può mai uscire da sola, nessuno si scandalizza per questo.

Un’altra amica ha subito una violenza sessuale da un uomo che è stato arrestato. Il resto della loro comunità sostiene che la ragazzina è troppo sveglia e col suo modo di fare se l’è cercata. Non sembra si rendi conto di quanto sia atroce tutto questo. Violenza come qualcosa di meritato, chi si comporta bene non viene né picchiata né altro, ha aggiunto.. non le ho detto nulla.. non la conosco abbastanza, ma spero che col tempo riesca a farsi rispettare.

Mancano pochi giorni alla festa e ancora non ho avuto il coraggio di dire la bugia ai miei genitori, se aspetto dell’altro non mi crederanno mai, ho deciso domani gli chiederò il permesso, ora mi preparo per la tanto sospirata cena…Non so se riuscirò ad aggiornarti mio fedele amico dopo cena ma domani riporterò tutto, nessuno sa della tua esistenza altrimenti non saresti un diario segreto…

Giovedì

Da dove inizio dalla cena o dalla bugia? ok dalla bugia che mi preme maggiormente: al ritorno da scuola ho chiesto alla mamma se sarei potuta andare sabato in pizzeria con la mia classe, era stata un’idea dei prof. per festeggiare l’inizio dell’anno e del campionato sportivo del liceo, ho esagerato lo so potrà scoprire che in qualsiasi momento che non è vero, basta incontrare un prof. ma ho dovuto osare altrimenti mi avrebbe costretta a portare mia sorella Ilam, di lei mi fido il giusto è ancora troppo legata a mamma e alla prima lite avrebbe potuto fare la spia. Mi ha chiesto il perché non ne avessi parlato prima e le ho detto che non ero sicura di volerci andare non avendo legato molto con i compagni, e che poi ci ho ripensato perché sarebbe stata l’occasione giusta, ha acconsentito senza neanche interpellare papà, lo ha considerato costruttivo per la mia integrazione, wow wow wow.

Ora non rimane che organizzarmi per bene con Chiara e Vanessa, più brave di me in questo.

La cena è andata bene, mi hanno riempito di complimenti e portato dei fiori, come se stessi per entrare in società, forse ho sbagliato a non chiedere prima informazioni sulle usanze arabe avrei potuto capire meglio cosa hanno in testa.

Ibrahim non mi ha parlato molto è troppo timido e ogni mio tentativo di saperne di più è fallito, suo fratello Adil sembra più socievole, però non parla con Ilam, forse fra coetanei ci deve essere distanza? Comunque erano tutti sorridenti e temo che il mio approccio con Ibrahim sia stato frainteso, ora pensano che mi piaccia e stranamente papà che è gelosino non ha posto limiti per i futuri incontri.

Ricordo che quando mi vide scherzare con Daniel, solo un amico, che lavora nella gelateria sotto casa, iniziò a mangiarlo anche lui.

Non mi sono allarmata, mi faceva tenerezza papà con quel suo fare goffo per non sembrare troppo protettivo, tanto Daniel non mi è mai interessato, forse io a lui piacevo e papà da uomo lo aveva capito.

Sto crescendo ed è normale discostarsi dai pensieri dei genitori per ora fortunatamente ci vado molto d’accordo e spero di non trovarmi mai in situazioni di crisi come accade a Maria, non va d’accordo col babbo, che è un padre padrone e non ha dialogo con i figli se non per impartire ordini, non ho mai sentito Maria raccontare di averci condiviso qualcosa, noi invece facciamo tante cose insieme, si va a pesca a passeggiare nei boschi e guardiamo tanti film.

Ora devo andare si è fatto tardi e se mamma si accorge che sono ancora sveglia viene a controllare e addio diario segreto, con tutto ciò che ne consegue.

Venerdi

Chiara ha suggerito di accettare il passaggio di Manuel , che passerebbe a prenderci davanti scuola alle 20, in macchina con un suo amico dj, che deve essere sul posto un po’ prima, non abbiamo alternative e poi sono eccitatissima sembreremo del gruppo.

Non pensavo di riuscire ad andare all’Emerson e fra l’altro con il dj il problema è il rientro, Manuel non ha la macchina e mi ha assicurato che un modo si trova, non posso far tardi per mezzanotte devo rientrare ,forse è troppo presto?

Dovrò accontentarmi, spero di non finire nei guai. Ho un po’ di magone ho sempre detto la verità ai miei genitori e non vorrei creare problemi.

No so se riuscirò ad addormentarmi subito, provo troppe sensazioni intense: eccitazione perché andrò alla festa con Manuel, magone per la bugia raccontata e ansia, si penso che si tratti proprio di ansia, che mi spezza il fiato per l’incertezza del rientro e il rischio che sto correndo…Magari se penso cosa potrò indossare mi rilasso un po’, vediamo la mia felpa preferita oppure qualcosa di simile alle Sisters, non ho nulla del genere, e poi voglio essere me stessa, Manuel è un mio compagno è abituato a vedermi in un certo modo, se gli piaccio così è meglio non cambiare troppo, comunque domani ne riparlo con le ragazze e poi vedremo..Scusa diario ma non ho troppa voglia di scrivere sono tutta agitata è meglio fare una doccia

e andare a letto, se mamma fa domande le dico che ho mal di testa, ecco, sto già iniziando a dire troppe bugie, sarà una strada senza uscita o un virus che una volta preso non ti abbandona più. Oppure capisci che stai crescendo quando inizi a mentire con facilità?

Basta devo smettere di pensare oppure sarà il mio atteggiamento ad insospettirli.

Sabato

Il Il gran giorno, va meglio anche se i miei sonni non sono stati troppo tranquilli ieri notte. Chiara mi ha prestato una maglia aderente e colorata, fa troppo caldo per la felpa che terrò sopra finché non saremo arrivate, dice anche che stupire un po’ i ragazzi non guasta mai. Non ho capito quanti ragazzi ha già avuto ma sembra molto esperta. Ora vado a prepararmi e ti direi di incrociare le dita per me se tu non fossi un diario…cav…sono già le 19 mi devo sbrigare, ops ecco mamma che premurosamente mi domanda se ho cambiato idea in merito alla pizza e mi ricorda che rischio di far tardi, carina, scusa mamma, scusa ma ti assicuro che mi comporterò bene…..

Domenica

Con la scusa di rivedere i compiti ho trovato il tempo di riaprirti, non avrei potuto aspettare stasera, non sono neanche andata a fare il solito giro in centro avevo solo voglia di scriverti.

Ieri è stato magnifico, Manuel è arrivato un po’ tardi ma poi è stato molto premuroso, siamo entrati senza pagare e ci hanno offerto anche da bere, anche se li ho visti straniti quando ho preso un semplice succo. Ho assistito alle prove dell’impianto e della musica che avrebbe animato la serata. Tutti sono stati amichevoli e mi hanno trattata come una di loro, con molto riguardo, a sentire le mie amiche sanno che piaccio a Manuel.

Ho visitato tutto il centro sociale, ha più piani e ci sono molti laboratori, C’è anche un cinema e si conoscono tutti. E’ vero è pieno di cani, ma tutti buoni anche se un po’ sporchi. Bevono tutti da un solo bicchiere e si trattano fra loro come una grande famiglia.

Il tempo è volato e sono tornata a casa prima delle 24, poi non avrei più avuto il passaggio. Sono contenta ho conosciuto un mucchio di gente e per la prima volta mi sono sentita trattare come una ragazza e non più una bambina.

Faranno altre feste ma non so se riuscirò ad andare…. però di pomeriggio potrò visitare i laboratori e scegliere se seguire qualche corso, ai miei dovrò dire che vado al parco con le vecchie amiche, mi sa che dalle bugie non ci si può liberare facilmente.

La scuola mi sembra più piacevole e domani rivedrò Manuel, così saprò com’è andata la serata.

Lunedì

Sono furiosa, delusa, triste, Manuel si è presentato a scuola con una macchia sul collo mascherata da un foulard, Diego lo ha preso in giro tutto il giorno, lui ha troncato l’argomento con un nome Elisa.

Elisa, chi è ? Manuel non mi ha fatto promesse ne ci siamo detti qualcosa, forse ho frainteso e le ragazze mi hanno illusa, lo avranno fatto apposta perché lui non si sarebbe mai interessata a me?

E’ stata solo la curiosità nei miei confronti che lo ha spinto ad invitarmi, oppure fa moda avere un amica araba, può così dimostrare di essere aperto e di sinistra,..… cavolo sto Svalvolando, forse esagero ora non so che credere e a chi credere, mi arrabbio con tutti, ma sono io il problema?

