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MoVimento 5 Stelle

Firenze - 
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La befana con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
da regalare ai bimbi buoni

DOMENICA 6 GENNAIO 2013

Teatro dell'Affratellamento

Via Giampaolo Orsini, 73

Firenze sud



- Animazione e laboratorio di riciclo organizzati da volontari per tutti i bambini

- scambio/baratto tra bambini di vecchi giochi ... portate i vecchi giochi in buono stato

- Raccolta fondi per " il nido dei pippi" associazione casa/famiglia che s' mpegna per il sostegno psico fisico verso bambini nati in condizione disagiate

Evento promosso da MoVimento 5 Stelle Firenze



Info:
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10 sfumature di Renzi


Firenze - 

Per la serie "lettere dalla rete" pubblichiamo  alcune considerazioni di Tommaso Fattori  sull'operato del sindacocandidatopremierMatteo Renzi , considerazioni che ci trovano concordi, che anche noi cittadini del MoVimento 5 Stelle avevamo raccolto, ma in questa lettera aperta sono ben riassunte

Sedetevi e prendetevi un po' di tempo per le "10 sfumature di Renzi" per sapere come e cosa si propone con il  vecchio Stil Novo del Cayman(o) di Rignano

Lettere dalla rete è uno spazio a disposizione dal blog per le opinioni ed i messaggi dei cittadini

 

Il vecchio Stil Novo del Cayman(o) di Rignano

Di Tommaso Fattori

La "notte prima delle primarie" e la prima poltrona di Renzi, grazie a Rutelli

Ci sono tanti modi di trascorrere "la notte prima delle primarie": fra i peggiori c'è sicuramente quello di trovarsi a scrivere un'email sul nuovo Cayman(o) Matteo Renzi. Oltretutto che senso ha? Un'email (o un post-facebook) così tardivo neppure ha il senso (eventuale) di convincere 2 o 3 conoscenti a non votare il Richard Nixon di Rignano sull'Arno. Troppo tardi. Eppure un senso per me ce l'ha, mi sento di assolvere ad un piccolo "compito morale", etico, civico. Dopo aver ricevuto l'ennesima email che m'invita a votare Renzi il "rinnovatore" (fra cui quella che rimanda al blog di un certo signor "Sola": un nome, un programma), email piena di inconsistente retorica, sento di poterne più e di volermi inutilmente rovinare il sabato notte.

Prima di tutto "adesso" a Firenze è iniziato ben 9 anni fa, quando (grazie ad un accordo spartitorio in grande stile), il Cayman(o) ottiene, grazie a Rutelli, di poter avere la sua prima poltrona: quella di Presidente della Provincia di Firenze.

Dalle peggiori "pratiche" spartitorie arriva il primo posto per il Cayman(o): l'alba di un nuovo giorno (che poi in Italia è uguale al giorno prima, come ne il "giorno della marmotta").

Le istituzioni come "trampolino": il j'accuse di Pier Luigi Vigna

Al Cayman(o) di Rignano -come è noto- non importava un fico secco della Provincia di Firenze. L'obiettivo è stato fin da subito ben chiaro: usare la Provincia (l'istituzione e i soldi pubblici) per diventare Sindaco di Firenze, per poi usare Firenze al fine di ottenere un ruolo politico nazionale. Uso di soldi pubblici, assunzioni a man-bassa degli "amici suoi" (gli stessi che ora vuol mandare in Parlamento: in caso di sconfitta «porterò un po' di amici miei» in Parlamento, si lascia sfuggire Renzi in un fuori onda), società messe in piedi per convogliare denaro della collettività in iniziative finalizzate in ultima analisi a costruire l'immagine pubblica di Matteo Renzi, a saldare relazioni, a farsi amica e acquiescente buona parte della stampa locale.

Questa spregiudicatezza e lo scaltro "uso" delle istituzioni come "predellino" è stato lucidamente colto dal compianto Pier Luigi Vigna (che di personaggi scaltri ne aveva incontrati molti nel suo lavoro). Vigna non ci sta ad essere "usato" a sua volta dal Nixon di Rignano per i suoi scopi extra-istituzionali (di carriera e potere). Vigna si dimette - con una lettera assai amareggiata- dal suo incarico di consulente speciale per la sicurezza del Comune di Firenze: "non ho mai considerato positivamente chi opta per lo svolgimento di una determinata funzione pubblica come un trampolino di lancio per conseguirne un'altra del tutto diversa". Aggiunge Vigna: è ormai chiaro, "poiché emerge anche da tue dichirazioni pubbliche", l'intento di usare il ruolo di Sindaco di Firenze per ottenere ben altro, mentre io "ho sempre pensato che ogni funzione pubblica non possa essere strumentalizzata".

Per il Nixon di Rignano la parola "coerenza" non esiste (ma nemmeno per gli italiani)

Ma della coerenza non importa più nulla a nessuno, è evidente.

Nel paese in cui Bossi esce dal governo dando del mafioso a Berlusconi per poi tornare al governo col "mafioso" come su nulla fosse, cosa vuoi che importi se "il rinnovatore" di Rignano ha dichiarato che per lui ciò che contava era "solo" fare il Sindaco di Firenze ("il mestiere più bello del mondo")?

Il Nixon di Rignano, nel corso della campagna per diventare Sindaco, anzi, se la prendeva - bacchettandoli severamente, quasi fosse Catone il Censore nell'antica Roma- con gli altri candidati a Sindaco del centro sinistra con incarico parlamentare: "prima dovete finire il mandato".

Più precisamente il Nixon di Rignano dichiara: "c'è solo una cosa che dovrebbe farci riflettere: a me piacerebbe che, quando uno si candida, fosse in grado di non lasciare a mezzo un lavoro. Credo che quando uno è stato eletto in parlamento avrebbe fatto meglio a finire il lavoro in parlamento o viceversa a non candidarsi in parlamento e candidarsi direttamente al Comune di Firenze. Perchè...finiamo un mandato e poi preoccupiamoci del resto!".

Renzi sapeva già allora di mentire, ossia sapeva bene che lui medesimo, al momento giusto, se ne sarebbe infischiato di finire il mandato di Sindaco, ma intanto agli avversari ammanniva la sua lezioncina populistica.

Tanto poi chi se lo ricorderà?

Giorni fa, alla Stazione Leopolda, in un momento di rara sincerità, ha dichiarato candidamente "aspettavo questo momento da 18 anni": altro che il mestiere più bello del mondo, era qui che voleva arrivare fin dai tempi in cui "catoneggiava" contro gli avversari, come aveva ben inteso Vigna.

Un personaggio simile, in qualunque paese civile, prenderebbe il solo voto dei cari congiunti (a proposito, l'avete vista la copertina che si è fatto fare su "Oggi" affiancato dalle 2 povere nonne - dopo che gli avevano spiegato che lo slogan della "rottamazione" non piaceva agli anziani? Letteralmente, pur di vincere venderebbe anche la nonna).

Il Sindaco assente: dai 100 punti lasciati a metà alla Tramvia ferma

Che diavolo abbia fatto il Nixon di Rignano una volta Sindaco di Firenze, a parte lavorare per la sua candidatura nazionale e a parte l'operazione-immagine "pedonalizzazione Duomo", non è chiaro.

Negli ultimi mesi è in camper ma anche negli anni precedenti era assai più affaccendato a costruire relazioni con industriali, banchieri e finanzieri, dedicato a fare "public relations" con tutto il "potenziale elettorato" che ad amministrare la città.

I famosi 100 punti del programma erano in gran parte di facilissima attuazione, scelti a posta per poter essere realisticamente attuati "in 100 giorni" (memorabile "il percorso di footing più bello del mondo. Realizzazione di un percorso di footing di circa un'ora tra le meraviglie della nostra città. Per turisti e residenti") e malgrado ciò, dopo oltre 1200 giorni, circa il 60% dei 100 punti è ancora inattuato, soprattutto quelli "chiave".

L'elenco dei problemi che derivano da questa colpevole incapacità amministrativa sarebbe infinito ma se prendiamo un tema a caso, la mobilità, vediamo non solo che le piste ciclabili annunciate non sono state fatte (in vista dei mondiali del ciclismo qualcosa si muoverà, per non rischiare una figura barbina) ma che le linee 2 e 3 della Tramvia, dopo 4 anni, sono chimera: cantieri fermi, impressionante levitazione dei costi, probabile perdita dei finanziamenti europei, ossia ulteriori immani costi scaricati sulla collettività.

Perché? Molto probabilmente per non avere "impopolarissimi" cantieri aperti in città mentre Renzi tenta il grande salto nazionale.

Ma lo slogan del nostro Nixon è immancabilmente efficace, inossidabile a qualunque smentita empirica: "noi stiamo cambiando Firenze. Noi siamo l'amministrazione che le cose le fa, perché il dramma è che oggi le cose vengono annunciate e poi non fatte". Geniale.

In Consiglio comunale, poi, il Nixon di Rignano non si presenta proprio: le sedute a cui è stato presente si contano sulle dita di una mano. Tanto da dimenticarsi che per esempio Sel non è più in coalizione (ripete sempre, sapendo di mentire, "a Firenze governiamo con SEL" e lo ha fatto anche recentemente a Porta a Porta)

L' "altra metà del cielo" (sigh) e le tasse: ancora bugie

Su Firenze si potrebbe continuare. Fra i punti di programma attuati, dice il Nixon di Rignano, c'è il fondamentale punto 1 (proprio il numero 1!): "1. Pochi, ma buoni. Faremo una giunta di sole dieci persone, con cinque uomini e cinque donne".

Fantastico, autentico innovatore! Solo dieci e parità di genere.

Vero che a Firenze toccherebbero 16 asessori ma il Nixon di Rignano dimentica di dire che a Firenze 16 assessori non ci sono mai stati e che nella giunta precedente gli assessori erano...10!

Quanto alle donne (l'"altra metà del cielo", così le chiama Renzi, e un brivido corre lungo la schiena) rivendica di averne tante in giunta ma dimentica di segnalare che ne ha eliminate tante dalla presidenza di posti chiave come le società partecipate.

Renzi straparla di "merito" (altro suo slogan: "a un giovane direi che questo sarà un Paese dove trovi lavoro se conosci qualcosa e non se conosci qualcuno") ma a lui piacciono prima di tutto gli amici, i suoi amici.

L'innovatore, nel fuori onda  che ho già ricordato, ha dichiarato «porterò un po' di amici miei in Parlamento»: la nuova politica, non c'è che dire. Ma è soprattutto agli amici maschietti (la prima metà del cielo) che riserva i posti di comando.

