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Un percorso tra i rifiuti ed il loro smaltimento che in più post ci sta portando su vari aspetti del problema: dai rifiuti tossici all’affaire smaltimento rifiuti all’estero

In questa puntata, gli inceneritori: dalle ceneri da mettere in sicurezza … in Germania, alla paura mediatica di ritrovarsi come a Napoli, dall’esaltazione dell’incenerimento delle risorse allo spot per il futuro della Toscana (?)

A proposito di incenerimento dei rifiuti riprendiamo le riiflessioni di un medico pubblicate sul sito del Coordinamento della piana Firenze-Prato-Pistoia

Gentile Direttore,
con il recente scandalo di polli e uova tedesche alla diossina si ripropone ormai un rituale ricorrente e costante circa la sicurezza alimentare ( ricordiamo le mozzarelle campane, le pecore pugliesi, i suini irlandesi, i polli toscani) e che - proprio per queste sue caratteristiche - rischia di passare, come una notizia fra le tante, cui non si dedica l’attenzione che merita.
Col termine diossina si intende la TCDD (2,3,7,8–tetraclorodibenzo-p-diossina), nota come “diossina di Seveso” a causa dell’incidente occorso a Seveso nel 1976, pericolosa a dosi infinitesimali ( miliardesimi di milligrammo) e che è stata definita la sostanza più pericolosa mai conosciuta; affini a questa molecola ve ne sono tuttavia altre centinaia, con caratteristiche simili per cui si parla genericamente di “diossine”. Senza entrare troppo nei particolari ricordo che si tratta di molecole particolarmente stabili e persistenti nell’ambiente; nell’uomo la loro assunzione avviene per oltre il 90% per via alimentare, specie attraverso pesce, latte, carne, uova e formaggi in cui si accumulano essendo liposolubili.
Vengono trasmesse dalla madre al feto sia durante la gestazione che attraverso l’allattamento; a questo proposito dai pochissimi studi eseguiti- spesso per iniziativa spontanea dei cittadini sul latte materno, risulta che un lattante di di 5 kg si trova ad assumere quote di diossine variabili da alcune decine fino a centinaia di volte superiori al limite massimo indicato dall’UE.
Le diossine rientrano nel grande gruppo di sostanze denominate interferenti endocrini, agenti cioè che mimano l’azione degli ormoni naturali interferendo e disturbando funzioni complesse e delicatissime quali quelle immunitarie, endocrine, metaboliche e neuropsichiche. L’esposizione a diossine è correlata allo sviluppo di tumori (per la TCDD, linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) nonchè a disturbi riproduttivi, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, diabete, malattie della tiroide, danni polmonari, metabolici, cardiovascolari, epatici, cutanei e deficit del sistema immunitario. Forse non tutti sanno che trattandosi di sostanze così pericolose nel 2004 è stata stilata a Stoccolma una convenzione, sottoscritta da 120 paesi fra cui l’Italia, per vietare la produzione intenzionale ed imporre la riduzione di quella non voluta, peccato che il nostro paese sia stato l’unico a non averla poi ratificata!
Queste sostanze si formano in particolari condizioni di temperatura in presenza di Cloro per cui ogni processo di combustione, in particolare di plastiche, porta alla loro formazione e sono presenti non solo nei fumi ma anche nelle ceneri degli inceneritori. A questo proposito segnalo l’ennessimo, recentissimo, studio (1) che correla queste sostanze emesse da inceneritori ai linfomi Non Hodgkin. Lo studio è stato condotto in Francia su 34 pazienti affetti da linfoma residenti nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Besancon e su 34 sani . In tutti sono stati dosati nel siero queste sostanze trovando livelli sempre più alti e statisticamente significativi nelle persone esposte. Peccato che nello studio Moniter, quello condotto dalla regione Emilia Romagnaper valutare le ricadute degli 8 inceneritori presenti sul territorio, le diossine non siano state ricercate dove queste si accumulano, ovvero su matrici biologiche, nè tanto meno nel corpo delle persone o sul latte materno delle mamme esposte! Tuttavia, anche quando le diossine sono state ricercate e trovate, come nelle indagini eseguite in seguito allo sforamento del 2007 dell’inceneritore di Montale, indagini -ricordo- che hanno dimostrato in ben 6 su 10 campioni di polli, livelli ben oltre i limiti di legge, nessuna ordinanza di divieto al consumo è stata emanata, prassi consolidata in situazioni analoghe.