Mi fido sempre e mi lascio incatenare da storie fantastiche che creo da sola sulle tue pagine, comunque non mi tiro dietro ho rischiato troppo e ora voglio capire se in quell’ambiente ci sia qualcosa d’interessante, non ho pensato ai ragazzi finora e dovrò continuare così, l’importante e non smettere di soddisfare le mie curiosità. Devo pensare positivo , anche se non posso non ammettere di esserci rimasta male.

Notte mio diario e da domani tornerò ad occuparmi di Penina con cui ho lasciato tanti argomenti da approfondire, notte anche a te Penina e Manuel…vaf…no, niente rancore solo indifferenza, ho già imparato che significa ogni volta che devo fare finta di non notare gli sguardi tendenziosi dei razzisti.

Martedi

Sono arrivata a scuola in anticipo, mi sono svegliata presto come se qualcosa mi avesse spinto giù dal letto, bene almeno ho potuto far colazione con Chiara e Vanessa, è arrivata anche Penina a cui ho offerto un cappuccino , oggi non aveva molta voglia di parlare, era strana, pallida.

Nell’intervallo ho provato a parlarle ma non le ho scucito neanche una parola e stranamente mi sono trovata a raccontarle tutto, dalla festa alla delusione, come un libro aperto ho parlato così tanto che alla fine mi sentivo svuotata, alleggerita. non so perché proprio con lei, forse perché non temo il suo giudizio? E’ spudoratamente sincera quasi infantile per la sua ingenuità e mi ha dato dei consigli ma siamo diverse e non penso di seguirli, infatti suggerisce di minacciare Elisa, di costringere Manuel ad una scelta e di scappare il sabato successivo per star tutta la notte alla festa e vedere con i miei occhi.

E’strana , capace di far follie e non pensa alle conseguenze, come se la sua vita possa svolgersi tutta in un giorno e ogni volta trovare delle svolte quasi magiche. E’ più grande di me, ma passa dal credere tutto possibile a sentimenti di impotenza e vittimismo in una sola discussione. Le ho raccontato i miei problemi e le è tornato il buon umore, non capisco forse si è distratta dai suoi pensieri, non abbiamo approfondito il discorso sul razzismo, è evidente che ne soffre anche lei con rabbia, non vuole essere italiana.

Considera la sua gente più furba perché è in grado di fregare il prossimo e farla franca. I prepotenti li descrive come potenti e le brave persone come fessi. Mi ha chiesto se ho voglia di andare a mangiare a casa sua uno di questi giorni, mangiano sempre tanta carne e patate fritte e anche delle frittelle dolci ne parla spesso, ho accettato l’invito ora dobbiamo parlare con i rispettivi genitori.

Mercoledì

Chiara si è ammalata e Vanessa si è seduta con me, ci sono rimasta male sentendo i commenti che fa su Penina, mi chiedo se durante le lezioni qualche battuta non l’abbia fatta anche su di me nei giorni scorsi. Nell’intervallo , invece, è stata gentile con lei l’ho trovata falsa, non credevo potesse essere così.

Manuel organizza un’altra festa e mi ha chiesto di andarci, non ho voglia, ha anche cercato di capire il perché sto sulle mie, non sa che mi piace e che ci sono rimasta male, Diego e cortese nei miei confronti ma sembra nascondere un sorriso sotto i baffi…che naturalmente non ha ancora. Non intendo rischiare nulla per ora e non andrò alla festa, anzi sabato andrò a pranzo da Penina e mi tratterrò li nel pomeriggio, la sera vedrò un film con papà ora è tanto che non lo facciamo.

In piscina ho deciso di smettere, non trovo interessante l’ambiente e anche se mi piace nuotare mi sento a disagio, non è successo nulla di particolare ma gli sguardi non sono cessati e non intendo essere al centro dell’attenzione di chi non conosco nemmeno, anzi ho deciso di iniziare a rispondere a tono a tutti quelli che mi fanno sentire diversa da loro ….. dicendogli che lo sono davvero e sai perché?

Perché non passo il tempo a giudicare gli altri e che quindi non vorrei scambiarmi con loro che sono accecati dai loro pregiudizi.

Ho capito molto parlando con Penina, non è giusto sentirsi inferiori se si è diversi da una massa uniforme e senza carattere.

Domani ho un’altra cena di famiglia, mi sa che è diventato un appuntamento settimanale, ok non nuoce, si può fare e poi mi va di assecondare i miei genitori mi sento ancora in colpa con loro per le bugie.

Sarà andata così perche l’ho meritato, ops, ora inizio ad assomigliare troppo a Penina, non voglio pensarla così, vado a nanna baci.

Giovedì

Ho chiesto il permesso ai miei genitori e stranamente mi hanno detto che non gradiscono la mia amicizia con Penina, non si fidano dei romeni è assurdo, ciò che a me e Penina ci lega, il razzismo subito si è radicato anche nella mente dei miei genitori a loro volta vittime.

Penso che le cronache locali non aiutano, ogni brutta notizia è additata a romeni e di buono no si racconta mai nulla, mi dispiace… costi quel che costi non voglio deludere Penina non cadrò in questa mania di superiorità, che non esiste, e non mi sento lusingata se ad invitarmi sono italiani.

Dovrò dirle che per ora non è possibile, cambierò giorno e dirò a mamma che vado a casa di Chiara a studiare, si farò così e la coscienza stavolta è dalla mia parte.

E’ quasi ora di cena, almeno stasera potrò vestirmi normalmente e non dovrò mascherarmi, non mi ha detto niente in merito la mamma….

Dopo cena, come non detto abito informale e cena normale, bene! stanno tornando in sé, Ibrahim mi ha fatto tante domande su ciò che vorrei per il futuro e sulle mie compagnie.

Lui pensa già a sposarsi, dice che vuole tanti figli e che lavorerà nel negozio del padre, tutto pianificato, nessuna sorpresa, obiettivo, imprevisto. Tutto scandito e già scritto, che noia… mi ha guardato fisso negli occhi tutto il tempo, rideva facendomi sentire ingenua ogni volta che accennavo al mio interesse per gli studi e al sogno di diventare veterinario, dice che la donna deve stare in casa o al massimo lavorare col marito, mi domando se sia nato davvero in questo secolo?

I genitori ci hanno lasciato discretamente da soli, vuoi vedere che questi sono ancora convinti che mi piace?

Spero di sbagliarmi non sono interessata a lui, non è brutto ma abbiamo due visioni del mondo opposte e poi mi sa che ho una cotta per Manuel, che penso sempre.

Spesso mi guardo attorno come se mi sentissi osservata, mi sembra di vederlo dietro ogni angolo, è amore o ossessione?

Forse l’amore è anche ossessione e si finisce col rincretinirsi, eccoci ci siamo ho appena ammesso di essere cotta, sono già a metà strada verso il baratro.

Altro che Ibrahim, mi garba il sinistroide e a papà i ragazzi dei centri sociali non piacciono un granché.

Bene va sempre peggio, complicato questo nuovo anno, forse è a questo che si riferiscono gli adulti quando dicono che più avanti si va avanti e peggio è…buh!

Tanto sono ancora piccina, notte mente stanca e cuore infranto, notte Manuel ovunque tu sia.

Venerdì

Penina ci è rimasta male, i suoi mi aspettavano già, ho inventato un impegno di famiglia scusandomi e le ho promesso che mercoledì ci andrò di sicuro. Si è il giorno giusto sono sempre sola fino alle 16 e non si opporranno se vado a pranzo da un amica… anche se non sapranno che è Penina e non Chiara.

Manuel stamane non si è visto e Diego mi ha chiesto sue notizie, mi sa che si è accorto che mi piace e che mi prende in giro, bene tanto ho visto come guarda Chiara e farò lo stesso se continua così, anzi inizio a metterle la pulce nell’orecchio.

Vanessa è tornata a scuola, dopo qualche giorno di febbre, è ancora più magra e sembra sempre più alta, infatti Lorenzo non le risparmia osservazioni, che stupido sembra che il mondo giri attorno a lui invece non sa fare nulla e a scuola non è neanche bravo. Come arrossisce ogni volta che non sa le cose, e i prof. lo trovano così simpatico che gli risparmiano molti due… forse per i suoi occhi azzurri e i capelli biondi, dietro l’aspetto di bravo ragazzo è una Iena.

Penina è trattata con sufficienza per il suo pessimo italiano e non apprezzano i sacrifici che fa per studiare fra faccende e fratellini, è una realtà che non vogliono vedere, che bell’esempio gli adulti.