Alcuni amicissimi -come l'amico d'infanzia Carrai, detto "meritocrazia" perché il suo principale merito è proprio essere amico del meritocratico Renzi- stanno pure su più poltrone chiave contemporaneamente, per nomina diretta dell'amico Renzi che lo ha fatto presidente della municipalizzata Firenze Parcheggi (che poi sponsorizza tantissime attività culturali care al Cayman di Rignano), ma anche consigliere d'amministrazione del Gabinetto Vieusseux, ma anche consigliere della Cassa di Risparmio di Firenze (ente azionista di Banca Intesa San Paolo).

Inutile dire che dietro il finanziamento delle campagne di Renzi c'è Carrai: lui organizza le cene con l'alta finanza, lui raccoglie denari, lui è amico di Zingales e di importanti pezzi della destra repubblicana Usa.

Quanto agli argomenti più falsamente sbandierati da Renzi per mezza italia (in camper), c'è quello - dal sapore vagamente berlusconiano- della "riduzione delle tasse" a Firenze.

Eh sì, perché il Nixon di Rignano continua a ripetere che a Firenze le tasse si sono abbassate (poi dirà anche che ha creato un milione di posti di lavoro?).

Pure in questo caso è presto svelato l'inganno. Vero è che l'IRPEF è stata abbassata ma tutto il resto è aumentato: Cosap, Tia, IMU e financo i parcheggi.

Della riduzione IRPEF (come congegnata a Firenze) hanno peraltro beneficiato i più abbienti: per i redditi inferiori a 15.000 c'è stato un risparmio di 9 euro, mentre per i redditi superiori ai 75.000 euro il risparmio è stato di ben 132 euro.

Una idea di equità balzana: forse suggerita anche questa dai maghi della finanza speculativa amanti delle Cayman?

Dal 2009, anno dell'arrivo di Renzi a Palazzo Vecchio, i debiti del Comune di Firenze sono aumentati del 20 per cento e in questi giorni la situazione è precipitata (dopo aver fatto un bilancio preventivo sbagliato Renzi adesso si prepara al taglio degli investimenti per 73,7 milioni di euro su scuola, cultura, strade e ambiente).

In passato sono state approvate oltre cinquanta delibere senza il parere di regolarità contabile, motivo che ha spinto l'ex assessore al bilancio Claudio Fantoni a dimettersi per "insanabili divergenze sulla gestione economico finanziaria"

Fidarsi?

In una delle email che ho ricevuto pro-Renzi il ritornello è la "fiducia": "io mi fido di Renzi", con una sfumatura quasi religiosa, perché diciamocelo, c'è tanta brava gente che vota Renzi (e pure fra i suoi collaboratori, senza dubbio), ma c'è un nucleo di "iniziati" al renzismo che mi ricorda una specie di Scientology, una setta che semplicemente "si fida", fa un atto di fede, "sente" che Renzi è il nuovo (un po' come Renzi ha "sentito" che il Piano "Fabbrica Italia" di Marchionne era affidabile, o come ha "sentito" il Leonardo nascosto nel Salone dei '500 -  nascosto talmente bene che non è mai stato trovato).

- Salotti privati e pubbliche funzioni: pic-nic ad Arcore

Io invece non mi fido di una persona che è andata (nelle sue intenzioni di nascosto), a pranzo ad Arcore da Berlusconi. Non mi fido di chi, nel giustificarsi dopo essere stato "scoperto", afferma essere del tutto normale (persino giusto) che una discussione centrata solamente sui destini dell'amata Firenze (il che è piuttosto improbabile) invece che svolgersi trasparentemente in spazi e tempi istituzionali (ad esempio Palazzo Chigi) si svolga in salotti privati: questa è la vecchissima politica, non la nuova.

- La regia del Grande Fratello

Non mi fido di chi ha scelto come spin doctor e primo consigliere Giorgio Gori (qualcuno dice silenzioso "burattinaio", vero Grande Fratello), il potentissimo Guru responsabile delle 3 reti Mediaset, l'uomo che ha rovinato con i suoi programmi metà paese creandone l'immaginario attraverso programmi come il Grande Fratello o L'isola dei famosi.

E' Gori che ha plasmato il "nuovo Renzi", è lui che gli invia "sms" durante i programmi TV (è stato detto: "Renzi potrà governare finchè c'è campo"), che elabora gli slogan, che ha inventato i "format" della Leopolda, che dal piccolo democristiano dirigente di partito ha tirato fuori il nuovo imbonitore di folle, pieno di battute e "slogan" ossessivamente ripetuti in TV, alla radio, nei comizi.

Unico saldo trait d'union fra il Renzi pre-gori e il Renzi post-Gori è la straordinaria carica narcisistica del Nixon di Rignano ("benvenuti nel mio ego" è la fulminante battuta del comico che lo imita), che lo rende evidentemente anche uno scolaro modello nella goriana scuola di partito post-moderna: quella del partito "personale". Secondo le parole elogiative dello stesso Gori, in una recente intervista a Pubblico: "Matteo è bravissimo: si sofferma su ogni parola, controlla, esattamente come si fa in tv ogni passaggio dei suoi discorsi e lavora per migliorarsi. Fammi un esempio? -domanda Telese- Gori continua: c'è un passaggio cardine del suo racconto, quando spiega come vuole sostenere il potere di acquisto delle famiglie. E cosa diceva? «Darò cento euro». E la gente non reagiva come doveva. E allora che hai fatto? domanda ancora il giornalista. E Gori: gli ho detto una piccola cosa: devi aggiungere 100 euro al mese. Dalla volta successiva, la platea applaudiva. Se hai lavorato sulle curve dello share minuto per minuto sai che in ogni secondo si comunica qualcosa, e che la reiterazione esige chiarezza..". Fine della citazione.

Insomma, ci spiega indirettamente Gori, quel che sembra "naturale", spontaneo, persino improvvisato è frutto di un lungo lavoro quasi ossessivo di "marketing" elettorale, una specie di recita in stile mediaset.

- Finanziatori "segreti"

Non mi fido di uno che ha potenti finanziatori segreti; per carità, non è certo tenuto a far nomi ma nella sua "recita" la parola trasparenza è una delle parole chiave. Sono segreti i nomi ma è segreta anche l'entità dei finanziamenti ricevuti, anche se qualcosa, nel tempo, è via via emerso, a partire dai partecipanti alla famosa cena con la finanza a Milano.

- Il Cayman(o) Serra

Non mi fido di Davide Serra, che il Nixon di Rignano ha prescelto come consigliere economico. Non solo perché Serra è l'uomo dell'Algebris Investments (Cayman) Ltd, registrata per l'appunto alle Isole Cayman (e definita nei bilanci delle società inglesi di Algebris «ultimate controlling party»), non solo perché gli hedge funds sono quelli che hanno speculato sull'euro e sul debito pubblico italiano, ma proprio perché è la finanza speculativa il cancro dei nostri anni, il meccanismo che sta distruggendo diritti e concentrando potere e ricchezza nelle mani di pochi.

La finanza speculativa ha causato povertà e disoccupazione, favorito le assurde politiche di austerità dei governi, ispirate proprio dai mercati finanziari. Invece no, non solo Serra "consiglia" il Nixon di Rignano sulle politiche economiche (chi ha contribuito - pur nel suo piccolo - a generare la crisi sistemica in cui siamo immersi adesso da anche le ricette su come uscirne) ma, in cambio del suo "appoggio" (anche finanziario), Serra otterrà sicuramente qualcosa. Intanto pare abbia ottenuto qualcosa dagli uomini di Renzi alla Cassa di Risparmio (ossia dall'amico Carrai, detto meritocrazia e piazzato dal meritocrate anche lì, assieme ad altri due renziani doc: il presidente dell'Ente Cassa, marchese Jacopo Mazzei, e Bruno Cavini, membro del comitato di indirizzo della Fondazione). 

La Cassa ha da poco deciso, infatti, di destinare ben 10 milioni di euro per acquistare i (rischiosissimi) coco bond di Serra.

Per carità, tutti loro si affannano a sostenere che il rapporto fra Renzi e Serra nulla c'entra con questa scelta, si tratta di mere coincidenze e certo non ci sono "prove" del contrario: "il rapporto tra Serra e l'Ente Cassa prescinde completamente da quello che c'e' tra il finanziere e il sindaco", questa la versione ufficiale, che ha un po' il sapore di "Ruby nipote di Mubarak".

- Con Marchionne senza se e senza ma

Non mi fido di chi ha detto "sto con Marchionne senza se e senza ma".

La vicenda Fiat ha dimostrato che aveva perfettamente ragione la Fiom a chiedere di vedere i piani industriali, di avere certezza degli investimenti, denunciando come farlocco il piano "Fabbrica Italia".

Ma il Nixon di Rignano stava invece con Marchionne, "senza se e senza ma", proprio quando Marchionne divideva i lavoratori e disdiceva contratti, puntando sullo schiavismo più che sull'innovazione. Recentemente il Cayman(o) Renzi ha ammesso -pur senza scusarsi con il sindacato e i lavoratori- che Marchionne l'ha fregato, in effetti, accidenti. E uno così dice di voler governare un paese?

- Renzi contro i Referendum allora ed oggi

Non mi fido del Nixon di Rignano perché ha votato 2 "no" ai referendum su acqua e servizi pubblici nel giugno scorso. Poi, travolto dalla valanga di "sì", Renzi dichiarò che avrebbe dato applicazione al referendum, perché andava pur riconosciuta quella vittoria schiacciante: non c'è nulla di più frustrante che andare a votare e poi vedere un referendum disatteso, aggiunse. Risultati? Zero spaccato.

Ad oggi Publiacqua continua a mettere in bolletta il "profitto" (la remunerazione del capitale) che era stato abolito con il referendum e perciò continua a distribuire utili agli azionisti come se nulla fosse. Nel frattempo Renzi ha anche (s)venduto e privatizzato ATAF nominando come nuovo assessore al bilancio proprio Petretto, uno dei "leader" del fronte del "no" ai referendum.

- Renzi radioattivo

Ma non mi fido neppure di uno che -riesumando uno pseudoconcetto di modernità tremendamente anni '80, ha insistito che il futuro dell'energia è indubitabilmente il nucleare: il Nixon di Rignano mai si accalorava tanto come quando difendeva la modernità di inceneritori (pardon, termovalorizzatori) e dell'energia nucleare.

Al punto che la sera stessa in cui la tragedia di Fukushima si consumava, Renzi, su La 7, si arrampicava sugli specchi dicendo che il problema non era a ben vedere il nucleare ma semmai il terremoto (oggi persino Germania e Giappone rinunciano al nucleare e puntano decisamente su efficienza energetica, rinnovabili e diminuzione dei consumi mostrando che modernità, innovazione e sicurezza sono altrove).