Ricordo che nei due mesi di funzionamento, da maggio a luglio 2007, si può stimare che dall’inceneritore di Montale (facendo una media dei valori emersi dalle analisi) siano stati emessi oltre 50 milioni di nanogrammi di diossine, ovvero quanto l’impianto avrebbe potuto emettere in 14 mesi di attività e pari alla dose massima tollerabile per circa un milione di individui adulti in un intero anno.
Ma torniamo all’attuale scandalo, che si presta ad alcune considerazioni interessanti.
Innanzi tutto esso viene viene fatto risalire alla somministrazione di mangimi contaminati da oli industriali ed altri inquinanti ai poveri animali, ma questo rischia di oscurare una altra recente notizia comparsa in precedenza (http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Diossina_nelle_uova_in_Germania/1285257 ) circa la contaminazione , oltre i limiti consentiti dalla legge, di ben il 28% di polli allevati all’aperto in Germania - che, lo ricordiamo, è il paese che ha il maggior numero di inceneritori, acciaierie ed impianti industriali in Europa-, quindi polli “ruspanti”, quelli che siamo abituati a considerare i più sicuri perchè allevati in modo naturale.
Questo dato deve fare molto riflettere, perchè parlare solo dei polli contaminati per colpa dei mangimi e non anche di quelli esposti alle ricadute di acciaierie, inceneritori ed altri impianti produttori di diossine, rischia di non mettere sufficentemente a fuoco le conseguenze che uno “sviluppo” industriale dissennato ha comportato, quasi questo fosse meno colpevole di chi ha deliberatamente nutrito gli animali con mangimi contaminati.
Nel primo caso la colpa è infatti dell’”ambiente”, ovvero di una entità che ci può apparire astratta ed il cui stato non viene percepito come una diretta conseguenza di assurdi comportamenti umani.
Non credo ci voglia molto a capire che avere distrutto la civiltà contadina, avere avvelenato il territorio con pesticidi e con le ricadute di impianti assurdi ed inquinanti come gli inceneritori non solo arreca incalcolabili danni all’ambiente e alla salute, ma mina la possibilità stessa di sopravvivenza delle generazioni future.
Proprio oggi 8.1.2026 ho visto una figura sul Sole24Ore con dati relativi all’agricoltura europea, che mostra come l’Italia sia destinata al fallimento anche sotto il punto di vista agricolo, settore primario, da cui tutti gli altri discendono e che dovrebbe rappresentare l’eccelenza nel nostro paese noto in tutto il mondo come patria del buon cibo. Da questo grafico emerge infatti che l’ andamento dei redditi agrari del 2010 rispetto al 2009 è: EU +12.3, Danimarca +54.8 (e per il 2050 ha pianificato l’uscita dal fossile), Olanda +32, Francia + 31, Germania + 23, Spagna + 7, Italia - 3.3 (con calo sup. agricola di 19.200 kmq negli ultimi 10 anni), UK -8.2, Grecia -4.2, Romania - 8.2.
Tutte queste riflessioni vogliono ancora una volta ribadire il concetto che è arrivato il momento del cambiamento, dobbiamo riconoscere il fallimento del modello di sviluppo della attuale società che evidentemente non si cura delle conseguenze delle proprie scelte e che è arrivata perfino a contaminare le basi stesse dell’alimentazione inquinandoanche l’alimento più prezioso al mondo: il latte materno!
Preoccuparsi dell’infanzia e delle possibità di sopravvivenza delle generazioni future dovrebbe essere al primo posto nei pensieri di una comunità civile.
Cordiali saluti
Patrizia Gentilini
Medico oncologo ed ematologo
(1) Viel J. et al Increased risk of non Hodgkin Lymphoma and serum organochlorine concentrations among neighbors of a municipal solid waste incinerator, Environ Int (2010)

fonte e articolo completo

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All’attenzione di :