Va spesso in centro anche se seguita da 2/3 bambini per volta, fuori dall’Emerson c’è un parco giochi magari è interessata a vedere i laboratori uno di questi giorni, dovrò chiederglielo.

Sabato

niente di nuovo, mi da noia l’idea che Manuel stasera rivedrà Elisa e non mi sembrava particolarmente affranto dal fatto che io non ci sarò. Devo riuscire a non pensarci, anche vedere il film con papà non mi ha consolato per niente. Domani rivedrò le amiche del parco e neanche questo mi fa star meglio, non ho voglia di dormire, solo di finire la tavoletta di cioccolato che mi fissa dal comodino. Non ho ben capito se Chiara andrà alla festa, è molto libera, può fare già ciò che vuole, la invidio, che brutta cosa ma non posso farne a meno. Magari lunedì mi racconterà tutto e potrò farmi un’idea su questa Elsa, che odio senza conoscere e vuoi scommettere che è bellissima…meglio non pensarci. Vado ad abbuffarmi notte caro amico diario che non puoi consolarmi dicendomi quello che avrei bisogno di sentirmi dire.

Domenica

Oggi, magone tutto il giorno e ho anche la fatidica cena, a dopo sicuramente troverò il modo per scriverti, l’unica cosa che mi aiuta a star meglio.

Due settimane dopo…

Non ho mantenuto la promessa quella sera , la mia vita è finita dopo aver chiuso le tue pagine e non è Manuel il problema, ma io, le mie origini, il mondo intero…

Sono impazziti, sto impazzendo, mi hanno promessa a Ibrahim è un incubo da cui non posso svegliarmi, sembra uno scherzo della natura, niente è più come prima.

I miei genitori mi hanno cresciuta con amore e armonia rispettando le mie idee ed esigenze e ora che non ancora 16 anni mi buttano nelle braccia del primo arabo che chiede la mia mano senza neanche conoscermi. Non so se hanno frainteso il mio comportamento e le mie curiosità su Ibrahim e non m’interessa neanche capire, non c’è nulla da capire hanno ragione i miei compagni le origini sono una condanna ed io ne sono la prova vivente .

La cosa assurda è che papà non mi ha chiesto nulla, ha deciso per me, quando ho provato a farlo ragionare ha risposto che pensa al mio bene e non può tirarsi indietro.

Non ha mai mancato ad una parola presa e non lo farà di certo ora.

Ho vissuto con loro ma non li conosco, non sono più i miei genitori ma i miei peggiori nemici, addio sogni , università, vita.

Non posso scegliere il mio futuro e a che serve averne uno?

Non riesco più a mangiare, dormire, studiare e se verrò bocciata sarà la scusa per farmi interrompere gli studi ed io che pensavo male del babbo di Penina e di Maria….

Vorrei sparire per sempre, non mi mancherebbe nessuno, sono tutti diversi da quello che sembrano, non appartengo a questo mondo e se pensano di farmi sposare Ibrahim vogliono il mio male, devo trovare la forza di lottare o mi lascerò morire. Non posso parlarne con nessuno, è quello che molti si aspettavano da un araba, voglio solo capire cosa ha trasformato mio padre in un tiranno e mia madre in una cieca. Le mie sorelle sono scandalizzate e pregano che non succedi anche a loro, non prendono una posizione per paura di rimanerne coinvolte. Ed io amo Manuel ogni giorno di più, questa storia oramai impossibile mi segnerà per sempre.

Oramai sono l’ombra di me stessa, se n’è accorta anche Penina, che si vergogna ancora di come sono stata trattata dalla sua gente, se fosse accaduto in un altro momento ci sarei rimasta male ma ora non ha importanza. I romeni mi hanno data della negra, i bambini dicevano “negrulè negrulè”, avevano paura di me i piccoli, e quasi si schifavano gli adulti. Altro che razzismo l’essere umano è pazzo, pieno di controsensi. Loro che sono vittime di una società che non li vuole fanno altrettanto con gli altri.

Si sentono superiori per la loro pelle chiara, quando alcuni di loro sono più scuri di me. Vivono in casa pulitissime e buttano la spazzatura dalle finestre, le donne si truccano e si vestono come meglio possono per apparire, lasciando i figli sporchi tutto il giorno, a giocare fra i vetri, bene sai che ti dico che non piacciono neanche a me, con questi atteggiamenti.

Non mi piace nessuno, odio Lorenzo che aveva ragione ed ha tutto dalla vita, Manuel che non capisce quanto lo amo e soffro, Diego, che mi prende in giro, le mie compagne, che non si accorgono di nulla e parlano solo di cavolate e odio persino le amiche del parco che mi hanno sempre fatto sentire normale, illudendomi.

Detesto le mie sorelle e la mamma, che pur di non finire nei guai mi hanno abbandonata e mio fratello che pensa sia una buona occasione per me.

Papà non ti odio, perché non ti ho più! qualcun altro vive nel tuo corpo, non sei più tu.

Caro diario non so se avrò più tempo, voglia o forza di scriverti, sto morendo da viva e non ho nulla da raccontarti, né perché da pormi….

Sono spenta o meglio vorrei spengermi.

Fine ottobre

Ho preso l’ennesimo 2, non studio più il mio cervello è chiuso e non ha curiosità da soddisfare, oggi mentre guardavo giù dalla finestra ho avuto voglia di lasciarmi cadere, ma poi è finito l’intervallo e come un automa sono rientrata in classe.

Manuel mi ha chiesto se sono giù per la scuola, povero ingenuo.

Le cene con i nemici arabi sono state interrotte, i miei hanno inventato che non sto bene, ho minacciato di urlare come una pazza se li riportano in casa, papà non è rassegnato aspetta che lo sia io. Non mi fanno uscire neanche con mia sorella, posso solo andare a scuola, per il resto della famiglia la vita è uguale, io continuo l’incubo, forse sono impazzita e non lo so ancora, forse sto sognando e domani rivedrò un film con papà, forse…. sono solo questo un forse…. un dubbio vivente.

Metà novembre

Non è cambiato nulla e Scrivo cose inutili, non mi consoli più mio vecchio amico e non è colpa tua, papà ha fissato una cena e non ho la forza di oppormi, l’unica cosa che posso fare e non mangiare, per non alimentare più questa vita disgraziata e lasciarmi andare in sonni migliori.

Qualche giorno dopo…

La cena c’è stata e Ibrahim Sembrava premuroso, credono che non mi sia ripresa dal malessere, non so cosa hanno inventato i miei e poi sono io la bugiarda. Ibrahim si è presentato a scuola con dei fiori, Manuel da allora non mi considera più, pensa che il mio star male sia legato a questa storia e non sa che l’unico amore che provo è per lui.

Dicembre

Si avvicinano le feste e sono tutti Contenti, io non ricordo che significa tutto questo, non capisco perché il mio corpo si ostini a non cedere, sono 45 kg ma sto bene in salute, spero per poco ancora.

A scuola vado male e ho deciso di non entrare per un po’ così magari lo verranno a sapere i miei e papà mi uccide regalandomi la libertà. Ora lo credo capace anche di questo. Si va in vacanza fra due giorni e nessuno a scuola si è accorto della mia assenza neanche i prof che non hanno avvertito casa, eppure ricordo che Penina era stata richiamata dal preside. Ricordo quando hanno detto che gli stranieri abbandonano spesso gli studi soprattutto se donne, lo credono anche di me.

Passo le mie giornate alle cascine fra gli alberi a fantasticare una vita che non ho più.

Ogni mattina faccio finta di andare a scuola e poi non entro, Manuel l’ho incrociato un paio di volte e mi ha guardato con insistenza.

Gennaio

Le feste sono finite, per me neanche iniziate, il tempo scorre e presto sarò per sempre in gabbia. Manuel, oggi mi ha seguita e giunti alle Cascine mi ha afferrato per un braccio chiedendomi perché sto buttando via l’anno scolastico e le amicizie nuove.

L’ho trattato male, ci siamo quasi picchiati, gli ho risposto che da mesi gli muoio dietro e lui neanche se ne accorge, gli ho sputato tutto in faccia, anche la mia voglia di morire, per lasciare un mondo che non mi appartiene. E’ rimasto a lungo senza parlare, ho pianto, si è commosso e mi ha abbracciata, si è scusato per il male che mi ha fatto senza sapere, ha pensato di essere lui la causa e gli ho confidato tutto. Non so perché si è preoccupato per me, perché mi ha seguita, se lo aveva già fatto, non ho testa per pormi domande, ho solo bisogno di essere capita.