Dopo Fukushima Renzi fu costretto, suo malgrado, a cambiare intenzione di voto, almeno sul referendum sul nucleare.

- Conoscere "qualcosa"? No, conoscere Renzi!

Non mi fido di chi ai giovani dice che vuole un paese dove trovi lavoro "se conosci qualcosa e non se conosci qualcuno" (secondo l'azzeccato slogan goriano) salvo poi "fare" esattamente l'opposto.

Renzi ha fatto aumentare notevolmente la spesa del personale del Comune di Firenze attivando circa 40 contratti a chiamata (contratti che dipendono dal rapporto "fiduciario" fra  politica e burocrazia) e ha piazzato -attraverso la così detta mobilità in entrata-  coloro che hanno il grande "merito" di essere amici o conoscenti di Renzi medesimo, in organismi ed enti affiliati al Comune.

Come ha evidenziato la Fp-Cgil: "ha ridimensionato fortemente la dirigenza a tempo indeterminato a favore di quella a chiamata, ha rimosso e trasferito quelli che 'conoscevano' qualcosa, ma non conoscevano lui, insomma ha fatto proprio l'opposto del suo slogan televisivo".

Un recente inchiesta giornalistica arriva a queste conclusioni: "corrisponde a circa 25 milioni la somma che graverà sul bilancio del Comune di Firenze, e quindi sulle tasche dei fiorentini, nei cinque anni di giunta Renzi a causa della pazze assunzioni a chiamata diretta del "Rottamatore".

Un vero e proprio ufficio di collocamento, o per meglio dire un sistema efficace di clientelismo che ha permesso al sindaco in carica di assumere amici, parenti, ex dipendenti della provincia o semplicemente colleghi di partito trombati alle elezioni. O dipendenti della Florence Multimedia, la società partecipata dalla provincia di Firenze ai tempi in cui Renzi ne era presidente, creata appositamente per valorizzare l'immagine del "Rottamatore" a spese della collettività."

Un piccolo impero di provincia

Su Florence Multimedia e tutte le altre società e associazioni "inventate" da Renzi o a lui in qualche modo ricollegate si potrebbe scrivere un papello di decine di pagine. Ricordo solo che Florence Multimedia è il mega carrozzone costruito da Renzi per autopromuoversi e per "farsi amici" i giornalisti dell'informazione locale: carrozzone che secondo l'inchiesta de Il Fatto ha speso 9,2 milioni di euro dal 2006 al 2009 pagando fatture a un'impresa privata di Matteo Spanò, già manager della stessa Florence e amico di Renzi. L'amico Spanò è oggi il presidente dell'associazione Museo dei ragazzi, a cui il Comune versa un contributo annuo di 600 mila euro. Il Museo dei ragazzi organizza ad esempio la notte tricolore il 16 marzo 2011 affidando la comunicazione alla Dotmedia. Ma Dotmedia è dello stesso Spanò e di Alessandro Conticini, quest'ultimo socio della famiglia Renzi. Insomma, un bel giro: la nuova politica, non c'è che dire.

La Corte dei conti sta accertando anche la situazione di Florence Multimedia perchè ha autorizzato "contratti, convenzioni, affidamenti al lordo, il cui importo triplica quello dei contratti di servizio di base": per una spesa totale di 9.213.644 euro".

Ma forse queste sono le vicende più note, assieme a quelle delle "spese" ai tempi della provincia, anche grazie agli articoli usciti su Il Fatto Quotidiano e su Il Sole 24 ore. Sulle spese folli mi limito a citare un brano tratto da un articolo del Corriere: "Ci sono gli alberghi di lusso e i ristoranti, le enoteche e le pasticcerie, i mazzi di fiori e il marketing.

Ammontano a 2 milioni di euro le spese di rappresentanza collezionate da Matteo Renzi quando era alla guida della Provincia di Firenze, tra il 2004 e il 2009. Ma Alessandro Maiorano, il dipendente di Palazzo Vecchio diventato il grande accusatore del «rottamatore», sostiene che di milioni ne abbia spesi 20. E dalle carte che ha consegnato alla Guardia di finanza emergono anche iniziative che a fatica si possono considerare vantaggiose per i cittadini."

-Amicizie private, con stipendi pubblici

Infine, fra le tante, potrei citare la NoiLink, un'associazione "vicina" a Renzi (più precisamente una delle "casse" della sua campagna elettorale), che in pochi anni ha raccolto 730 mila euro in "donazioni" (come sempre finanziatori sconosciuti), serviti per pagare iniziative elettorali, Leopolda compresa.

Il fatto singolare è che (lo ha evidenziato recentemente il consigliere comunale Tommaso Grassi) tutti ma proprio tutti i 9 soci di NoiLink ("amici di Matteo") sono stati nominati, eletti o assunti da Renzi in Comune o in Provincia in questi anni. Insomma, una poltrona e uno stipendio per tutti.

Poi ci sarebbero da capire cosa accade nella Fondazione Big Bang, nella Festina lente e nelle altre associazioni messe in piedi da Renzi e dai suoi amici, sempre per sostenere la campagna.

Chi mette la benzina al motore Renzi?

La cosa incredibile è che è pieno di gente che -in ottima fede - pensa al Nixon di Rignano come ad un Boy Scout che ha costruito la sua campagna elettorale in modo quasi frugale (si tratta invece di una campagna il cui costo reale è di molti milioni di euro), con tanti volontari e piccoli contributi donati per "mettere la benzina" nel camper.

Il giovane (lui è giovane per davvero!) e brillante giornalista de La Repubblica, Matteo Pucciarelli, ha scritto nel suo Blog: "la storia della benzina da donare al camper è penosa. Uno strazio. Quello schemino fa male solo a vederlo. Cioè, c'hai mezzo mondo industriale alle spalle, la tua azienda di famiglia fattura milioni di euro e mi vieni a raccontare che se stanotte puoi macinare 500 chilometri è grazie al mio contributo militante? Fatti questo pieno senza troppi panegirici, mettici pure la V-Power che costa 3 euro a litro e invecchia nelle otri della val d'Orcia, e liberaci dal pensiero della lancetta".

Lo schema dei poteri forti (finanziari, economici, industriali) che appoggiano Renzi

Una mappa molto dettagliata è stata pubblicata da Roberto D'agostino su Dagospia (mai "contestata" da Renzi), in un articolo  che inizia così: "dietro Renzi e dietro le sue costose campagne di rottamazione ci sono - molti allo scoperto, molti nell'ombra - importanti imprenditori, famiglie storiche fiorentine, banchieri, finanzieri, mecenati democratici, simpatizzanti oltreoceano".

Un po' di nomi

Ancora una citazione dal lungo articolo sui finanziatori e sostenitori del Nixon di Rignano: "i Frescobaldi, i Fratini (immobiliaristi, centri commerciali), i Folonari (Giovanna Cordero Folonari fu chiamata a fare l'assessore dal precedente presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi), i pratesi Pecci tramite il congiunto Niccolò Cangioli, manager della Elen spa, i Bini Smaghi, quelli del conte Lorenzo, ex consigliere della Bce nominato da Renzi presidente della Fondazione Strozzi. Bini Smaghi, tra l'altro, è figlio di una Mazzi e, dunque, cugino del Mazzei presidente della Cassa di Risparmio. Una rete di sostenitori influenti cui si sono aggiunti imprenditori e manager come il gruppo Poli (imprenditori alberghieri e proprietari di tv locali), l'editore Mario Curia (Chiesa, Confindustria), Leonardo e Marco Bassilichi, della Bassilichi Spa, azienda che lavora per il Monte dei Paschi, il costruttore Andrea Bacci (già messo da Renzi a presiedere quella Florence Multimedia che gli ha procurato un'indagine della Corte dei conti), Fabrizio Bartaloni, manager del Consorzio Etruria, una delle aziende impegnate nei grandi lavori fiorentini, Riccardo Maestrelli, imprenditore con l'azienda più importante di frutta e verdura alla Mercafir di Firenze, il mercato all'ingrosso. Fuori da Firenze il sindaco gode delle simpatie di Oscar Farinetti patron di Eataly (che a breve aprirà uno store proprio a Firenze, negli spazi della libreria Martelli da poco chiusa), ovviamente Giorgio Gori fondatore dell'impero Magnolia, poi il presidente di De Agostini Pietro Boroli, il vicepresidente del gruppo Viacom International Media Network, Alessandro Campo Dall'Orto). O stilisti fiorentini come Ermanno Scervino, Ferruccio Ferragamo e Roberto Cavalli, amici di Renzi. Qualcuno, come il tesoriere dei Ds Sposetti, uno che di soldi e partiti ne sa parecchio, ha evocato finanziatori americani e israeliani per Renzi.".

Insomma, al tavolo del Nixon di Rignano mancano solo la contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare e il MegaPresidente Galattico in persona, il Duca Conte, Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Multinaz., Francesco Maria Barambani.

Il Cayman(o) è vintage: un vero neo-liberista anni '80!

Ovviamente non mi fido del Nixon di Rignano anche perché notoriamente di economia non capisce niente e si limita ad idolatrare in maniera dogmatica i sacri principi che hanno trascinato il mondo nell'attuale crisi economico-finanziaria, ripetendo a memoria slogan imparati da altri, di cui a sua volta si fida ciecamente: i Serra, i Giavazzi, gli Alesina, gli Zingales ("il liberismo è di sinistra", Renzi dixit, ripetendo il titolo di un noto libello). Le idee di Renzi, è stato fatto notare da più parti, sono state già rottamate dalla storia di questi ultimi anni, in particolare le ricette economiche neo-liberiste che sono datate anni '80, naturalmente unite ai nuovi dogmi di austerità e disciplina fiscale. Renzi e  non ha letto non dico i nobel per l'economia Stiglitz e Krugman, ma neppure i recenti (seppur parziali) "ripensamenti" di Blanchard e del FMI, pur sempre vestali del neoliberismo globale. Insomma, se Renzi di economia non capisce una mazza, di sicuro chi lo sostiene e lo consiglia è lucidamente e coscientemente un neo-liberista di ferro (mentre il Nixon di Rignano lo è, per così dire, "culturalmente" e istintivamente). Il programma-pdf di Renzi pubblicato per le primarie è un esercizio ai limiti del dilettantismo, specialmente sulle materie economico-fiscali. Per citare le parole di Stagnaro, un giovane economista liberista che presiede l'Istituto Bruno leoni (in un' intervista complessivamente elogiativa intitolata "io, liberista hard alla Giannino, voterei Renzi"): "beninteso, il programma di Renzi non contiene analisi profonde né soluzioni precise. E´ però indicativo dell´approccio culturale che il sindaco sembra voler adottare". In questo - e solo in questo- sottoscrivo integralmente la posizione del libersita hard che appoggia entusiasticamente Renzi.