Al presidente del Consiglio dei Ministri
Al ministro dell’Ambiente

Gentili Amministratori, alla luce di quanto ho scoperto durante lo studio per scrivere ASSO DI MONNEZZA, unito ai cittadini sottoscrittori dell’appello

CHIEDIAMO:

-L’inserimento del REATO CONTRO L’AMBIENTE all’interno del Codice penale Italiano affinché venga perseguito, come nel resto d’Europa, con maggiore serietà. Oggi in Italia il danno all’ambiente riguarda solo il Codice civile, e di conseguenza molto spesso, il delinquente che provoca un danno all’ambiente se la cava con una semplice ammenda pecuniaria;

-Il divieto di apertura di nuove discariche, come quelle a Terzigno (NA) a Senise (PZ) ecc; la chiusura della discarica di Malagrotta (Roma), la più grande d’Europa, la bonifica definitiva di tutte le discariche utilizzate dallo Stato italiano e adesso dismesse quali quella di Giugliano, Pianura ecc.;

-La cancellazione di qualsivoglia aiuto finanziario governativo (CIP 6) per la costruzione di nuovi inceneritori e termovalorizzatori;

-La creazione di una Commissione Europea di inchiesta che indaghi sulle responsabilità del mondo politico italiano e delle infiltrazioni malavitose nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Nello stesso tempo si chiede di fare luce sulle responsabilità del Commissariato per l’emergenza dei rifiuti in Campania che ha avuto da gestire, in 14 anni, 2 miliardi di euro che, agli occhi di tutti, appare un furto istituzionalizzato visti i pessimi risultati raggiunti. Si chiede altresì che i responsabili dell’inefficienza vengano costretti alle dimissioni e a versare fondi propri a titolo di risarcimento dei danni creati alla collettività e all’ambiente;

-Visto che la Legge italiana considera il CDR “semplice combustibile” derivato dai rifiuti e ne autorizza l’incenerimento anche nelle centrali a biomasse;

-Visto che detto CDR è considerato dall’ U.E. “rifiuto particolare” al cui interno sono presenti plastiche e derivati dal petrolio che non possono essere bruciati come semplici combustibili e senza i necessari controlli;

-Visto che l’ U.E. il 22.12.2025 ha condannato l’Italia perché ha autorizzato detto incenerimento del CDR nelle centrali a biomasse:
chiediamo la sospensione dei lavori per le seguenti centrali a biomasse oggi in costruzione sul territorio italiano: Stigliano (MT), Mercure-Parco del Pollino (PZ), Pontinia (LT), Tricarico (MT), Fermo (AP), Fragnano (TA), Schieppe (PU).

 

 


Firma la petizione
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Fra una rottamatina al PD ed un’intensa ricerca per forare Firenze in ogni dove (dai tunnel TAV ai tubini, dai parcheggi alla tramvia), il rampante Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha anche il tempo di farsi vedere nelle scuole fiorentine.

Diremmo tutti “bravo il Sindaco che và per le scuole”, se non fosse che durante un intervento davanti ai giovani alunni ha voluto asserire, in merito agli inceneritori, che “l’intera comunità scientifica concorda nel ritenere che gli impianti di incenerimento non provochino danni alla salute.”