Mi ha detto di non disperare, d’iniziare a mangiare, che avrebbe iniziato a pensare a come aiutarmi e che devo essere forte per vincere le mie battaglie.

Fine gennaio

Sono tornata a scuola e mangio qual cosina di più, ho anche riaperto i libri ma temo che se Manuel non mi aiuterà davvero ripiomberò nel mio abisso, da sola non so come cavarmela…

Febbraio

Manuel mi propone

la fuga, dice che degli amici del centro sociale di Empoli e anche di Livorno si sono offerti di ospitarmi per un po’, poi si vedrà.

Dovrò essere forte, magari fra qualche tempo dovrò anche cambiare altre città, sono minorenne questo è un problema e non devo metterli nei guai, sono disposta a tutto pur di riprendere la mia vita.

Ho quasi 16 anni, non so dove trascorro il mio prossimo compleanno, ad aprile, ma ora so che ci voglio arrivarci ed è già qualcosa.

Grazie Manuel, grazie amici dei centri sociali.

 

Marzo

Oramai ci siamo, domani è il gran giorno, mi hanno prestato dei soldi dalla loro cassa comune e posso prendere il treno per Empoli.

Non so quando troverò il tempo per scriverti, sarai sempre con me così non mi sentirò troppo sola, sono spaventata non avrei mai pensato di scappare da casa, non sono mai stata lontano dai miei e sembra incredibile che l’unica cosa che possa fare sia quella di nascondermi da loro.

Non riesco a dormire sono agitata, ho ben chiaro cosa dovrò fare ma è bene riepilogare, dunque: prendo il solito autobus, con Ilam che scende due fermate prima, arrivo a scuola e invece di farmi vedere raggiungo Manuel, che per domani salterà le lezioni. Ha trovato chi gli presta un motorino per arrivare a Campo di Marte.

Il treno parte alle 9:15, abbiamo il tempo di fare il biglietto, arrivo ad Empoli dopo circa un ora. Li ci saranno degli amici di Manuel che ci aspettano all’Intifada, il loro centro sociale.

Alcuni giorni dopo

Sono arrivata da poco, sono tutti cordiali e premurosi, dormo nel centro sociale, in una stanzina improvvisata per gli ospiti, che non si trattengono mai troppo tempo.

Presto dovrò trovare qualcos’altro.

Ora siamo in due, c’è una ragazza olandese, più grande, sorride sempre e non fa domande. Parla poco italiano, gli altri le parlano in inglese, l’ho studiato un po’ ma non riesco a fare un discorso e fra l’altro non ho molta voglia di comunicare.

I ragazzi dicono che è meglio che non si sappia chi sono e quanti anni ho, per evitare brutte sorprese.

Qui ci sono dei laboratori, chi si occupa di libera informazione, una palestra con qualche corso gratuito, una cineteca. A fine mese c’è una cena mi hanno chiesto se darò loro una mano, naturalmente farò tutto ciò che serve, ma non ho entusiasmo mi sento una disgraziata e in questa forma di esilio ancora non mi ritrovo.

I ragazzi sanno fare più cose e si arrangiano riciclando di tutto. Nella mia camera, se così posso definirla, un vecchio frigo vuoto e ricolorato fa da armadio ed il letto è improvvisato su delle tavole di legno con un materasso sopra, eppure è comodo.

Non è come stare a casa, non c’è la doccia, ma una sistola che puoi usare per l’occorrenza, non c’è acqua calda, ma posso scaldarla. C’è una cucina che serve per fare le cene sociali con pentoloni enormi non ho neanche un bollilatte, Ines ha detto che ne troverà uno.

A differenza degli altri ho solo una valigia di vestiti, nessun attrezzo o hobby che potrebbe diventare un lavoro.

Posso solo dargli una mano con le pulizie, servono, non so fare altro, neanche cucinare. Il gruppo è composto da una trentina di ragazzi, ma durante gli incontri o le serate si riempie di gente.

I ragazzi dei laboratori vengono in certe ore, un bar con poche cose da bere ospita un gruppetto nel pomeriggio e un altro gruppo che si occupa della visione di film, sempre a sfondo sociale o storico, s’incontrano di sera.

Domani trasmetteranno dei video sulla vivisezione , verranno ospiti dal nord che lottano per i diritti degli animali.

Ci sono volantini sparsi ovunque su feste e incontri culturali, il rispetto per l’ambiente e per l’inquinamento sono spesso argomento di discussione.

Le giornate passano e inizio a sentirmi meno estranea, anche se non ho soddisfazione, non faccio molto, posso solo osservare. Gli articoli che scrivono sono interessanti, l’ultimo parlava del rispetto per la donna e il diritto all’aborto, molte ragazze si sono vestite tutte di rosa e hanno manifestato per le vie del centro per tutelare la legge 194, non avevo mai riflettuto su questo, per me la nascita di un bambino è un lieto evento, l’ho sempre considerata parte del matrimonio, ora capisco che oltre al mio mondo, falso, che mi hanno cucito addosso, in una famiglia che non ho più, c’è un universo diverso e complesso che non conosco affatto.

Fine mese

La cena è andata bene, c’era tanta gente e a soli 5 euro si è mangiato di tutto, piatti semplici ma gustosi, zuppa di farro e pomodorini, crostini con olio e origano, insalatine, salsicce alla brace. Tanto vino e la mia prima sbronza. Non ricordo come abbia fatto a tornare in camera, ma so di essermi divertita, mi sentivo spensierata allegra, ero di buon umore , ho riso tanto.

Aprile

Negli anni scorsi aspettavo questo mese con ansia, speravo di ricevere il motorino quest’anno invece mi hanno regalato l’angoscia. Non festeggerò il mio compleanno e spero di non ricadere nell’apatia quel giorno, sai cosa farò non ne parlerò con nessuno così sarà un giorno come un altro e passerà inosservato.

All’assemblea mi hanno detto che presto dovrò trasferirmi perché mio padre sta facendo troppi appelli e le cronache di Firenze parlano spesso di me, hanno aggiunto che sono dispiaciuti perché sono una persona discreta e socievole ma che non possono rischiare oltre.

Hanno contattato i ragazzi di Livorno, mi ospiteranno per un po’, ora bisogna solo decidere quando partire e come non farsi scoprire.

Mi hanno consigliato di indossare degli abiti arabi, sono sicuri che tutta coperta sia meglio, non cercheranno in quelle vesti una ragazza che rifiuta le sue origini, funzionerà?

Spero di si, non voglio tornare a casa, non ho più nulla da perdere.

La partenza dovrebbe essere la prossima settimana, sabato i treni saranno affollati da gente che va a Pisa per un incontro sul razzismo, andremo anche noi e lì conoscerò i ragazzi di Livorno. Sarà l’ultima volta che faccio qualcosa con Ines e gli altri, mi dispiace mi ci trovo bene e la prima manifestazione dovrà anche essere l’ultima.

Sabato

Abbiamo preparato degli striscioni e una mostra fotografica sui casi d’immigrazione e disagio vicini al centro sociale, sulle famiglie che pur lavorando non vengono assicurati e non hanno soldi per sfamare i loro figli, né un tetto sulla testa.

Si tratta di Africani che vivono facendo i mercati o vendono in spiaggia di tutto, camminando ore sotto il sole d’estate o ai semafori al freddo d’inverno.

Non avevo capito fino ad ora quanto fosse dura la loro vita, almeno mio padre ha trovato un lavoro come magazziniere ed è assicurato, gli assistenti sociali lo hanno sempre aiutato per l’affitto e i libri.

Mamma non lavora, prima faceva le faccende domestiche, ma ora è anziana e non ha più la forza di andare su e giù per le strade di Firenze in bicicletta a pulire infissi e lampadari.

La manifestazione è stata imponente, c’era tanta gente da ogni parte d’Italia, anche politici e giornalisti. Abbiamo allestito un banchino con le informazioni sulle nostre battaglie sociali, dovrei dire loro… non faccio parte del gruppo, i ragazzi più grandi non temevano di urlare slogan contro un governo xenofobo.

Il tempo tiranno mi ha ricordato che sarei partita per Livorno e l’ansia mi ha assalita.

Fortunatamente fra i compagni di Livorno, si chiamano così fra loro, c’è Federico, un biondino alto dagli occhi verdi, non so perché ma il mio cuore ha fatto un balzo incrociando i suoi occhi.

Lui non sembra che lo abbia notato è molto silenzioso, quasi schivo, forse a pelle non gli sto simpatica, oppure è solo introverso….?