Di due Cayman(i) non si fa un programma: Il finanziere Serra & Renzi

Ben più strutturato è il programma di Serra (il finanziere amante delle Cayman) che è stato sposato da Renzi alla famosa cena di "finanziamento" con la finanza milanese. Nel "documento Serra-Renzi" la critica al sistema-Italia si basa sulla denuncia della scarsa competitività delle aziende italiane, a causa della intollerabile pressione fiscale, della eccessiva spesa in pensioni e salari pubblici e dal mancato contrasto all'evasione fiscale. L'analisi di Serra (come ben mostrato da Vladimiro Giacchè)  dimentica la differente composizione della nostra spesa previdenziale rispetto agli altri paesi europei e dimentica anche che l'Italia spende per gli statali meno di Francia, Gran Bretagna e Spagna, anche se la spesa unitaria per dipendente è superiore.

Le proposte di Serra sono debolissime e peraltro le modalità suggerite per tagliare le tasse sulle imprese in modo significativo sono assolutamente irrealistiche. Le privatizzazioni e le dismissioni di patrimonio pubblico (ammesso che siano desiderabili -e ovviamente non lo sono) non potrebbero in nessun caso garantire gli introiti stimati dal documento. Esattamente il problema che il Comune di Firenze sta incontrando in questi giorni: erano del tutto sballate le ipotesi fatte da Renzi e dai suoi "consiglieri" sugli introiti che sarebbero derivati dalla (s)vendita dei beni immobili e del patrimonio pubblico. Per di più, Serra e Renzi sembrano non voler vedere che senza considerevoli riduzioni sul monte complessivo dei salari pubblici - che significa migliaia e migliaia di licenziamenti - e della spesa previdenziale (già ridotta all'osso) lo stato italiano non potrà in nessun caso ridurre significativamente il suo costo di funzionamento. Insomma, chi vuol governare il paese non può raccontare favole, per quanto siano favole che nascondono incubi sociali.

Il documento Serra ha una visione parzialissima dell'economia italiana: omette di dire che i 2/3 del Pil italiano sono generati dal terziario, per il quale sono completamente assenti proposte significative. L'unico modo realistico per realizzare quanto propongono Serra & Renzi sarebbe procedere a tagli fortissimi alla spesa pubblica, da concentrare su salari pubblici e pensioni. In definitiva Serra-Renzi ignorano completamente gli effetti dell'austerità, ossia ignorano la storia europea degli ultimi 5 anni. Grecia, Spagna e Portogallo mostrano che pesanti tagli alla spesa pubblica non solo non fanno risparmiare ma avviano ad una recessione che provoca  ulteriore peggioramento dei conti e della situazione economica: in un momento di recessione simili contrazioni di domanda aggregata creano solo buchi di bilancio.

Con Zingales senza se e senza ma (ma Zingales sta con Romney!)

A queste conclusioni sono giunti persino il Fondo Monetario Internazionale e la Banca mondiale, che a metà ottobre a Tokio hanno finalmente preso atto del fatto che le politiche di rigore stanno provocando una recessione eccessiva, in particolare in Europa (e hanno scoperto che il moltiplicatore usato per misurarne gli effetti era matematicamente sbagliato). Contemporaneamente si accorgono dei successi di quei paesi che hanno keynesianamente immesso denaro pubblico nel circolo economico, rifiutando le ricette d'austerity e smentendo il dogma dell'austerità espansiva.

Ma il Nixon di Rignano continua a seguire imperterrito il più realista dei realisti, il più liberista dei liberisti, il suo altro consigliere economico: Zingales. Il Cayman(o) Renzi ebbe a dire sprezzantemente, mesi fa, che lui certo non si faceva dettare il programma economico da Fassina (il responsabile economico del PD) ma semmai da Zingales stesso, ospite plurigettonato dei vari incontri e Big-Bang alla Leopolda.

Ma proprio mentre Renzi copiava ad Obama tutto, dai colori allo slogan della campagna (copiava tutto fuorché il "programma" elettorale di Obama, naturalmente) , il buon Zingales (più "coerente" e più conseguente di Renzi) argomentava candidamente in un lungo articolo che lui tifava per Mitt Romney, non per Barack Obama. Le ricette dei Serra e degli Zingales sono infatti le ricette dei repubblicani USA, non certo di Obama: solo in questo strano paese è possibile che un Nixon di Rignano sull'Arno rischi di diventare il futuro candidato non del centro-destra ma del centro-sinistra italiano.

Il centro-destra ha le idee chiare: per questo sceglie Renzi

Se il centro-sinistra ha le idee confuse, ben più chiare sono le idee a destra: dalla Santanchè a dell'Utri, da Sallusti a Ferrara, dalla Minetti a Berlusconi tutti vedono in Renzi "l' ancora di salvataggio" offerta dalla storia per cambiare tutto senza cambiare nulla: se il tracollo del sistema DC-PSI e del craxismo aveva permesso a Berlusconi di costruire la sua fortuna sulla retorica del "cambiamento", così ora Renzi offre la più solida garanzia di continuità con il berlusconismo (come "cultura") e con il pacchetto di idee "repubblicane" e neoliberiste di cui s'è detto. Torniamo sempre al Gattopardo.

Vale la pena ricordare brevemente alcune delle dichiarazioni illuminanti. Dice la Santanché, onorevole del Pdl, che «se Renzi vince le primarie, lo bacio». Più meditato il giudizio di Marcello dell'Utri, che lancia un segnale non da poco: «Renzi mi piace. Non vado in casa d'altri a votare alle primarie ma il personaggio mi piace. E' un gigante nel panorama politico di oggi, una persona giusta per questi tempi. Mi ricorda un po' Berlusconi, per esempio nell'essere anticonformista. Alle politiche, se non ci fosse Berlusconi, Renzi lo voterei, assolutamente, avercene di persone così. Molti del Pdl se non ci fosse Silvio lo voterebbero» Iva Zanicchi, collega della Santanchè, ha invece dichiarato che lei alle primarie del centro sinistra ci andrà e voterà proprio Renzi. Ma naturalmente le perle migliori ce le regala Silvio Berlusconi in persona, che in un'intervista a Sallusti dichiara: "si è verificato un fatto positivo, Renzi, sotto la sigla del partito democratico porta avanti le nostre idee, esattamente le nostre idee". Ed aggiunge: se vincesse Renzi sarebbe un "miracolo: finalmente il PCI divenerebbe un partito social-democratico", "quindi tanti auguri a Matteo Renzi". Una dichiarazione dalla quale si evince che Berlusconi si considera un socialdemocratico: probabilmente si ritiene persino più a sinistra del Nixon di Rignano sull'Arno.

Il coraggio delle proprie idee? No, Renzi preferisce vincere

Vero è che il duo Gori-Renzi sembra aver progettato una timida "svolta a sinistra" nelle ultimissime settimane. Quando i sondaggi hanno mostrato che Renzi era indietro, Gori ha finalmente capito che le primarie del centro-sinistra le puoi vincere solo se riesci a "convincere" prima di tutto un pezzo dell'elettorato di sinistra a votarti, mentre nella prima fase di campagna Renzi puntava soprattutto a drenare voti "esterni" di centro-destra (di qui tutta la polemica sulle "regole").

Così accadrà, purtroppo, dato che tante persone di centro-sinistra voteranno oggi Renzi, in parte perché non conoscono davvero chi sia il nostro Nixon toscano (il tempo materiale per leggere ed informarsi è sempre più ridotto), un po' perché la costosissima campagna elettorale mediatica di Gori & Renzi è stata efficacissima, specialmente su determinate fasce della popolazione.

Questo dimostra ancora una volta, ahimè, un dato ormai inoppugnabile: quanto più denaro hai (quanti più poteri forti finanziano e appoggiano la tua campagna) quante più probabilità hai di "raggiungere" l'opinione pubblica e di "convincere" (e quindi di vincere). Ma non è tempo, qui, di discutere delle sempre più strette connessioni fra politica e mondo economico.

- l'importanza dei se e dei ma

Dicevo invece della timida "svolta a sinistra" nel rush finale: il primo segnale è stato la presa di distanza da Marchionne (è lui che ci ha traditi, ha detto il Caymano di Rignano, in sostanza), ma appare un po' facile essere contro Marchionne dopo avergli dato tutto ciò che voleva e dopo aver assestato qualche duro colpo ai sindacati.

- Tav

Poi è arrivata addirittura la presa di posizione critica contro il sottoattraversamento TAV di Firenze. Più precisamente ha dichiarato "si dovesse iniziare oggi, direi no alla TAV".

Peccato che il Nixon di Rignano abbia appunto firmato il via libera al tunnel TAV sotto Firenze, firmato le deroghe sanitarie e acustiche per i cantieri, cancellato il piano delle stazioni di superficie del trasporto locale su rotaia, messo in cima ai propri programmi le grandi opere, dal tubone sotto Fiesole alla spianata di cemento a Castello, fino ai tre inceneritori in una sola provincia.

Tre inceneritori in una sola provincia, vero e proprio record italiano se non adirittura europeo: ma naturalmente oggi nel suo tour Renzi fa il tizio della differenziata (a cui tagliò i fondi, da Presidente della Provincia) e dei "rifiuti zero".

Come dice il suo ex assessore (verde) Mauro Romanelli, che Renzi buttò fuori dalla giunta proprio su questi temi: " Renzi non ha nemmeno il coraggio delle proprie idee e di quello che ha sostenuto per una vita.Mai visto uno abbassarsi tanto pur di vincere a tutti i costi".

Tuttavia anche Mauro sa bene che pure in passato Renzi non ha mancato di fare false "aperture" in campagna elettorale per poi chiudere a doppia mandata la solita porta, una volta entrato in cabina di comando.

La politica come atto narcisistico?

Tuttavia il problema, almeno per me, non è solo quello del falso "stil novo" del Nixon di Rignano.

C'è anche un problema antropologico, etico, di visione generale del mondo e della politica.

Per Renzi la politica è un' impresa personale e personalistica, una sorta di estremo atto narcisistico, non è un processo collettivo, non è la ricerca corale di una società migliore, più giusta, più equa.

La politica è una carriera, un esercizio di potere, non c'è "generosità" in questa visione del mondo e del proprio ruolo nel mondo. In definitiva grazie a Renzi il berlusconismo, i suoi "tic", la sua cultura ("goriana") continua a vincere e a dilagare.