Il sindaco sembra quantomeno mal informato considerando, ad esempio, quanto recentemente affermato da alcuni medici riuniti a Parma: «ci sono vantaggi non solo sanitari, ma anche economici a non fare l’inceneritore. Il problema è politico. Non c’è il coraggio sufficiente per scegliere le alternative. Oggi costruire l’inceneritore in zona urbana costruisce un crimine contro l’umanità» ha affermato Dominique Belpomm, oncologo e presidente dell’associazione per la ricerca terapeutica anticancro.

A tal proposito è sufficiente ricordare che vicino a noi, nella nostra Toscana, esiste l’esempio di Capannori che ha dichiarato l’obiettivo “RIFIUTI ZERO entro il 2020″ e che riesce a raggiungere oltre l’80% di raccolta differenziata; in altre parti d’Italia il modello Centro Riciclo “Vedelago” rappresenta un’ulteriore proposta concreta al problema dello smaltimento dei rifiuti.

Firenze 5 stelle – MoVimento si unisce alla richiesta del Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze-Prato-Pistoia per un incontro pubblico al fine di rendere informata l’amministrazione pubblica ed i cittadini sulle alternative che in altre parti di Italia e del mondo funzionano efficacemente.

Sempre naturalmente che dall’ultimo incontro con la dott.ssa Gentilini (oncologa ,accusata dallo stesso Renzi di essere una apprendista alchimista) il Sindaco abbia imparato le basi della politically correct

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La lettera aperta al Sindaco del Comune di Firenze, Matteo Renzi da parte del Coordinamento

Gentile Sindaco,

Le scriviamo perché alcuni genitori di una scuola da Lei visitata di recente, ci hanno riferito che, rispondendo ad una domanda rivoltaLe da un alunno, Lei ha affermato che presto anche Firenze, come altre città, grazie all’inceneritore previsto a Case Passerini, produrrà dai rifiuti energia che possiamo definire pulita poiché - secondo quanto da Lei affermato - l’intera comunità scientifica concorda nel ritenere che gli impianti di incenerimento non provochino danni alla salute.

Siamo sicuri che Lei, soprattutto in quanto responsabile e garante della salute dei cittadini da Lei amministrati, abbia fatto tali affermazioni basandosi su dati certi e su documentazioni medico-scientifiche più che attendibili.

Poiché però ai genitori che si sono rivolti al nostro comitato ed a noi stessi, risulta che, al contrario, ci siano molti medici ed epidemiologi che, dati alla mano, sostengono la pericolosità degli inceneritori, anche di quelli di nuova generazione, e che anzi sui danni sanitari provocati dalle emissioni convenga gran parte della letteratura specialistica, Le scriviamo per invitare Lei e i rappresentanti della comunità scientifica a cui si riferiva, ad un confronto sereno e pacato sull’argomento, che, ne converrà, è della massima importanza e merita di essere chiarito, più di quanto sia avvenuto fino ad ora, una volta per tutte.

Tanto più che quanto viene dato per scontato andrà sottoposto, come previsto dalla legge, alla Valutazione di Impatto Ambientale che contiene, insieme alla verifica della sua realizzabilità, anche quella delle sue alternative.

Siamo certi di trovare in Lei, signor Sindaco, che dell’informazione e della partecipazione intende fare uno dei cardini della sua prassi politica, un interlocutore disponibile al confronto, aspettiamo quindi, quanto prima, una sua risposta affermativa e una data possibile per l’incontro.

Noi proponiamo che questo possa avvenire in un incontro pubblico che ci piacerebbe davanti al mondo delle scuole fiorentine: potrebbe essere un modo di formare, di informare e anche di sentire l’ opinione dei giovani cittadini di Firenze sul futuro dei quali ricadranno, nel male e nel bene, le scelte che verranno fatte .

Siamo pronti a dettagliare con Lei modalità dell’incontro ed attendiamo in proposito un contatto con i Suoi uffici.