La mia seconda partenza…

Siamo arrivati a Livorno di sera tardi e un po’ brilli, sono andata a dormire nel furgone di Biagio, che per ora non lo usa. E’ attrezzato, ha anche i fornelli, per il bagno dovrò arrangiarmi, c’è nel centro cercherò di andare prima di addormentarmi e non durante la notte. Biagio è stato gentile, ora parte per andare in Spagna con la sua compagna ed il canone Gigio. Fortunatamente il furgone ha un problema al motore e non ha i soldi per ripararlo in tempo per il viaggio, così andranno in treno ed io ho un tetto per un po’.

Qualche giorno dopo

Biagio mi ha detto che Gigio non potrà partire, non vogliono più cani sui treni, è di taglia grande, mi ha chiesto se posso pensarci io, sono contenta adoro i cani e mi sentirò più sicura.

Se avessi una sistemazione stabile prenderei anche io un amico a quattro zampe, per non sentirmi sola e dargli tanto amore, delle persone mi fido il giusto.

Ho accolto la notizia come un dono e ti lascio immaginare la gioia quando ha aggiunto che il suo amico Federico sarebbe venuto spesso a trovarlo. Non so quanti Federico ci siano nel gruppo ma spero che sia lui, anzi sai che ti dico che sento che sarà proprio così.

Sono passate due settimane, Biagio è partito da tre giorni e Gigio è affettuoso anche se un po’ triste, di Federico neanche l’ombra.

Non ho conosciuto molte persone ancora, sto sempre col cane e faccio lunghe passeggiate in riva al mare, mi sento libera ma non felice e neanche serena.

Maggio

Inizio a sentire il furgone la mia casina, non devo dimenticare che non è così, mi sembra un piccolo cosmo che mi protegge dall’esterno infido. Spesso fantastico su come lo addobberei se fosse mio, e spero un giorno di averne uno.

Bussano ti lascio, ma chi sarà?

Sai chi era?

Federico è venuto a trovare Gigio che vedendolo gli ha fatto molte feste. Mi ha detto che è venuto per portarlo via qualche giorno e ci sono rimasta male, non so cosa fare senza il cane.

Non ha parlato molto, salutandomi mi ha ricordato la festa fra qualche giorno e mi ha chiesto di parlare con Daniela se ho voglia di dare una mano, potrò conoscere meglio l’ambiente.. ..

Federico ha portato via Gigio ed io è meglio che faccia qualcosa di nuovo… tanto ho visto che se hai voglia di fare.. trovi di sicuro qualcosa…, magari ciò che gli altri scansano, tipo le pulizie ad Empoli. C’era un gruppo di ragazze davanti l’ingresso forse una di loro è Daniela. Qui sono meno socievoli o curiosi, infatti nessuno mi è venuto a far visita e a chiedere se ho bisogno di aiuto, neanche Federico mi ha chiesto nulla, bene vuol dire che non sembro più una bambina spaventata, ma in grado di cavarmela da sola.

Sono scappata per difendere la libertà ed ora sono reclusa, per sfuggire dalla ghettizzazione, da un destino scontato e infelice.

Ora sono sola, triste, stanca, non ho paura perché non tengo più a nulla .

Sono scoraggiata, disgustata, imprigionata nella mia esigenza di cambiare le cose, migliorarle…ma con quale pretesa?

Non riesco ad essere autosufficiente, non lavoro, non studio sopravvivo, per poter vivere un domani …….

Ma questo domani ci sarà?

La mia famiglia?

I miei studi, il mio lavoro?

I miei sogni oramai impossibili, prima erano ambizioni oggi solo sogni….e non stimolano il mio spirito di sacrificio per realizzarli, ma sono li a ricordare quanto tutto sia ogni giorno più difficile e loro solo astratti…

Due giorni dopo

Stasera c’è stata la proiezione di un documentario sul G8 e l’ abuso di potere da parte delle autorità competenti, molti di loro erano stati a Genova quell’anno maledetto in cui ci fu pure una vittima.

Ho i brividi a pensarci, non doveva finire così una manifestazione, non si doveva arrivare a tanto da ogni fazione, lottare per i diritti è legittimo ma la violenza non può essere mai giustificata, spero di non trovarmi in situazioni simili. I ragazzi raccontano che nessuno di loro ha lanciato sassi ma hanno preso tante botte comunque. Nei loro occhi ho visto orrore e rancore, per una battaglia che non avrebbero voluto affrontare in questi termini. Penso che una azione simile da parte delle forze dell’ordine aumenti la diffidenza nei loro confronti da parte dei giovani che vogliono solo combattere le ingiustizie e dire la loro. Scene simili li ho viste solo al Tg, seguite da commenti che descrivevano i manifestanti come teppisti, anche papà la pensa così, ricordo aggiunse che i suoi figli non si sarebbero mai comportati in quel modo e che si trattava di un gruppo di poco di buono sicuramente drogati. In casi come Genova la giustizia fa da carnefice e molti pagano la colpa di pochi fanatici, senza principi. Ora che conosco questi ragazzi mi sembrano normali e non dei pazzi. L’opinione pubblica sarà sempre influenzata dai giornali e dalle cronache, che non sono mai tali, riportano quanto qualcuno comanda e tralasciano particolari per una corretta informazione, manipolando il giudizio della massa.

Cavolo, inizio a parlare come loro, sto iniziando ad assumere un punto di vista nuovo già da quando ho messo da parte la mia storia per occuparmi di tematiche generali d’ingiustizia sociale.

Ho conosciuto Daniela è simpatica e attraente. Si occupa di molte cose ed è una delle fondatrici dell’Intifada. Mi ha proposto di occuparmi due volte a settimana dei bimbi di un campo rom qui vicino, possiamo farli giocare con giochi che costruiremo insieme facendo un laboratorio di riciclo. Daniela e Francesca riciclano per lavoro, costruiscono collane, borse cinture, ecc. naturalmente io so fare poco e sarò la maestrina di guardia mentre loro insegnano ai piccoli a fare i fiori con le bottiglie di plastica o le costruzioni di cartone colorato. Col tempo potrei imparare, ma non devo illudermi troppo, tendo a dimenticare che fra un mese Biagio ritorna in Italia ed io sarò di nuovo fuori.

Una settimana dopo

Gli incontri con i bambini sono iniziati, il laboratorio si fa un giorno e l’altro i bambini giocano liberi, guardano film, colorano (molti disegni sono sulla casa, che teneri hanno un gran bisogno di stabilità), oppure facciamo giochi di gruppo. Sono numerosi e scalmanati ma tanto carini, si atteggiano a grandi, prepotenti e furbini. Gli ho imposto di essere educati l’uno con l’altro e di condividere i giochi senza litigare, di non picchiarsi e di evitare di fare i duri. In questa ludoteca improvvisata c’è molto da fare e insieme potremo provare a trasformarla, collaborando nel rispetto di ogni elemento del gruppo. Non calpestare i più deboli è una regola, ci sarà sempre qualcuno più forte ma non per questo dovrà schiacciarci, ognuno ha idee geniali qui le mettiamo insieme per divertirci ed imparare. Sono contenti e vengono ogni giorno a trovarmi, con la speranza di giocare, ma lo spazio è libero solo in quei due giorni, poi rimangono in giro a far danni, questo non piace a tutti, possono anche farsi male visto che è pieno di attrezzi da lavoro. Devo cercare di fargli rispettare gli orari e le poche regole altrimenti salta tutto e mi trovo anche qualche nemico attorno. Alcuni mi guardano con diffidenza, come se volessi impormi nel loro centro con progetti non approvati da tutti in assemblea ma decisi alla buona da Daniela e Francesca, inoltre mi sa che qui non sono tutti fratelli come da fuori può apparire, devo stare attenta a non dar noia, poveri bimbi spero di non doverli deludere.