Infine il PD dorme come sempre: non è nemmeno riuscito a candidare un tizio di centro-sinistra alle primarie del PDL, facendosi fregare anche stavolta da quelle faine del centro-destra, sempre un passo più avanti ;)

 

PS: questo escursus renziano si puo' trovare anche sotto forma di nota facebook : https://www.facebook.com/notes/tommaso-fattori/il-vecchio-stil-novo-del-caymano-di-rignano/10151521806628626

APPROFONDIMENTI

Chi cerca, trova ? http://firenze5stelle.com/tag/anghiari/

Quanto "verde" è stato finora il Sindaco di Firenze?  http://firenze5stelle.com/2012/11/15/quanto-verde-e-stato-finora-come-sindaco-di-firenze/

Riflessioni dal Comune di Firenze    http://firenze5stelle.com/2012/11/13/21858/

Renzi cin cin a nostre spese, ADESSO!  http://firenze5stelle.com/2012/11/06/renzi-cin-cin-a-nostre-spese-adesso/

Il Piano Renzi che cementifica Firenze   http://firenze5stelle.com/2011/06/22/il-piano-renzi-che-cementifica-firenze/

 


Firenze - 

Il paesaggio è così intrinsecamente legato alla tutela del patrimonio artistico e storico nazionale, come statuito dall'art. 9 della Costituzione Italiana, tale da renderlo esso stesso un bene ambientale e storico, il quale, per eccellenza, cioè di per sè, è un bene comune puro ovvero destinato alla pubblica utilità.

Il paesaggio agrario in particolare, quale "forma che l'uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente, imprime al paesaggio naturale" è parte a sua volta di quel più ampio paesaggio rurale, in cui le architetture rappresentano, in un certo qual modo, quella "seconda natura destinata alla pubblica utilità".

Ecco, oggi, per ammissione stessa della pubblica amministrazione (P.A.), nazionale e regionale, quel bene pubblico è non solo minacciato di estinzione, ma è in procinto di sparire del tutto. Soprattutto il suolo agrario, che rappresenta la base naturale difficilmente rinnovabile o non rinnovabile del tutto, su cui il paesaggio agrario si è venuto formando, stabilendo relazioni plurisecolari con la società e la sua economia agricola, che si sono come co-evoluti e co-adattatati all'ambiente naturale originario. Ecco, oggi, la società e la sua economia tradiscono, arrestano, uccidono questa linea evolutiva, che noi, semplicemente, esteticamente, chiamiamo bellezza paesaggistica, e che qui in Toscana, ma non solo, è unica al Mondo. 

Sono gli stessi amministratori che ce lo dicono: "più di tremila ettari urbanizzati a spese del territorio rurale" in Toscana, tra il 2007-2010. Quasi un autoassolvimento pubblico accusando il danno solo ora che il Ministro Catania sta tentando di porre argine alla cementificazione incipiente: il relativo ddl è stato approvato in sede di Consiglio dei Ministri lo scorso 16 novembre. Ora guardiamo se riuscirà a varcare tutte le forche caudine degli interessi cementificatori che si annidano in parlamento.

Come ci comunica altresì il Governo, "il provvedimento in oggetto persegue la finalità di valorizzare la superficie agricola, oltre che lo scopo di promuovere l'attività agricola che su di essa si svolge o potrebbe svolgersi, al fine di impedire che il suolo venga eccessivamente "eroso" e "consumato" dall'urbanizzazione". Rimane però il dubbio che per definire il suolo agricolo lo si faccia attraverso strumenti urbanistici, sottolineando, ancora una volta, la sudditanza legislativa della tutela del paesaggio rispetto alla legge urbanistica, frutto di una storia e di una controversia ataviche che risalgono agli anni 1939-42. E tutto ciò nonostante che il paesaggio sia tutelato dalla Costituzione.

Secondo il Ministero delle Politiche Agricole, la superficie agricola utilizzata, in Italia, "dal 1971 al 2010, si è ridotta di 5 milioni di ettari (da quasi 18 milioni di ettari a poco meno di 13): una superficie equivalente a Lombardia, Liguria, ed Emilia Romagna messe assieme". Tutto ciò è avvenuto paralellamente ad un incremento della popolazione e dei suoi fabbisogni alimentari. Ma da un punto di vista della sostenibilità, "l'incremento di inputs sul territorio non è più in grado di tradursi in un incremento di produzione" agricola. Ciò lo è stato sino a qualche anno fa; oggi, invece, "si è giunti al punto in cui l'applicazione di maggiori quantità di tecnologie dsponibili non corrisponde ad un incremento di rendimento della terra".

Arrivati a questo punto di non ritorno, quello che vogliamo è che anche in sede costituzionale sia tutelata, se non salvaguardata, da parte dello Stato, la destinazione d'uso dei terreni agricoli per la sicurezza alimentare nazionale. Sappiamo, infatti, che "l'Italia attualmente produce circa l' 80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno dei propri abitanti. In altre parole, la produzione nazionale copre poco più dei consumi di tre italiani su quattro".

Se dunque l'Italia è un Paese in declino economico, lo è anche perchè dipende dall'estero per l'energia e per le derrate alimentari; i Paesi in questa situazione macroeconomica sono vulnerabili ed internazionalmente ricattabili. Tutto questo è anche il prodotto di una mancata politica ambientale da 40 anni a questa parte. Ora è il momento di voltar pagina.

 

 Approfondimenti

Sereni Emilio, Storia del Paesaggio Agrario Italiano,Laterza, 1961

Settis Salvatore, Perchè gli italiani sono diventati nemici dell'arte, in Il Giornale dell'Arte, n.324, Ottobre 2012.

Pampaloni L., "2007-2010: più di 3.000 ettari di urbanizzazioni a spese del territorio rurale", Toscan-notizie.it
MIPAAF, Costruire il futuro: difendere l'agricoltura dalla cementificazione, Dossier a cura di A. Rondinone, 2012.

Per info

http://firenze5stelle.com/2012/11/28/p-a-p-come-paesaggio-a-come-agrario/

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Affido: minori e disabilità


Firenze - 

Pubblchiamo la lettera  aperta de IL NIDO DI PIPPI onlus a TUTTI I CONSIGLIERI E ASSESSORI REGIONALI DELLA TOSCANA e alla stampa

Lettere dalla rete è uno spazio a disposizione dal blog per le opinioni ed i messaggi dei cittadini

 

IL NIDO DI PIPPI - onlus 
PROPONE ALLA REGIONE TOSCANA DI ADEGUARE LE LEGGI IN MATERIA DI RICOVERO IN STRUTTURE DI ACCOGLIENZA E AFFIDAMENTO FAMILIARE

A nostro parere i fini degli Enti Pubblici dovrebbero essere quelli di:
INFORMARE
FORMARE
SOSTENERE LE FAMIGLIE ACCOGLIENTI

Affinchè nessuno sia più lasciato solo e ghettizzato proponiamo la creazione di una banca dati con le famiglie disponibili ad accogliere:

1. MINORI IN DIFFICOLTÀ' (dopo che ogni tentativo sia stato effettuato per aiutare la famiglia naturale);
2. DISABILI (in modo che non si creino dei ghetti, diurni o residenziali, grandi o piccoli e a questo proposito si può riprendere in esame il riconoscimento della "famiglia terapeutica" dove chi ne fa parte sia anche un operatore che si occupa di disabilità);
3. ANZIANI (in modo che si crei un reciproco scambio tra la famiglia che potrebbe aver bisogno di un nonno e l'anziano che potrebbe così valorizzare la sua esperienza e sentirsi ancora utile e importante);
4. PERSONE FRAGILI che solitamente vengono collocate in strutture assistenziali.

TRIBUNALI, CENTRI AFFIDO, ASSISTENTI SOCIALI DOVREBBERO, PRIMA DI OPTARE PER IL RICOVERO IN STRUTTURE, VERIFICARE SEMPRE SE ESISTE LA POSSIBILITÀ  DI UN ABBINAMENTO DELLA PERSONA IN DIFFICOLTÀ  CON UNA FAMIGLIA DISPONIBILE ADEGUATAMENTE PREPARATA E SUPPORTATA ANCHE ECONOMICAMENTE.

Questa verifica dovrebbe essere fatta periodicamente  (ogni sei mesi) su ogni ospite di ogni struttura residenziale, ovviamente sentendo anche il suo parere e informandolo delle alternative possibili).

Questo porterebbe gradualmente a un enorme risparmio anche per l'ente pubblico  e parte di questo risparmio dovrebbe essere investito per sensibilizzare le famiglie e i single all'accoglienza, preparare, supportare adeguatamente anche a livello economico le famiglie accoglienti e, naturalmente, monitorare il loro operato.

Nel frattempo vorremmo che fosse ridotta la disparità di trattamento economico degli enti locali nei confronti di strutture residenziali e famiglie accoglienti.
Vorremmo inoltre che i contributi economici alle famiglie accoglienti non si interrompano con la maggiore età dell'affidato, ma continuino fin quando questo non sia veramente autosufficiente.

Questa in sintesi la nostra proposta, capisco che adesso molti di voi siano più indaffarati per risolvere questioni  interne ai vostri partiti, primarie, ecc...  ma vi ricordo che nel frattempo, bambini, minori, disabili, sono "dentro", e a loro delle dispute interne ed esterne ai partiti non importa molto. 

E anche le famiglie che, stravolgendo la loro più o meno tranquilla esistenza, hanno deciso di accogliere al loro interno ragazzi e bambini con problematiche diverse devono fare i conti quotidianamente con lo scarso supporto da parte delle istituzioni, specialmente a livello economico. 

E, meramente a titolo di esempio, vi ricordo che per l'accoglienza in una struttura l'ente locale spende una media di 90 € al giorno per ogni ospite, mentre per una famiglia che accoglie 4 bambini la media è di poco + di 11 € al giorno!!!
E dove staranno meglio i bambini???

Non è possibile davvero fare qualcosa in tempi rapidi???

Sono già passati quasi due anni dal convegno in Regione "L'AFFIDO: ruoli e competenze", ma nonostante tutti si siano dichiarati concordi con le nostre richieste in quella circostanza, ancora non è stato fatto praticamente niente di concreto. Quanto dobbiamo aspettare ancora? Eppure le nostre proposte portano un risparmio x gli enti locali e un miglioramento nella qualità della vita di tutti. 
Spero che anche questo ennesimo sollecito non cada nel vuoto. 

Vi auguriamo (e ci auguriamo) un buon lavoro negli interessi di queste categorie di persone che vivono in segregazione, a dispetto di ogni dichiarazione di diritti fatta all'ONU e presente nella nostra costituzione.