Le porgiamo Cordiali saluti

Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato Pistoia

Il blog del Coordinamento - segui il link

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fonte: informazionedalbasso.myblog.it

 

 

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In nome della legge vi intimo di sciogliervi……..

l linguaggio della politica e di una certa pseudo-informazione, si guarda bene dall’utilizzo di termini che possano in qualche modo evocare immagini negative, e che riportino alla mente scenari poco rassicuranti.

E’ per questo che all’opinione pubblica viene continuamente detto che si tratta di termovalorizzatori e non di inceneritori, ma in realtà con questo metodo si “valorizza” ben poco.

Questo si sa, è noto da tempo, ma le istituzioni prima, e l’informazione poi, si ostinano a “valorizzare” i termini sbagliati.

Facciamo notare che il termine TERMOVALORIZZATORE non viene inoltre mai utilizzato nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di “inceneritori”.

Fonte Grilli versiliesi

 

venerdi 8 ottobre ore 20,30

sala dell’Annunziata, S’Agostino, Pietrasanta

Progetto Pietrasanta organizza una tavola rotonda

dal titolo

“il termovalorizzatore di Falascaia, quale futuro?”

parteciperanno esponenti Politici comunali e Provinciali, esperti nel settore medico oncologico, esperti Arpat, ausl 12 Versilia, il presidente del consorzio tutela Ambiente della Versilia e i comitati cittadini.

Scarica il volantino : falascaia

 

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Ha messo in fumo ogni dubbio ai contrari all’inceneritore, ha posto domande e dubbi a chi è invece convinto della necessità di un impianto di questo tipo.

Auditorium Paganini di Parma pieno, ieri sera, per l’incontro sulle conseguenze del termovalorizzatore sulla salute umana, organizzato dal coordinamento gestione corretta rifiuti e dall’associazione medici per l’ambiente.

Ottocento persone hanno ascoltato gli interventi di biologi, pediatri e oncologi che si oppongono alla soluzione di incenerire i rifiuti.

«Ho accettato di essere a Parma nel nome del giuramento di Ippocrate» – ha detto Dominique Belpomme, uno degli ospiti più attesi, oncologo, presidente dell’associazione per la ricerca terapeutica anticancro -. Ogni volta che i medici si sono mobilitati sono riusciti a rallentare o a fermare l’inceneritore. Si vincerà anche qui». Secondo il medico francese «ci sono vantaggi non solo sanitari, ma anche economici a non fare l’inceneritore. Il problema è politico. Non c’è il coraggio sufficiente per scegliere le alternative. Oggi costruire l’inceneritore in zona urbana costruisce un crimine contro l’umanità».

Non devo aggiungere altro a questa notizia che è stata pubblicata sulla “Gazzetta di Parma”, costruire gli inceneritori non è il futuro dello smaltimento dei rifiuti, è uccidere il futuro delle nuove generazioni, nella sola ottica di fare guadagnere lobby e amministratori ce devono quadrare i loro bilanci. E’ la politica del “denaro” che non vede al di là dei prossimi cinque giorni. Per difenderci dobbiamo riprenderci la gestione del nostro futuro, senza inceneritori …. senza rifiuti …. con molti medici che difendono l’ambiente.

fonte

E in Toscana ?

Nell’ area metropolitana della piana fiorentina si fa dimenticare ai cittadini dei rischi alla salute con un progetto di inserimento paesaggistico dell’impianto di Sesto Fiorentino.

Il nuovo impianto d’incenerimento dei rifiuti dell’area fiorentina a Case Passerini non sarà nascosto alla visuale ma ben visibile e inserito come elemento del paesaggio all’interno di un’area che sarà riqualificata in modo omogeneo con i progetti ambientali relativi alle aree circostanti. È quanto prevedono le linee guida architettoniche per la realizzazione dell’impianto ebaorate da docenti, ricercatori e studenti del corso di laurea in design industriale dell’Università degli Studi di Firenze, che definiscono le ipotesi progettuali per l’inserimento visivo e paesaggistico.

” E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare”

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