Aprile

Oggi in assemblea hanno litigato, sabato c’è stata una festa e sono andati sotto, hanno speso tanti soldi, che non sono rientrati.. Un fallimento… così, il gruppo di Daniela, che in genere organizza le feste, ha litigato con quello di Marco, che da quanto si dice ha provato a fare la festa solo per non farla organizzare a loro, secondo lui si sentono i gestori del bar e si comportano come imprenditori. Da quel po’ che ho visto non è vero, sono solo precisi in quello che fanno da sembrare fiscali, gli altri sono un po’ arruffoni e li ho visti uscire dal bar troppo ubriachi, anche queste sono spese. Hanno trovato anche il modo per farmi entrare nel discorso sulle cose che non vanno e il fatto che nessuno ha parlato della ludoteca fa si che il progetto non venga approvato, al suo posto inserisono le pedane per bici e skate, cavolo che interesse per il prossimo….. Capisco che si sarebbe dovuto fare diversamente ma è partita bene ed i bambini dimostrano di averne capito le condizioni. Poverini saranno segregati nel campo rom, di nuovo, alcuni non vanno neanche a scuola e ci si voleva occupare anche di questo, senza spazio non si fa nulla. Nel loro campo non si può entrare e poi non mi sentirei neanche troppo sicura, mi dispiace dirlo ma è così. Quando incontro qualche ragazzo dei loro fanno sempre battute poco carine, a partire del mio colore a finire al mio corpo oramai da donna. E’ andata così , proverò a portarli in spiaggia se il tempo lo consentirà.

Qualche giorno dopo

Federico ha riportato Gigio, ha una lunga barba e l’aspetto a boscaiolo, naturalmente non il cane. E’ affascinante, ha un aspetto rilassato e mi ha raccontato delle sue giornate trascorse fra i boschi, che iniziavano all’alba. E’ stato ospite di una ragazzo, deciso di fare l’eremita, che vive sui monti senza luce ne riscaldamenti. Si è trovato bene a tal punto da volerci tornare fra qualche mese, stavo quasi per chiedergli di portarmi con lui, fortunatamente ho tenuto la bocca chiusa. Mi piace molto ma non mi fila per niente.

Ho provato a chiedere qualcosa a Daniela di Federico, non sa nulla, non lo ha mai visto con ragazze, dice che è molto discreto e riservato, ha anche aggiunto che lo conosce da tempo e che spesso ci discute perché lui è puntiglioso. Fra due settimane torna Biagio e non ho ancora un alternativa . Daniela vive in casa con una sua amica, nell’appartamento di sua madre, l’altra paga l’affitto e lei vive con quei soldi.

Fa il primo anno di università ma non capisco quando trova il tempo per studiare visto che vive al centro sociale, da mattina a sera, occupandosi anche della segreteria che aprirà a breve. E’ in gamba fa un mucchio di cose interessanti e sembra sempre serena. Gli altri non li conosco e dopo la storia della ludoteca ho qualche sguardo contro, quando mi aggiro da sola, se ne guardano bene di dare questa soddisfazione a Daniela, se c’è lei fanno finta di nulla. Sembra che non condividono molto questi due gruppi, che insieme si occupano soprattutto di feste.

Ieri ci è stata una festa, gli ho dato una mano al bar, ero nel turno con Federico e Matteo, sono stata bene anche se mi rodeva vedere le ragazze che gli facevano il filo, anche Matteo è corteggiato insomma la meno filata ero io. Fede sembra un ragazzo serio non ha dato molto retta alle avance, una lo ha baciato sulle labbra e prima che io svenissi mi sono accorta che era accompagnata dal suo ragazzo, saranno amici da molto tempo. Quanto Daniela e le altre ci hanno dato il cambio siamo usciti a prendere un po’ d’aria, Matteo ha fatto una c…a, hanno capito dal mio atteggiamento che non ho mai fumato. Mi hanno tranquillizzata, dicendo che non è droga e che non sarebbe successo nulla, ho provato e non è cambiato molto, mi ha fatto solo ridere però capivo molto più che la sera della sbornia. Non comprendo perché la descrivono come pericolosa, mette solo il buon umore e non lascia strascichi tranne la voglia di mangiare tanti dolci, l’alcool è peggio, non ho chissà quali esperienze ma penso che sia meglio fumare che bere .Ti fa sentire pacifista, mi ha tolto la stanchezza e il nervosismo, per quelle oche che facevano le t…e, ha cancellato ogni brutto pensiero, mi sono sentita solo leggera e spensierata.

Cinque giorni dopo

Federico è risparito, ha un motorino e ogni volta che parcheggia qualcuno uno salto fuori per vedere se è lui, non lo conosco ma vorrei per compagno un ragazzo così tranquillo ed educato, riservato e colto. Sa un mucchio di cose e sa usare ogni attrezzo, l’altro giorno lo guardavo mentre costruiva il bancone del bar era armonioso in ogni suo gesto, cavolo mi piace tanto.

Oramai non lo vedo da più di una settimana ho saputo che fa Tai chi una disciplina orientale, sarà questo che gli fa avere quell’aria mistica che mi fa impazzire, voglio vederlo, voglio parlargli, e vorrei tante altre cose…..

Maggio

Dopodomani torna Biagio e Federico non si è più visto, stasera c’è una cena sociale spero venga anche lui.

Seconda settimana del mese, ho quattro giorni per trovare una nuova casa ma nessuno mi ha saputo consigliare in merito, in questi giorni sono arrivati dei ragazzi di Roma. Vivono in una grande occupazione in periferia. Fanno parte di un movimento per il diritto alla casa, mi hanno anche chiesto di andare con loro se non ho altre soluzioni . Nella loro occupazione ci sono molte etnie e tutti collaborano per creare una nuova comunità indipendente. Fanno mercatini di autoproduzione e coltivano i campi circostanti gli edifici.

Sono molto curiosa vorrei proprio vederlo questo posto e poi chissà magari anche Federico un giorno potrebbe essere interessato a vivere nel modo più naturale possibile immerso nella natura, in ogni caso non ho alternative e ci sta che non lo riveda più, non so neanche se ha la donna , non mi ha mai dimostrato interesse e meglio pensare a me stessa.

Ho deciso di trasferirmi a Roma, partiremo venerdì in macchina, ho fatto molte nuove amicizie ed esperienze e non voglio fermarmi ora, fra l’altro qui non c’è spazio per me, se avessi avuto una casa o il progetto ludoteca avrei avuto motivi per restare, così sono solo un ospite per alcuni indesiderata, meglio cambiare aria.

Giovedi

E’ passato Federico, non so se ha saputo che sarei partita, mi ha detto se ho voglia di fare un giro per vedere la città che conosco solo entro il perimetro del centro sociale, gli ho detto della decisione di partire cercando di fargli venir voglia di unirsi a noi. Non è un tipo facilmente trascinabile , comunque è stato un bel pomeriggio. Stasera andiamo a cena insieme, abbiamo fatto una scommessa e lui ha perso ora mi deve un panino e una birra. Nessuno dei due è interessato al calcio ma per battuta abbiamo scommesso sul risultato di una partita ed ho avuto la meglio, che buffo avrei inventato di tutto per uscire con lui e sta succedendo per una stronz…e il giorno prima di partire. Mi dispiace non aver avuto prima l’occasione di conoscerlo meglio, vuol dire che sarebbe dovuto andare così.

Il panino, la birra e la città in generale, sembrava tutto magico, invece ero semplicemente palpitante per la sua compagnia.

Anche lui ha deciso di dedicarsi all’autoproduzione, ma sa che senza soldi aprire bottega o scegliere di fare il contadino non è affatto semplice. Tutti loro che producono con materiale di riciclo, non possono neanche vendere, ogni tanto fanno qualche mercato, che gli consente di lavorare in base ad una legge che tutela le opere del proprio ingegno, senza P.I.. ma sono sempre più rari.

Non hanno un guadagno effettivo, lavorano tutto il giorno e poi non trovano neanche uno sbocco, ma continuano imperterriti credendo nell’autosufficienza e nell’artigianato

Del resto ci provano in tutti i modi a trasformare la loro passione in un lavoro, ma gli esiti sono disastrosi, come al solito se non hai i soldi non conti nulla. Mi ha raccontato che per due anni ha seguito il bando “per l’inserimento di giovani agricoltori”, andando personalmente a parlare in Regione, in Provincia, ma le conclusioni sempre uguali, devi avere il terreno, dovresti avere le basi, delle garanzie…ecc…

Allora mi domando, i fondi ed i finanziamenti finiscono sempre agli stessi? Ai figli dei proprietari terrieri o a gente che manovra per ottenere i finanziamenti e poi lascia i campi a morire come è successo per i girasoli?

Che controsenso, parlano di artigianato, del lavoro che manca e poi a ragazzi così capaci non danno fiducia e neanche possibilità, relegandoli in un ambiente, che non ha nulla di male, ma visto con diffidenza da molte famiglie.

La loro vita è basata sull’essenziale ed il riciclo, non seguono mode e i ragazzi che ne fanno parte vanno in giro vestiti con ciò che capita, magari riparato e ricreato, in un mondo in cui si mangia pubblicità e si definisce lo status in base a ciò che si ha e non per ciò che si è.