Grazie dell'attenzione

Roberto De Certo
Presidente dell'Associazione 
IL NIDO DI PIPPI - onlus
https://www.facebook.com/groups/ilnidodipippi/?fref=ts                                                                                    

Bambini violati, feriti e segnati prima di capire cos'è la vita stessa. Minori figli di tutti e di nessuno, c'è chi se ne occupa come se fosse un fardello, incapace di comprendere il vero tragico destino di questi piccoli uomini, donne.

La situazione precipita davanti a delle incapacità, causa di disturbi e disabilità, difficili d'affrontare in qualsiasi contesto familiare, amplificati in situazioni di abbandono.

I Minori sono figli di questa società, la stessa che abbiamo contribuito a creare, dobbiamo incidere con un inversione di marcia e impegnarci per una società accogliente, supportiva e inclusiva. 

In cui, ognuno ha diritti in quanto individuo ed i più deboli non vengano lasciati soli, ma accompagnati nel loro percorso, come in una società civile dovrebbe essere. 

Riportare la voce di chi esperisce, in prima persona, queste problematiche , cercando un dialogo e delle soluzioni condivise è non spegnere i riflettori sui minori, riaccesi solamente durante le giornate in cui si commemorano. Loro continuano a vivere ogni giorno e la nostra sensibilità spesso li accantona. 

Il futuro di questi bambini è il nostro futuro. Le categorie svantaggiate non devono rimanere una catalogazione, bisogna creare una rete che riscopri il senso della socialità e della  solidarietà  che non sia assistenzialismo, ma che contribuisca nel percorso di autoaffermazione di ogni individuo.

Careggi città a rischio


Firenze - 

Careggi e' una citta'.

Careggi e' un meccanismo complesso che contiene tutte le realta' dell'area fiorentina, come attivita'

Ovviamente ogni posto e' un mondo a se stante

C'è l' universitario con sovvenzioni e personale , reparti specializzati e ultra specialistici, sanita' generica e non specializzata, posti letto necessari e interessati da programmi , ma anche la realta' delle mense , delle pulizie , dei trasporti interni appaltati  e la realta' degli studi interni dove vengono fatte visite su pagamento dei tickets, tanti, studio diagnostici di ogni tipo. Un distaccamento che si occupa della gestione dei farmaci e delle forniture alberghiere denominato ESTAV.

Per chiudere tre  "servizi all'utenza" : il servizio di sorveglianza (esiguo nelle ore notturne), il  servizio rimozione veicoli, ed infine  i parcheggi a pagamento, balzello sul dolore.

Questo e' il soggetto complesso al cui  interno si svolge ciò che deve servire alla comunita', pagato in modo salato dalle tasse, ancora ripagato con i ticket.

Su questa realtà si sta per abbattere la scure dei tagli alle degenze:  18 letti su 39 a Torregalli, 14 su 40 a Ponte a Niccheri, 10 su 19 al Santa Maria Nuova, 13 su 39 a Borgo San Lorenzo e non finirà qui, purtroppo

In queso ambito, nella cittadella di Careggi, si inizia con il personale: i turni  notturni di seguito senza interruzione, periodi di ferie programmati e imposti a inizio dell'anno, ore lavorative accumulate senza diritto di saldo.

Queste le conseguenze che potrebbero subire gli infermieri, gli operatori sanitari e il personale dell'Ospedale Careggi di Firenze, se entrerà in atto il nuovo piano di ridistribuzione del personale previsto dal 1 dicembre .

Un'imbarazzante manovra per cui i lavoratori non potranno più coniugare la vita privata con quella professionale e saranno costretti a subire orari di lavoro disumani e senza neanche l'obbligo di essere sempre retribuiti.




Siamo stati Mercoledì 21 Novembre  ad ascoltare la loro protesta allestita di fronte al policlinico e abbiamo scoperto che la trattativa aziendale parte dalla direzione nella persona della signora Beccaluva, che sembra continui comunque a assumere e aumentare gli stipendi dei manager dell'azienda .

Il provvedimento quindi , non solo andrebbe a scapito delle fasce con inquadramento più basso, ma non reggerebbe l'ipotesi del suddetto intervento in nome di una spending review attuata per risanare i conti dell'intero organico.

Pare inoltre che solo per le pulizie dei vetri esterni della nuova struttura chiamata "Nic" si eroghino ben 60.000 euro annui, cifra che potrebbe essere benissimo ridimensionata in nome di una maggiore equità ridistributiva dei fondi.

Alla luce di ciò, dunque , ricordiamo che noi cittadini del MoVimento 5 stelle ci opponiamo fermamente al trattamento delle forze di lavoro come se fossero merce a basso costo priva di dignità umana e professionale.

Senza contare che questo nuovo intervento imposto dall'alto ai dipendenti sarebbe in contrasto con il contratto collettivo di lavoro nazionale e sarebbe quindi anticostituzionale.

Le minoranze invisibili


Firenze - 

Abbiamo conosciuto Paola ad un incontro con Beppe Grillo a Reggello (FI)  e ci ha voluto lasciare quasto video messaggio

 

Ciao a tutti gli amici del blog beppegrillo.it sono Paola, ho 39 anni ed ho la sensibilità Chimica Multipla e l'elettrosensibilità anche detta ipersensibilità ai campi elettromagnetici ... oggi voglio raccontare la mia storia

Da alcuni anni avevo dei sintomi partcolari, ho fatto tante visite da vai dottori , ho fatto tanti esami

D: Quali sono i sintomi ?

i primi sintomi sono stati forti mal di testa, mi davano fastidio odori forti come gli indumenti appena lavati, il cibo appena cotto, mi dava fastidio la luce del sole e la luce dei neon ... senso di soffocamento

D: A chi ti sei rivolta ?

.. mi sono rivolta alle strutture ... ho fatto tanti esami ma non mi è stato diagnosticato niente

D: Cosa ti dicevano i medici ?

Nel 2009 mi è stato suggerito di fare dei controlli psichiatrici perchè i medici non trovavano l'origine degli strani sintomi

D: Come sei venuta a sapere della "sensibilità Chimica Multipla ed ipersensibilità ai campi elettromagnetici" ?

La malattia mi è stata diagnosticata dal Policlinico Umberto I° di Roma - Centro di riferimento nazionale per queste patologie

D: la sensibilità Chimica Multipla è riconosciuta in Italia ?

In Italia la patologia non è riconosciuta. Esistono 10 proposte di Legge per riconoscere la malattia come malattia sociale Ci sono però 4 regioni (Basilicata, Lazio, Marche, Puglia) che riconoscono come malattia rara creando disparità di trattamento tra cittadini italiani malati

D: il non riconoscere la malattia cosa comporta ?

Comporta che i medici non hanno un proiotocolo da seguire e l'Umberto I° di Roma è l'unico in grado di assistere le persone affette da questa patologia

D: com'è cambiata la tua vita e a cosa sei allergica

Io sono allergica quasi a tutto, non posso più entrare in una cinema, fare la spesa al supermercato, mangiare una pizza al ristorante ... ho dovuto rinunciare al mio lavoro e farmi una famiglia e ho dovuto fare una scelta personale di vivere isolata in macchina, trascorro le mie giornate in campagna o montagna cercando di evitare tutte le sostanzae chimiche che mi creano delle forti reazioni.

La sensibilità Chimica Multipla comporta forti reazioni al fumo delle sigarette saponi, detersivi per indumenti, ma sono anche intollerante alla stragante maggioranza dei farmaci e quindi è un problema curare la patologia

D: Qual'è la causa ?

Dipende soprattutto dal grado di esposizione dalle sostanze chimiche

.....

Attraverso il blog spero di aver fatto informazione su questo tipo di patologie che vengono definite rare, ma che rare non lo sono perchè, secondo un comunicato dell'Umberto I°, sono 4.000 i cittadini italiani affetti dalla malattia, ma secondo me sono molti di più ...

.. Mi auguro che le persone affette da questa malattia facciano come faccio io in questo momento e sta facendo la mia associazione, l'associazione amica, attivandosi per far conoscere la malattia e difondere informazioni su questo tipo di patologie che purtroppo sono ancora sconosciute.

Ringrazio il signor Beppe Grillo per la possibilità che mi ha dato per fare informazione su questo tipo di patologie che ancora oggi sono purtroppo sconosciute e ringrazio anche i ragazzi del MoVimento 5 Stelle Valdarno/Reggello e del MoVimento 5 Stelle Firenze

Grazie

Ciao a tutti

Voce fuori campo

Nel 2009, a seguito delle varie visite , il medico neurologo sottolineava: "... ma mi sembra importante anche segnalare che potrebbe essere utile anche un approccio diverso di tipo psichiatrico nell'ipotesi di un disturbo comportamentale che potrebbe anche essere meglio compreso e trattato ..."

 

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Uno Stato di Polizia


Firenze - 

Dalla rete ci arriva una lettera di un cittadino dopo i recenti scontri tra le forze di Polizia e cittadinanza a Roma

 

Ripartendo dalle parole di ammonimento al "Soldato Blu" scritte sul blog di Beppe Grillo, e da quelle di giustificazione apparentemente imparziale del Ministro Cancellieri, su chi ha dato - in fatto di manganellate - di più o di meno, e di più o di meno le ha subite, ci viene da domadarci a quale svolta europea, di disagio sociale e di dissenso politico, dobbiamo in futuro prepararci: tutti, cittadini senza divisa e poliziotti.

Il Sessantotto di Pasolini è ormai passato e forse i ruoli si sono invertiti: così oggi i poliziotti, poveri sottopagati, pestano dei poveri non pagati e forse senza futuro. Un tempo si chiamava lotta di classe, oggi si chiama lotta inter-generazionale. Ma non solo questo.



"L'essere odiati" dei poliziotti - rimanendo agli "Scritti Corsari" di Pasolini - " fa odiare", inevitabilmente, ancora oggi. C'è una rabbia, una frustrazione per cui si insegue col manganello e si attacca alle spalle l'indifeso che scappa dalla rissa: così è stato ripreso dalla televisione nazionale in questi giorni.

In una situazione nella quale le istituzioni di questo nostro Paese stanno perdendo tutta la loro autorevolezza, ciò che rimane dello Stato è la sua antica prerogativa, quella cioè dell'esercizio della sovranità attraverso la coercizione e la forza. E la violenza pubblica così perfino gratuitamente dispensata non è allora la manifestazione di uno Stato impaurito ? Di Stati e di governi impauriti ?

In Italia una mal celata maggioranza parlamentare dal cipiglio destrorso ed autoritario (si ricordi il G8 di Genova), difesa da una pletora di scorte ed auto blu, che cosa fa in un frangente di crisi ? In deroga alla spending review, rilancia il finaziamento alle forze di polizia, ridimensionando il turn over per un ammontare di 100 milioni di euro. Cosa è questo ?

