“La libreria è tempio della parola, dove questa viene protetta“.

Così Saviano apre l’incontro avvenuto alla libreria Feltrinelli di Firenze (ieri sera 16 Marzo), durante la presentazione del suo ultimo libro “Vieni Via Con Me“.

Un ‘ora di monologo cioè, in cui lo scrittore di Gomorra ha esposto di fronte a una folla di trecento persone circa, e altrettanto tremila davanti al maxischermo posizionato fuori dai locali per l’occasione, i punti fondamentali della sua strategia di azione letteria a tutela della democrazia.

Le dittature , spiega, hanno paura di chi legge , perchè leggere fa riflettere e mettere in discussione il potere. Perchè per esempio, la giornalista russa Politowskaia, era così temuta dal governo russo che vantava un esercito di intellettuali ruffiani al prorpio servizio pronti a smentire i suoi articoli ? Perchè quando raccontava della Cecenia, questa non era più lontana e le sue storie arrivavano quindi alla gente che se ne sentiva coinvolta, si indignava, e protestava.

La potenza delle sue storie cioè, avvicinava i popoli a realtà che altrimenti i governi e le mafie volevano far passare inosservate o sottotaciute.

L’isolamento , prosegue il giovane campano mentre la folla lo ascolta ammirata, è uno strumento del potere per tenere distanti le masse dai fatti di attualità e da ciò che li riguarda da vicino. Più le persone si sentono sole, distanti, e impotenti sull’andamento delle cose, più rinunciano a esprimere il proprio diritto di critica che è invece la linfa vitale della democrazia. “Tanto niente cambia, è tutto uno schifo, rimane sempre tutto uguale” Sono le frasi simbolo dello sconforto naturale in cui cadono le popolazioni e che è quello che vogliono i poteri, poichè la democrazia si nutre invece del dissenso.

E’ naturale dunque che chi lo esercita e usa la parola per fra riflettere e sviluppare lo spirito critico, viene attaccato dai governi, che come unica arma contro questo meccanismo d’informazione hanno solo la delegittimazione. Raccontare le contraddizioni di un paese , conclude, non è invece un modo per criticarlo e lederne l’onore, ma bensì un modo per amarlo.

LA DEMOCRAZIA E’ UN MUSCOLO. SE NON LO USI SI ATROFIZZA.

MariaLuisa C.
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Il nuovo anno / decennio inizia con un quiz: qual’è il video farlocco (falso, tarocco ..) ?

Cerca le differenze, rendi acuti i tuoi sensi e scopri il vero messaggio, il vero significato del messaggio di fine 2010 ed inizio nuovo decennio

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E’ il nostro modo di festeggiare i compleanni: ospitare idee …..prima che passi il comma del “diritto di rettifica” del DDL intercettazioni, che deprimerà la rete e limiterà i blogger nella pubblicazione delle idee e dei pensieri.

L’attacco alla web-diligenza dei novelli indiani continua

fonte

Firma anche tu “Lettera aperta contro il BAVAGLIO ALLA RETE”, l’ultimo tentativo per gli emendamenti al DDL INTERCETTAZIONI che mira al blocco della rete

Islanda: la nazione che si sbavaglia

Il governo di Reykjavik ha approvato una legge che difende chiunque pubblichi, su Internet, documenti segreti che siano di interesse pubblico. Come la legge islandese può complicare la realizzazione del bavaglio in Italia.

«Un paese di guardoni, incapace di farsi gli affari suoi».

Non dovremmo stupirci se prossimamente sentissimo da qualche esponente del nostro governo una dichiarazione del genere parlando dell’Islanda e della nuova legge che punta a difendere dai processi chiunque pubblichi su internet dossier segreti e notizie riservate di interesse pubblico.

Mentre sull’italico suolo, col pretesto di difendere la privacy dei cittadini, si discute su come poter azzittire una volta per tutte le voci fuori dal coro dell’informazione a reti unificate, minacciando multe da capogiro agli editori e carcere per i giornalisti, nel Paese nordico il governo all’unanimità ha dichiarato di voler difendere a tutti i costi la libertà d’espressione e il diritto dei cittadini ad essere informati.

Come dire che c’è chi gli scudi li fa per proteggere gli evasori fiscali, invitandoli a riportare i soldi in Italia con la certezza di non dover dare alcuna spiegazione sulla loro provenienza e chi invece li progetta per difendere la verità.

Modi diversi di intendere la democrazia.

La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lo scorso 16 giugno, prevede che, nel caso in cui documenti riservati venissero sottratti per un interesse pubblico ed inseriti sul web da un server con base in Islanda, la giustizia di Reykjavik non solo non potrà impedirne la divulgazione, ma non potrà nemmeno consentire a tribunali esteri di comminare condanne in base a leggi che divergono dalle norme islandesi.

La legge, inoltre, dà il diritto alla società proprietaria del server di difendersi a sua volta da qualsiasi forma di intimidazione, sotto forma di minacce di querele dai cifre a sei zeri, potendo intentare una contro-citazione davanti a una corte dello stato islandese.

Le notizie che provengono dalla nazione insulare nel nord dell’oceano Atlantico non sono solo l’effetto di una eco di controtendenza rispetto alle forme di restrizione delle libertà che caratterizzano parecchie zone del mondo, dove quello di fare il giornalista è un modo per sprezzare il pericolo, ma promettono di incidere con forza nelle scelte politiche di molti governi.

Stando così le cose, sembra, infatti, complicarsi di non poco la missione del ministro della Giustizia Angelino Alfano di redigere una legge che riesca a impedire le attuali libertà di cui gode il giornalismo italiano, poiché oltre a dover affrontare in patria le proteste di una larga parte della società civile, dovrà fare i conti con la possibilità che le notizie “proibite” potranno trovare ospitalità presso i server islandesi per poi essere riportate in maniera legale dai quotidiani italiani.

Tranne che non si faccia una legge ad civitatem che recitasse qualcosa come “nel caso in cui si risieda in Italia, la nazione Islanda e tutto ciò che essa concerne è da ritenersi come la proiezione fantastica di una mente perversa seguace del male e, perché no, anche comunista”.

Nella foto: una vignetta di Vauro Senesi sulla libertà d’informazione

Simone Olivelli

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Oltre agli articoli sulle intercettazioni all’interno del DDL c’è l’art. che estende a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica ( previsto dalla disciplina sulla stampa del 1948), obbligando di fatto tutti “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all’eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di “gestore di sito informatico”: la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

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f.to Raiperunanotte

Grazie soprattutto al centinaio di persone che si è unita a noi per vedere la trasmissione in un momento di splendida aggregazione

Abbiamo conosciuto persone nuove ed abbiamo ritrovato gli amici di sempre.

Non disperdiamoci, continuamo a tenerci in contatto per le prossime iniziative in difesa della libertà di espresssione e in difesa dei beni comuni.

Il prossimo Lunedì ci sarà l’opportunità di conoscerci meglio all’Assemblea del Meetup Firenze5stelle presso la sala polivalente alla Parrocchia S.Maria a Coverciano in Via Manni

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