Una frase sul muro del centro lo spiega benissimo: “tu non sei i soldi che hai in banca”

L’importanza dei discorsi fatti, mi ha distolto dalla voglia di saltargli addosso, devo confessare di averci pensato…ma forse meglio così, prima perché non è da me, e poi perché ho appreso molte altre cose che prima ignoravo…

Quando mi ha riportato al furgone, ci siamo salutati con un bacino che ha sfiorato le labbra, eravamo tesissimi ed imbarazzati, troppo timidi tutti e due e quel bacio è il contatto più intimo che abbiamo avuto

Che strano sento ancora la sensazione sulle labbra..non posso definirla….Grazie per la serata indimenticabile e spero che tu riesca a realizzare i tuoi progetti, io oramai non è ho più…

Mi sento una mosca che vola e spia la vita degli altri rimandendo sullo sfondo….speriamo di non rimanere schiacciata…

E’ una nuova occupazione, fatta qualche giorno fa in un vecchio Istituto dimenticato e abbandonato all’incuria.

Situato in periferia, circondato dal verde, la vegetazione ha invaso tutto, anche le tegole sono state spostate dalle piante rampicanti.

Il parco è malandato, poveri alberi se non riusciremo a togliergli tutte queste piante parassitarie non avranno scampo.

Le cose da fare sono molte, anzi troppe, soprattutto ristrutturare gli spazi.

Dobbiamo aiutare le famiglie a trovare l’essenziale, ci sono molti bambini che non hanno mai visto un dottore, donne incinte e anziani.

Gente disperata, storie umane che non lasciano il tempo di pensare a Sé stessi.

Mi sento fortunata, per aver avuto un tetto ed un piatto caldo ogni giorno, vestiti, libri, giochi, tutto il necessario, anche il superfluo.

Questi bambini mi ricordano i miei amici di Livorno, ma spero che questa volta riesca a fare di più per loro.

Anche gli adulti hanno bisogno di una mano, mi rendo conto che in Italia si continua a pretendere dagli immigrati senza accompagnarli in un processo di integrazione.

Quasi tutti lavorano nei cantieri edili, nelle case come domestici, i lavori più umili, faticosi e spesso rischiosi.

Senza garanzie e tutele, a nero, non gli vengono riconosciuti diritti ma tutti pretendono che loro sino servili in un paese che li tiene in emarginazione.

Vige l’assistenzialismo in Italia, è più facile trovare mense per poveri che ottenere un pezzo di terra per coltivarsi gli ortaggi, oppure essere inseriti nel mondo del lavoro, che non esiste più ed in stallo ci mette poveri contro poveri….

In questi giorni prevale l’euforia, la gente è contenta di avere un muro attorno ed un tetto sulla testa, invece di vivere a bordo di fiumi, fra le discariche cittadine, sotto ponti o alle stazioni.

Qui l’affitto non si paga e con la miseria che si porta a casa, perché ora quella è la loro casa, si riesce a comprare da mangiare, o qualche secchio di pittura, in vista di una normalità ancora distante..

L’aspetto sanitario e scolastico sono un fulcro: abbiamo improvvisato un ambulatorio e una pediatra ha visitato i bambini, prescrivendo le prime cure..

Stiamo cercando di fornire informazioni comprensibili, su come accedere alla Sanità e sulla figura del bambino in Italia.

I primi S.T.P., tessera sanitaria provvisoria, sono stati fatti, abbiamo concordato un giorno a settimana per accompagnarli in questo percorso.

La scolarizzazione

I bambini in età scolare devono essere iscritti a scuola, è un lavoro complesso, da un lato l’organizzazione interna con le famiglie e l’accompagnamento, dall’altro i vincoli burocratici, ci sono 65 bambini di differenti età, in un territorio in cui le scuole sono sature e senza soldi. Non è facile trovare i posti per tutti è sempre più evidente che molti rimarranno fuori.

E’ un lavoro a tempo pieno, un susseguirsi di cose da fare, un micro mondo di 500 persone, di provenienze diverse, che devono imparare a convivere e a ricostruirsi un futuro, anche per i loro figli.

Un micro mondo

La nostra comunità è la nostra famiglia, stiamo imparando a conoscerci, mentre insieme ripuliamo ambienti e ricostruiamo spazi rendendoli abitabili. Fortunatamente abbiamo luce e acqua, anche se a singhiozzo. Ci sono molti bagni,qualche famiglia, le più numerose e con bambini e anziani, hanno il bagno da soli, ma la maggior parte li condivide, come nelle scuole o negli ospedali, si stanno organizzando gruppi di lavoro: idraulici, muratori, pulizie, ecc.

Progetti

Ufficio orientamento: sportello d’informazione su : sanità, scuola, lavoro, leggi.

Bacheche all’ingresso di ogni palazzo scritte in tre lingue: italiano, arabo e romeno.

Con info e regolamenti interni e orari autobus.

Ambulatorio: per visite pediatriche.

Ludoteca: spazio bambini dai 2 ai 10 anni.

Cinema: spazio sociale per adulti, visione documentari e film, feste multietniche con piatti tipici e musiche tipiche.

La Ludoteca

Ho individuato uno spazio bellissimo: è enorme, luminoso e senza spigoli, sarà stata una mensa, le mattonelle sono tutte colorate ed ho iniziato a imbiancarlo.

Ho cercato di scegliere per il muro disegni geometrici, numeri e lettere.

Ho trovato uno stereo e delle luci colorate, molte ludoteche ci hanno regalato giochi rotti e libri. Molte mamme ci hanno portato ciò che ai loro figli non serve più, siamo felici i bambini non credono che quello spazio sia interamente per loro.

Ben presto tutte le pareti non avranno più uno spazio, adorano disegnare…..Un’altra cosa che mi ricorda Livorno sono le case, il soggetto principale se non l’unico.

I miei bambini:3 eritrei, 2 italo-israeliani, 4 marocchini, 30 romeni; in età dai 2 ai 10 anni…

Spesso si aggiungono anche i grandi, si dovrà trovare uno spazio per loro.

Non è facile gestirli, sono abituati alla legge del più forte i romeni, che sono la maggioranza. I maschietti fanno i prepotenti, e insultano le bambine. Si picchiano e si sputano….a volte devo urlare per metterli in riga e altre addirittura mandarli via, il rispetto per gli altri è l’unica cosa richiesta in Ludoteca.

Purtroppo le mamme hanno almeno 3 figli a testa e quando riescono a lasciarmi i bambini hanno mille cose da fare, non ricevo collaborazioni da loro, qualche ragazza più giovane di me mi supporta, ma non posso fare affidamento su di loro.

Devo dire che il polso fermo funziona…..le bamine sono magnifiche, dolcissime e aiutano a rimettere a posto, si rendono cura dei più piccoli e si portano dietro sempre Sara, la più sfortunata è poliomielitica, il suo corpo è fortemente compromesso.

E’ una bambina sorridente, che ha tanta voglia di fare, ho preparato una sorpresa per il pomeriggio: metterò la musica e balleremo, son passi semplici e anche a terra, dove sul tappeto ci sarà Sara e tutti noi danzeremo i terra con lei……

I maschietti avrebbero bisogno di un ragazzo che gli faccia fare calcio, ASPETTO VOLONTARI LO SO CHE NON è FACILE GESTIRE QUESTI GREMLINS ADORABILI..

Gli altri stanno ristrutturando uno spazio che era un vecchio cinema, un luogo di socializzazione per gli adulti.

I romeni sono molto cattolici e hanno messo su una chiesa, è bello sentirli cantare la domenica mattina.

Noi siamo in molti ma c’è un gruppo di amici veramente in gamba, sanno fare un po’ di tutto e questo è molto utile, inoltre sono determinati e devo dire che le ragazze hanno proprio le pal..

La Vale e la Fra hanno fatto il censimento di tutti , individuando le situazioni più problematiche e per capire come aiutarli.

La Camilla è tutto fare ha seguito la Scuola, accompagnando persino i bambini la mattina con la propria macchina e facendo mille viaggi.

Sta seguendo la questione del pulmino, abbiamo richiesto lo scuolabus ma per ora non ci lasciano speranze.

Tutti insieme organizziamo riunioni, assemblee, lavoriamo dove c’è bisogno, tutti si fa tutto e anche di più.

C’è un po’ di terra nascono i primi orti, qui sta avvenendo un miracolo, dove persone che non hanno nulla collaborano per costruirsi qualcosa insieme, nel rispetto delle differenze.