E' un governo o uno Stato che si prepara allo scontro sociale sapendo che comunque le politiche di austerità saranno sempre più stringenti.

E' la "sudamericanizzazione" del confronto Stato-società ed è il potenziale rischio di tutti i Paesi europei oggi fortemente indebitati.

Se ancora una volta la percezione pubblica dello Stato è la mano levata contro oppure la commistione affaristica Stato-mafia, proprio laddove lo Stato non riesce ad alzare alcuna mano contro, il definitivo sganciarsi dalla vita politica da parte dei cittadini è inesorabile.

Ad una arbitrarietà del potere, che i fatti violenti di questi giorni ne rappresentano una dose ad alto valore simbolico, è urgente contrapporre un'altra politica, non un'antipolitica. Se il citato "Soldato Blu" alza la mano contro, là, in quel gesto, sta tutta l'antipolitica, rivolta contro la cittadinanza.

E lui, il "Soldato Blu", non lo ha capito, poveretto. Lui quale generazione pensa di difendere ?

Una cosa è certa e nota, che nei Paesi in crisi economica per indebitamento chi ne esce rafforzata è l'oligarchia politica ed i suoi corpi armati pretoriani,  ed i produttori di armi: così, in Italia, sino ad oggi, sta lentamente accadendo questo. 


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Firenze - 

L'evento kermesse Florens 2012, che si è concluso il giorno 11 novembre scorso, ha fatto praticamente da palcoscenico culturale al "Modello Italiano", al punto 2., del programma di Renzi candidato premier ovvero a dire: come a Firenze sono stati gestiti i beni culturali così dovrà essere in tutt'Italia !



Siamo consapevoli delle ristrettezze economiche in cui il  MiBAC e tutte le attività culturali versano ormai da anni, ma la soluzione di far intervenire il privato, esonerandolo giustamente dall'onere fiscale, nell'organizzazione di iniziative culturali, può rischiare di fare del patrimonio nazionale (tutelato dall'articolo 9 della Costituzione) una "macchina per fare soldi " lo sostiene, in questi brutali termini per esempio Matteo Renzi. 

L'equilibrio tra pubblico e privato è molto, troppo delicato e non si può accusare pubblicamente il MiBAC di pesante burocrazia oppure asserire, come ha fatto il Ministro Passera, che la partita tra cultura e economia "è troppo importante per lasciarla solo ai sovrintendenti".

Sono questi che hanno garantito la consevazione e la tutela del patrimonio - bene o male - sino ad oggi.

E' invece stata la politica, a partire dalla riforma del titolo V della Costituzione, che ha separato, sciaguratamente, tutela da valorizzazione.

Ed ora, che non c'è un appiglio legislativo valido nè denari, si vuole stornare la valorizzazione al privato accusando il ruolo stesso che lo Stato, attraverso le sovrintendenze, esercita, come presidio di tutela, sul territorio.

Se la burocrazia - e ce ne è tanta - col suo "linguaggio borbonico" soffoca il MiBac e le sue funzioni territoriali, dall'altra, con il suo linguaggio spicciolo e capriccioso, il Sindaco Renzi - che è così tanto interessato alla sua Firenze che se ne è andato a Roma nel momento in cui si parlava di Uffizi e Nuovo Teatro del Maggio davanti al Ministro Ornaghi - cerca, alla fin fine, la mercificazione del patrimonio artistico; mercificazione che viene spacciata per investimento ed innovazione.

Il nostro sindaco vuole fare l'americano a tutti costi, e non sa che il modello di conservazione dei beni culturali, e non il conservatorismo come lui sostiene, è divulgato e appreso in tutto il mondo come esempio cui riferirsi, e con tutti i limiti del caso, certamente.

Vede caro Renzi, lei potrà dire tutto quello che vuole al di fuori delle ideali cerchie murarie di Firenze, ma non può raccontare troppe panzane ai fiorentini. 

Se vuole usare la città, il suo patrimonio - come del resto sta facendo - solo per sponsorizzare se stesso e la sua campagna elettorale, lo faccia, ma non irriti la sensibilità cittadina sulle questioni che attengono le sue bellezze artistiche.

Abbiamo avuto in passato altri sindaci, molto più colti di lei, che veramente conoscevano e difendevano il patrimonio universale di questa città.

Non abbiamo pregiudizi sul finanziamento dei privati nel settore dei beni culturali, temiamo invece certe forme di deregulation americanizzanti come da lei propinate: non è che il patrimonio culturale deve salvare l'economia di un Paese, se no lo si mercifica banalmente.

La mercificazione dei beni rari mette a repentaglio la loro stessa sopravvivenza, facciamoci attenzione.

Ed alla fine diventa anti-economica. 

Su questi temi, caro Sindaco, ci risentiremo presto.

 

Approfondimenti :

Armiero M., "Arte, una questione politca. Tomaso Montanari: la cultura non può essere un fatto privato", Corriere del mezzogiorno, 13 novembre 2012.
 
"Musei, patrimonio da rivoluzionare" La Nazione Firenze, 11 novembre 2012.

http://firenze5stelle.com/2012/11/17/quali-beni-culturali-per-firenzeanzi-per-il-sindaco-renzi/

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Per la serie lettere dalla rete - lettere e post di opinione - pubblichiamo la lettera del Sindaco di Lampedusa sulla tragedia dell'immigrazione (altro capitolo politico da affrontare da parte di coloro che ci rappresenteranno sugli scranni parlamentari)

 


"Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.

Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?

Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l'idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.

Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull'immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente.

Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l'unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all'accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all'Europa intera.

Allora, se questi morti sono soltanto nostri,  allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato.

Come se avesse la pelle bianca,come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza".

Giusi Nicolini


http://firenze5stelle.com/2012/11/16/quanto-grande-il-cimitero-di-lampedusa/


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Matteo Renzi: quanto "verde" è stato finora come Sindaco di Firenze?

Per la serie "lettere dalla rete" l'analisi di Maurizio Da Re, ambientalista fiorentino, che ci ha gentilmente girato, pubblicato anche su  ecodallecitta.it

Un bilancio ambientale critico sulle scelte fatte e quelle - almeno finora? - non fatte. "Cosa ha effettivamente fatto Renzi a difesa dell'ambiente e del territorio nei 3 anni come sindaco di Firenze e cosa propone nel suo programma elettorale?"

 

Matteo Renzi: quanto "verde" è stato finora come Sindaco di Firenze?

Matteo Renzi ha detto di recente: "Io le cose di sinistra non le dico, le ho fatte. Sono il primo sindaco di una grande città che ha avuto la forza di fare il piano strutturale a volume zero, cioè senza consumo di suolo; mi sono messo contro gli interessi e ho difeso l'ambiente...".

Ma cosa ha effettivamente fatto Renzi a difesa dell'ambiente e del territorio nei 3 anni come sindaco di Firenze e cosa propone nel suo programma elettorale?

Nella campagna elettorale a sindaco, nel 2009, Renzi aveva lanciato "100 cose per i primi 100 giorni" di inizio mandato, "100 cose, piccole e grandi, da fare subito e da verificare pubblicamente con i cittadini". "Se sarò eletto Sindaco -scrisse Renzi- mi impegno nei primi cento giorni a fare cento cose concrete".

Poco dopo la sua elezione Renzi spostò l'attenzione sui "100 luoghi" della città. Molti dei 100 punti sono ancora irrisolti, così come molti dei 100 luoghi. altri grandi cavalli di battaglia sono stati annunciati ma poi falliti.

Vediamo alcuni esempi.

Grandi o piccole opere?

Nel programma delle primarie di Renzi c'è un punto dal titolo "Smentire Longanesi: dalle grandi opere ai grandi risultati" (punto 5.c pag.12) dove sostiene che "Leo Longanesi diceva che l'Italia è un Paese di inaugurazioni, non di manutenzioni. Noi proponiamo di smentirlo puntando sulle innumerevoli piccole e medie opere delle quali il Paese ha davvero bisogno". E propone di "invertire la rotta", dando "la priorità alle manutenzioni e alle piccole e medie opere, come, a titolo di esempio: la costruzione di asili nido, interventi per decongestionare il traffico e per il trasporto pubblico locale, per il recupero ambientale, la messa in sicurezza di edifici in aree critiche o l'efficienza energetica". Ma soprattutto Renzi vuole "scegliere le grandi opere che servono davvero, rivedere il piano delle infrastrutture chiedendo che una commissione internazionale di esperti fornisca un parere indipendente su costi, rischi vantaggi e benefici di proposte alternative". Se Renzi diventasse premier, realizzerebbe davvero questo suo programma? Come sindaco di Firenze Renzi ha mantenuto fede al suo programma elettorale del 2009 ?

In fatto di infrastrutture Renzi sindaco ha ideato e inserito nel "piano strutturale" del Comune un paio di grandi opere avveniristiche, dai costi e risorse imprevedibili: il sottoattraversamento del centro storico della seconda linea del tram (si, un tram in sotterranea!) e il "tubone" stradale, cioè un viale-tunnel da Novoli a Coverciano, dai quartieri di nord-ovest a nord-est di Firenze, per spostare il traffico dai viali di superficie in sotterranea. Nelle "100 cose" programmatiche c'era anche (punto 42) "l'anello Barberino-Incisa", per "liberare il tratto Firenze Nord-Firenze Sud dal traffico e dallo smog": una bretella autostradale passante per il Mugello, declassando così il tratto fiorentino come tangenziale. Un sogno di Renzi già da quando era presidente della Provincia di Firenze.

Renzi è anche uno strenuo sostenitore dello sviluppo dell'aeroporto di Firenze, il "Vespucci", e del progetto di nuova pista che potrebbe portare al raddoppio del numero dei passeggeri e a un aumento dell'inquinamento acustico, spostato in zone diverse da quelle attuali, dai quartieri fiorentini di Quaracchi, Brozzi e Peretola ad ampie zone dei Comuni limitrofi di Campi, Sesto e Prato. E la seconda pista non è un sogno, visto che su questo progetto convergono molti interessi delle categorie economiche e finanziarie fiorentine, ma ancora ben lontano dalla sua realizzazione.

Altre opere importanti come le due nuove linee di tramvia, già previste dalla precedente amministrazione, non sono state purtroppo modificate nei progetti originari, per migliorare la loro compatibilità ambientale, e, nonostante una prima inaugurazione dei cantieri, stentano ancora a partire dopo 3 anni di mandato.

Le piccole opere di Renzi, utili per decongestionare il traffico (e ce ne sarebbe bisogno, visto che un recente studio indica Firenze fra le prime dieci città più congestionate d'Europa), sono veramente poche: qualche pista ciclabile, in parte prevista dalla precedente amministrazione, e qualche corsia riservata agli autobus, conseguente a modifiche del traffico.