Ovviamente, ci sono i gruppetti, i romeni sono in tanti, la maggior parte delle comunità, ma organizziamo spesso feste in cui cuciniamo i piatti tipici di ogni paese e ascoltiamo e balliamo le diverse musiche..

I problemi di normale convivenza sono quelli di qualsiasi condominio.

Ho nominato solo qualcuno, ma siamo in molti tutti importanti, non posso farne un elenco, o omaggiato le donne che sono GRANDI DONNE, anche se siamo molto diverse condividiamo la serietà con cui portiamo avanti le cose.

Le istituzioni ci denigrano, abbiamo proposto di pagare le utenze, per non concedere la residenza non ci permettono di pagare.

La residenza garantisce diritti e legittima l’esistenza (non è per tutti).

Spesso ci mancano acqua e luce e con l’arrivo dell’inverno dovremo organizzarci.

Come si fa ad abbandonare la gente a se stessi, in un paese che non conoscono, in cui si comportano come farebbero a casa loro, nessuno li orienta, non li vogliono vedere, fanno finta che non ci siano, non li vogliono sull’autobus, immagina se li vogliono in classe coi loro figli…. Se solo ci dessero il pulmino le mamme non dovrebbero smuoversi con altri figli piccoli a carico sui bus cittadini, la gente non gli cede il posto, piuttosto si altera per lo spazio occupato da questi esserini che non pagano il biglietto.

Abbiamo spiegato l’importanza di essere in regola sui mezzi pubblici, del rispetto delle regole ma non so cosa rispondere quando mi dicono che loro sono costretti all’illegalità.

Ho una storia di immigrazione diversa, mamma ha raggiunto mio padre dopo molti anni che era già in Italia e poi hanno messo su famiglia, a pensarci bene anche io non ho i diritti degli altri ragzzi italiani.

Nelle calde sere d’estate penso mamma in cucina con la testa fra le braccia, che si domanda dove sia finita, sto male, l’aria diventa pesante, sento esattamente dov’è il cuore che inizia a palpitare, non so se muovermi o rimanere li finchè non passa, in quei momenti penso che possa scoppiare…

 

Stringo i pugni e vado avanti…. non so nulla di come sarà il mio futuro ma vorrei garantire qualcosa a questi bambini che seguono a malincuore i loro genitori in questi viaggi della speranza, in cui conosceranno l’indifferenza e la diffidenza e impareranno a sentirsi diversi…

 

 

Domani ci sarà l’ennesima manifestazione, vogliono sgomberarci entro fine Ottobre, è tremendo questo ha bloccato gli entusiasmi, anche i genitori iniziano a credere che non ha senso iscrivere i bambini a scuola, chissà dove saranno fra qualche mese, in un altro campo abbandonato, lontano dagli occhi, lontano dal cuore…..

Come si fa ad accettarlo?

Basta non incrociare il loro sguardo, sentire che hanno dei sogni, sono semplicemente bambini bisognosi di una guida, se noi riuscissimo a garantirgli l’istruzione, un tetto vero sulla testa, la continuità, o meglio una forma embrionale di normalità, potrebbero domani essere degli adulti consapevoli, socialmente inseriti.

Se perdiamo questa battaglia finiranno sperduti sul territorio , nascosti ma presenti, continueremo a vederli come zingari o immigrati, non educati, non inseriti, incivili….. chi gli nega il futuro?

Le istituzioni si rendono conto che, anche quelli non nati in Italia o da mamme Italiane, vivono il territorio e saranno le future generazioni….

Non capisco sono arrabbiata, il capitale è mobile l’uomo no!

I soldi hanno il diritto di viaggiare, muovere e smuovere, mentre gli uomini sono vincolati, manca una politica di integrazione concreta, ci sono ancora i CPT…..carceri per bisperati, colpevoli di aver cercato la sopravvivenza fuori dal loro Paese….

Non sono le differenze che ci dividono ma le similitudini, l’odio è odio in ogni lingua, la diffidenza, la paura per l’estraneo, ancora oggi miete vittime in lungo ed in largo, persiste e viene incentivata da una politica del terrore, individua una tipologia di nemico e ne motiva il diniego.

Si ha bisogno di certezze, di sicurezza, e sembra che qualcuno o qualcosa dall’alto giochi con le nostre debolezze.

Quando si va ad informare la gente sul nostro progetto, chi si sofferma ad ascoltare capisce la validità delle nostre richieste, ma la maggior parte ci scansa e ci additandoci come asociali, anticonformisti, abusivi….noi che chiediamo solo diritti?

Continuo a parlare come se fossi Italiana, al momento non ho ancora la cittadinanza….

Non avrei mai creduto di dover far fronte alle carenza del territorio con un autogestione….

Prima era un rifugio, per scappare dalle imposizioni dei miei genitori, oggi è la mia strada, voglio tutelare i diritti dei minori.

Ho capito che il rispetto è il cuore della società, insieme, arricchendoci delle nostre differenze possiamo farcela…ma serve tempo e lo sgombero imminente non l’ho concede.

Mi spaventa la falsa solidarietà a cui siamo abituati, assistenzialismo puro, sono disposti a darti da mangiare, in mense o nei vari istituti di ricovero, lasciando ettari ed ettari di terreno incolti a morire .

E’ illegale chiedergli di concederci un posto dimenticato, con accordi di auto-recupero, perché a loro serve per future speculazioni edilizie, ….non avevo mai pensato a questo…..non avevo ancora capito che la gente comune ha poca scelta e non può neanche credere di fare il contadino e soprattutto che non ci sono più spazi in cui l’interesse collettivo prevalga su quello monetario.

Proprio oggi Maria mi ha detto che studiando i bandi per l’inserimento dei giovani agricoltori, dopo mesi, si è dovuta rassegnare, sono solo per chi possiede già un terreno, non un aiuto per recuperarne uno abbandonato, finisce alle solite persone…D’altronde come fai ad avere un terreno se ti devi insediare come giovane agricoltore?

Devi prenderne uno in affitto mesi prima e poi rischiare di rimanere escluso e rovinato prima di partire?

Mi ha detto che a queste sue domande gli impiegati della regione le hanno risposto con un sorriso di rassegnazione, alcuni sono stati persino solidali, ma non hanno trovato una risposta logica.

Che strano il mondo degli adulti, fino a qualche mese fa mi sembrava perfetto, pensavo di non pianificare , invece avevo già in mente tutto nei miei schemi mentali: avrei studiato fino alla laurea, dopo diversi viaggi avrei trovato l’uomo della mia vita e messo su famiglia, la immaginavo con un buon tenore di vita grazie ai miei studi….

Oggi vedo la vita degli altri oltre la mia, non riuscirei a pensare solo a me stessa, ho condiviso incertezze e speranze, con gente mai vista dal nome impronunciabile, abbiamo riso reciprocamente delle nostre buffe abitudini, ma già da qualche giorno tutto mi è più familiare.

Non so proprio cosa sarà di me, né ciò che sarà di noi, si stanno creando dei legami spontanei, sono tutti molto solidali e quel poco che hanno è anche tuo.

Non mi sento più sola….. non voglio che i nostri bambini si sentono diversi e domani saranno loro a chiedere di andare a scuola, abbiamo anche fatto una mostra fotografica per informare i cittadini, speriamo che siano solidali…

Nel pomeriggio , incontreremo un gruppo di volontari, vorrebbero tenere dei corsi d’italiano per adulti, un altro passo in avanti verso la normalità, che va elemosinata, in giro per le strade a manifestare invece di preparare i campi da arare….

Intanto sono nati i primi pollai….ma le volpi e ne sono accorte subito, abbiamo ancora molto da imparare…

I lavori procedono anche se dall’esterno ci minano, con alti e bassi fra qualche settimana il cinema sarà pronto..

Si sta facendo un gran bel lavoro per quanto riguarda la figura della donna, le ragazze italiane , che sono più determinate dei maschi in molte occasioni, stanno informando le donne sull’importanza della prevenzione per le gravidanze non desiderate, inoltre c’è un regolamento interno contro la violenza alle donne, per cui se un uomo sbaglia in tal senso sarà allontanato dall’intera comunità…questo mi fa sentire più sicura.

Bussano mi sembra un lusso riuscire a rimanere tranquilla a scrivere come i vecchi tempi, cosa sarà successo ancora?

No!!!! ancora Marcella, una romena con due figli piccoli, in attesa del terzo, che con suo marito litiga di continuo, non in modo riservato, tutti si cerca di riappacificarli, alla fine si calmano le acque ma nessuno ci ha capito nulla…

…Vanno via mano nella mano, sembrano due adolescenti, in effetti hanno solo qualche anno più di me..

 

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