Altri dei 100 punti sono ancora incompiuti come il 27, "Signori, si cambia" con il radicale cambiamento delle linee ATAF, e come il 33 sul bike sharing.

Intanto Ataf , l'azienda di trasporto pubblico, 1.200 dipendenti, è stata venduta, per fare cassa, a Ferrovie, nonostante la contrarietà dei sindacati, senza garanzie per l'occupazione (si parla di 270 esuberi a rischio licenziamento).

La privatizzazione di Ataf ha avuto la conseguenza politica dell'uscita dalla maggioranza di Sinistra Ecologia e Libertà, che dal 19 gennaio è all'opposizione di Renzi, insieme alla lista di cittadinanza 'perUnaltracittà', già all'opposizione di sinistra dalle elezioni comunali del giugno 2009.

In 3 anni Renzi si è distinto per due interventi: la pedonalizzazione di piazza Duomo e di piazza Pitti, con grande impatto mediatico nazionale perchè luoghi ad alta densità turistica, e la ripavimentazione e asfaltatura di molte strade, con forte impatto mediatico locale.

La pedonalizzazione del Duomo ha comportato altre pedonalizzazioni di strade limitrofe, fra le quali Via Tornabuoni, una delle strade "salotto" del centro storico e sede di alberghi, negozi e note griffes della moda e della calzatura, per la quale è in corso la ripavimentazione per oltre 1,milione e 800 mila euro.

Il rifacimento di molte strade di Firenze, specialmente del centro, insieme alla realizzazione di opere di viabilità e di parcheggi, sta comportando "investimenti", in particolare mutui, per una cinquantina di milioni solo nel 2012.

Una novità recente sono i due parcheggi sotterranei in project financing, che l'amministrazione vuole far realizzare nel centro storico alla società partecipata Firenze Parcheggi, in piazza del Carmine e in piazza Brunelleschi: sono parcheggi attrattori del traffico, che metterebbero a serio rischio l'attuale zona a traffico limitato, da sempre indicata da Legambiente, nel suo rapporto annuale Ecosistema Urbano, come da primato nazionale.

Caso ancor più particolare è la posizione di Renzi sull'Alta Velocità ferroviaria e il sottoattraversamento previsto a Firenze (due tunnel di 7 chilometri e nuova stazione sotterranea).

Per diversi mesi, dall'inizio del suo mandato a sindaco, si è eretto come paladino per le garanzie ambientali rispetto al progetto previsto, con un tira e molla con il presidente della Regione, Rossi, e lo stesso ad di Ferrovie, Moretti, minacciando lo stop alla partenza dei cantieri.

Poi nell'agosto 2011 l'accordo finale, con il quale Renzi riesce a strappare a Ferrovie ben 89 milioni di euro di compensazioni, da utilizzare per la viabilità cittadina (in particolare ripavimentazioni di strade), abbandonando le garanzie ambientali e alcune nuove fermate-stazioni ferroviarie urbane, le cui realizzazioni erano previste da accordi precedenti.

Anche il cd "Binario metropolitano", il servizio ferroviario di area, "un piano di sfruttamento immediato delle stazioni", previsto nei"100 punti" (punto 46), viene abbandonato definitivamente.

Cemento (quasi) zero

"Saremo un Comune a cemento zero", aveva detto Renzi alla vigilia dell'approvazione del nuovo piano regolatore di Firenze nel giugno del 2011, aggiungendo: "Questo è un Piano strutturale che più di sinistra non si può".

E' quanto Renzi afferma anche oggi durante la campagna elettorale per le primarie, dimenticando però le critiche ricevute dal suo piano non solo dalle opposizioni di sinistra in Consiglio Comunale, ma con un parere ufficiale dalla Regione Toscana e dal suo assessore all'urbanistica, Marson (Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2011): "Il Piano non ha rivisto i dimensionamenti previsti dal vecchio piano regolatore, dove si ipotizzava una crescita degli abitanti che non c'è stata. Così, compresi cambi di destinazione d'uso che si contano come nuovi volumi, il Piano prevede tra cinquecentomila e un milione di metri cubi". Ma a scavare ancora si nota che il Piano "a volumi zero", sbandierato da Renzi, prevede quasi due milioni di nuovi metri cubi di cemento, concedendo tutto il concedibile di edificazione, per esempio, nelle aree di Castello (area Fondiaria) e di Novoli (area ex Fiat), mentre il Sindaco aveva detto che avrebbe apportato riduzioni. Altro elemento rilevante è la vendita al privato di importanti aree pubbliche del Comune, delle Asl, universitarie, della Regione, di Ataf, delle poste, con possibilità di edificare edilizia privata in sostituzione di quella pubblica,

Inceneritore e il campo da golf alle Cascine

C'è un passaggio, nel programma di Matteo Renzi (punto 9.c.4 pag.22), che dice: "Liberalizzazione dell'attività di recupero energetico da rifiuti senza vincoli territoriali", che si potrebbe tradurre così: "Liberalizzare gli inceneritori e farli prolificare sul territorio nazionale".

Renzi è da sempre favorevole agli inceneritori e lo ha più volte ripetuto: «Io credo che il termovalorizzatore sia in questo momento lo strumento scientifico accolto in tutta Europa per distruggere i rifiuti che avanzano dalla produzione, dal riciclo, riuso e dalla raccolta differenziata ...se fossi convinto che il termovalorizzatore fa male come dice qualcuno, non lo farei e...non ci vedo niente di male nel costruire un termovalorizzatore, anzi». (Repubblica Napoli 21/4/2012).

Anche quando era presidente della Provincia di Firenze, Renzi si schierò apertamente per l'incenerimento, nonostante l'esito di un referendum consultivo nel Comune di Campi Bisenzio, che dovrebbe ospitare l'impianto dell'area fiorentina.

Il referendum, realizzato nel dicembre 2007, vide la stragrande maggioranza di contrari all'inceneritore, l'88% dei votanti, e la partecipazione del 31% degli elettori, ma Renzi dichiarò: "referendum inutile..andremo avanti sulla realizzazione dell´inceneritore" (Repubblica Firenze 3/12/2007).

E Firenze non brilla per la raccolta differenziata, visto che è ultima fra i 95 Comuni toscani che hanno superato l'obiettivo del 45% nel 2011, proprio col 45% di differenziata,come ha certificato recentemente la stessa Regione Toscana (vedi Toscana Notizie del 2/10/2012).

E sarà anche per questo che Renzi insiste nel voler costruire l'inceneritore nella Piana, nel territorio dei comuni limitrofi, visto che un'inceneritore funziona, se la raccolta differenziata non dà risultati significativi.

A Firenze Renzi sta invece puntando sulla raccolta dei rifiuti con i cassonetti interrati e ogni postazione costa da un minimo di € 43.000 ad un massimo di € 84.000 in funzione del numero di campane installate (ve ne sono da 4 fino a 8 per postazione).

Dunque una scelta molto costosa e in contrasto con la differenziata spinta, ma perfettamente in linea con la politica del "decoro" urbano, molto sviluppata nelle strade "salotto" del centro storico.

Sul verde pubblico l'obiettivo più rilevante di Renzi è il rilancio del parco delle Cascine, ma della rivoluzione promessa ("Se non riusciremo ad animare il parco più bello del mondo, non mi ricandido", ha detto a più riprese il sindaco) finora s' è visto poco e nulla e il 'cambiamento' è annunciato per l'anno prossimo, forse nell'estate 2013.

Infatti è stato presentato solo nell'agosto scorso il Masterplan con 35 proposte, che prevedono un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, con interventi di riutilizzo delle strutture interne, soprattutto a livello commerciale.

La perla di questo masterplan è la realizzazione di un campo da golf a 18 buche, che, in contraddizione con i frequenti periodi di siccità, necessiterebbe di una notevole mole d'acqua irrigua per mantenere un'adeguata crescita della vegetazione nelle aree di gioco.

Il nodo dello smog

"Piano antismog è il programma di mandato..sono deciso ad investire tutto il mio mandato su questo tema..dobbiamo puntare su bussini, treni e piste ciclabili: così tra 4 anni meno pm10″. Così diceva il sindaco Renzi, eletto da pochi mesi, sulla politica antismog (Repubblica Firenze 26/11/2009).

Renzi non crede nei blocchi del traffico ("non credo ai provvedimenti spot") e neanche nella domenica ecologica e a piedi ("è bellissima, la farei di continuo, piace a tutti ma non risolve il problema del Pm10, serve solo a lavarsi la coscienza") e non a caso in 3 anni ne ha fatte solo 2, senza blocchi del traffico e con alcune iniziative sportive, culturali e commerciali nel centro storico.

Questo è il vangelo di Renzi sullo smog: "La vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: mettere in moto le tramvie, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta perché sono piene di buche e spesso hanno tragitti incomprensibili, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie che la gente si abituerà a prendere come un autobus e dove viaggerà con lo stesso biglietto. Il car sharing e tutti i mezzi del Comune saranno a emissioni zero. Ma ci vuole tempo".

E infatti in 3 anni le tramvie non sono partite. Molti autobus sono stati riverniciati a nuovo. Sono stati acquistati nuovi bussini e rottamanti quelli più vecchi. Sono state realizzate alcune nuove piste ciclabili, anche ereditate dalla precedente amministrazione. Sono state acquisite alcune auto elettriche dal Comune come donazione da aziende automobilistiche.

La ferrovia metropolitana è stata cancellata come progetto con l'accordo TAV e gli 89 milioni di compensazioni. Il car sharing del Comune sarà segnalato alla trasmissione "Chi l'ha visto".

Se lo smog era davvero il programma di mandato, allora è stato un vero e proprio fallimento per Renzi.

Ma c'è una buona notizia per il sindaco: il Pm10 è calato a Firenze e spesso non supera i limiti previsti dalla legge. Una legge regionale sull'inquinamento atmosferico prevede che le centraline di riferimento per il monitoraggio degli inquinanti siano quelle definite come "di fondo" e non più quella "da traffico".

Così le centraline di Firenze, collocate nei giardini monumentali di Boboli, dietro a piazza Pitti, e in un giardino periferico dietro a un palazzo comunale, hanno ridotto a un terzo i superamenti annuali del Pm10: nel 2011 le centraline "di fondo" hanno superato di 18 e 17 giorni, mentre quelle da traffico di 59 e 55 giorni, rispetto ai 35 previsti come limite annuale.

Così l'aria di Firenze è diventata finalmente "pulita" e per Renzi lo smog non è più un problema.

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I candidati a Firenze

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    Alfonso Bonafede
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